COMMENTO ALLE DICHIARAZIONI DEL PRESIDENTISSIMO ALL’INDOMANI DEL TRIONFO DI BIRMINGHAM

Io penso che se Stefano Mei, il “presidentissimo” della Fidal, avesse avuto la metà del fondoschiena che ha avuto come presidente della Fidal nella sua carriera di atleta avrebbe vinto come minimo un’Olimpiade invece di limitarsi ad un fantastico ma un po’ stretto per la sua caratura titolo europeo sui 10.000 a Stoccarda nell’86.

Ho conosciuto Mei come atleta, era mio contemporaneo ed era veramente forte. Mi ha portato fortuna nel senso che il giorno del suo record sugli 800 (1’48″1 a Cittadella l’11 settembre ’85) ero in gara anch’io e approfittai del ritmo decisamente regolare impostato dal suo compagno di squadra Tonino Viali che quella sera ha fatto da lepre per fare pure io il mio record personale pur viaggiando nelle retrovie e limitandomi ad un accettabile quinto posto finale. Ho provato a mia volta a portare fortuna a lui nei 10.000 nel senso che anche il giorno del suo esordio sui 10.000 ero in gara con lui ma con tutt’altro spirito: non con quello di accodarmi per fare il mio record sui 10.000 bensì quello di fare il pagliaccio per stare in albergo un altro paio di giorni dopo la mia gara sugli 800 ai Campionati Universitari (e se non ti diverti ai Campionati Universitari dove ti diverti?). Così ha dovuto passare ai 2000 metri un po’ più forte di quanto fece l’anno dopo per controllare i suoi rivali in Europa, in un contesto, lì a Salsomaggiore meno prestigioso di quello di Stoccarda. Io gli correvo dietro con le scarpe bucate ed il cappellino da spiaggia (ovviamente dettagli premeditati e non casuali…) ed il terzo si era pure già staccato…

Ebbene diciamo pure che a Stoccarda un po’ di fortuna l’ha avuta ed è riuscito a staccare Cova ed Antibo invece del pagliaccio con le scarpe bucate ma il “culo” per dirla in gergo che sta avendo come presidente della Fidal è semplicemente enorme.

Non sto dicendo che non sia un bravo presidente, per carità, dico solo che come atleta era ancora più bravo e non se n’è accorto quasi nessuno ,mentre adesso pare Re Mida che tutto ciò che tocca diventa oro.

Ebbene ripetendo che Stefano mi è simpatico e lo ritengo anche una persona corretta (cosa un po’ difficile nei posti che contano) e, se ce ne fosse bisogno la mia fiducia l’ha ulteriormente conquistata quel giorno che in merito alla vicenda Schwazer ha detto: “Se volete farvene un opinione andate prima a leggervi le carte processuali”, ho da rilevare una dichiarazione fatta dopo il trionfo di Birmingham, sperato ma tutto sommato non previsto nel suo clamore, che è perfettamente in linea con quanto vado predicando da anni su questo mio stramaledetto sito.

Molto semplicemente ha detto. “Grandi, grandissimi, se vogliamo migliorare ancora bisogna pensare a quella fascia di atleti di età fra i 20 ed i 23 anni che abbandonano troppo spesso anche se hanno ottimi risultati perché non sono sufficientemente motivati dall’ambiente. Io aggiungo che quella fascia che centra decisamente il problema purtroppo è un po’ più ampia perché deve essere estesa sia in avanti che indietro nel senso che si può tranquillamente affermare che vada dai 18 ai 25 anni circa. In ogni caso il presidente fa capire il problema e non ci vuole molto a capire che il problema è creato dall’entrata o dalla “non entrata” nei gruppi sportivi militari.

Ed allora ho l’unica critica da fare al presidentissimo su quanto aveva promesso prima di diventare presidente. Non è diventato presidente preannunciando i trionfi che avrebbe avuto la nazionale anche perché gli avrebbero riso tutti dietro e gli avrebbero dato del mitomame. Il presidente ha detto, e c’ero in una di quelle riunioni organizzate per portare il suo programma a conoscenza del pubblico, che “Nonostante lui provenisse da un gruppo sportivo militare si sarebbe adoperato per dare forza alle società civili e fare in modo che queste possano incentivare e motivare anche gli atleti che restano fuori dai gruppi sportivi militari.” Non era un veggente nel senso che il problema esisteva già, a molti non gliene fregava nulla a molti interessava. Morale della favola il presidentissimo in tal senso ha fatto qualcosa ma forse meno di quanto mi aspettassi. Qualcuno dirà che a parole si può provare a scagliarsi contro i poteri forti ma poi con i fatti è difficile agire. Non si tratta di danneggiare le squadre militari, si tratta di dar forza a quelle civili. E lì l’impegno poteva ed io aggiungo “può” essere superiore. Il ragazzo (per me è sempre un ragazzo ed è lì davanti negli 800 dove sto tirando al massimo per fare il miglior tempo possibile oppure nel 10.000 dove sto facendo finta di non far fatica per illudere il pubblico che lo terrò per 10.000 metri…) non è schiavo dei poteri forti e se così fosse non si sarebbe lasciato andare alle dichiarazioni su Schwazer che chiunque obbedisce ai poteri forti non avrebbe fatto, pertanto io mi attendo ancora quella che più che una botta di culo sarebbe un autentico miracolo per l’atletica italiana (io direi pure per lo sport se le altre federazioni ci vengono dietro) ovverossia la destinazione di fondi che non provengano dai gruppi sportivi militari per far praticare sport come si deve a giovani che pur non essendo dei campioni sono ancora in una fascia di età dove lo sport non ha ragione di essere definito amatoriale.

Per dirla con una definizione che al presidente non interessa ma in realtà è un correlato delle sue osservazioni, in Italia purtroppo ci sono troppi giovani che invece di praticare sport “vanno in palestra”, In palestra ci vai a 50 o a 70 anni quando ormai il fisico ha bisogno di una energica messa a punto ma quando sei nell’età del massimo rendimento non perdi tempo a gonfiare i muscoli senza meta come se lo sport fosse un lusso che ormai non ti puoi più permettere.

Ecco io faccio il tifo per la nazionale del presidentissimo, mi diverto davanti alla TV a vedere le gesta eroiche dei suoi atleti, per dire che come dirigente è stato più forte che come atleta (e so quanto sia stato forte come atleta) mi attendo che con la bacchetta magica trovi la soluzione per motivare i giovani sportivi non arruolati nei gruppi sportivi militari a praticare atletica anche se non potranno mai o quasi mai (perché qualcuno di sveglia fuori anche più tardi di quanto si possa pensare) contribuire a migliorare il medagliere italiano nelle grandi manifestazioni.

Forza presidente, forza azzurri ma anche bianchi rossi e gialli perché anche se non siete in nazionale vi meritate di fare sport come si deve.