L’autocritica, come la critica, ha senso quando non è sterile. Io mi sono giustamente criticato perché c’è una marea di giovani che invece di correre si chiudono in palestra a sollevare pesi ma la critica, invece che tenerla per me potrei benissimo girarla a chi spaccia la corsa essenzialemente per Maratona (42 chilometri e 195 metri…) e Mezza Maratona (21.097 metri…).
Se chi diffonde la corsa assegna questa etichetta alla corsa allora è giusto che i giovani la frequentino poco e la lascino in pasto agli ultraquarantenni perchè Maratona e Mezza Maratona per chi non vi è portato sono una palla insostenibile, quasi peggio della preparazione con i pesi.
Geneticamente siamo spartiti in parti più o meno uguali in tre grandi gruppi di corse: la velocità, il mezzofondo ed il fondo. Per velocità intendiamo 100, 200 e 400 metri, per mezzofondo 800, 1500 e 5000 metri, il fondo sono le distanze dai 10.000 metri in su dove l’unica che si corre in pista sono proprio i 10.000 metri e ultimamente, un po’ per motivi organizzativi, un po’ per moda, sono stati fagocitati dalle corse su strada e pertanto si può pure dire che praticamente tutte le corse di fondo ormai si corrono su strada.
Se accettiamo che, per moda, la corsa è soprtattutto corsa lunga e pertanto Maratona e Mezza Maratona allora implicitamente consideriamo che la pista non esiste più. Ed infatti cinquemilametristi e diecimilametristi sono una razza in estinzione per non dire che anche la popolazione dei mezzofondisti e dei velocisti nella fascia di età compresa fra i 20 ed i 30 anni, che è l’età del massimo rendimento, è molto ristretta a fronte di un movimento di ragazzi e ragazzini che non è per niente trascurabile e soprattutto con risultati di ottimo valore. Gli ultraventenni non solo sono pochi ma, a parte una ristretta elite di mezzi campioncini, gli altri sono quasi già dei master precoci per valore prestativo e, soprattutto, mediamente offrono un rendimento che non è assolutamente in linea con quanto fatto vedere da giovani. Un ragazzino che corre a 13-14 anni i 1000 metri in meno di 3 minuti (e ce ne sono tanti) dopo i 20 anni dovrebbe essere in grado di correre agevolmente i 1500 in meno di 4 minuti, invece di questi ce ne sono proprio pochi e li ritrovi vent’anni più tardi a correre magari la mezza maratona in un’ora e mezza che a 40 anni ci sta anche bene ma se proprio doveva esser mezza doveva essere in un’ora e 7 minuti oppure un’ora e 8 minuti per avere un certo significato e a 30 anni non a 40… Il fatto è che questi per vent’anni semplicemente non hannio fatto un cavolo oppure… hanno sollevato pesi.
Pertanto l’autocritica ci può anche stare ma deve essere indirizzata soprattutto ai sistemi organizzativi che pubblicizzano la corsa essenzialmente come corsa su strada quando la corsa su strada è quella che geneticamente mette in evidenza le propensioni di circa il 15% della popolazione degli sportivi.
Nostro compito è accettare al campo anche ci non fornisce grandi risultati e far capire che chi corre i 100 metri in 11″8 anche se ormai non va più alle Olimpiadi perchè ha raggiunto i 20 anni vale più di chi corre la maratona in 3 ore che sarà un bel tempo per un quarantenne ma non ha nessun senso per un ventenne.
Questa è una cosa importante da far capire per far riacquistare il gusto della corsa in tutte le sue sfumature, altrimenti continueremo ad avere ragazzi che insistono a chiudersi in palestra senza fare nessuno sport magari sollevando solo pesi oppure servendosi per la corsa del tapis roulant che è una cosa che se si riesce ad evitare anche a 80 anni non è una cattiva idea perché dell’attività all’aperto c’è bisogno proprio a tutte le età anche se l’aria è inquinata visto che, in ogni caso, dentro alla palestra è più inquinata che fuori.