Premeto che commento dopo aver analizzato i risultati e la presenza della sola squadra italiana di atletica ma temo che questo commento si possa estendere anche agli altri sport e soprattutto alle altre squadra partecipanti ai Giochi del Mediterraneo e questo discorso non vale certamente solo per l’edizione disputata quest’anno a Taranto.
Bene per i risultati della squadra italiana e bene, molto probabilmente, anche per i risultati di tutte le altre nazioni, però c’è un però grosso come una casa e temo che sia un però trasversale, di tutti gli sport e di tutte le nazioni che riguarda tutto lo sport in generale e non solo i Giochi del Mediterraneo. Lo sport si fa anche e oserei dire soprattutto con i numeri due. Anche se i numeri due non sono in grado di vincere o andare a medaglia devono essere portati a queste manifestazioni anche perchè probabilmente saranno le uniche manifestazioni di un certo prestigio alle quali riescono a partecipare. Per cui mi fa molto piacere e fa onore all’atleta un Tamberi che dopo il fantastico titolo europeo va lì a smaronarsi anche ai Giochi del Mediterraneo e si impegna pure perché non è andato a fare una scampagnata ma, anche se pare utopia io dico che le squadre nazionali devono impegnarsi ad essere più presenti proprio in modo numerico più che qualitativo perché non si può vedere una finale a sette in campo internazionale. Una finale a sette va benissimo in campo provinciale dove in certe discipline è proprio difficile trovare i praticanti a prescindere dal livello qualitativo (un po’ come nei master dove in certe categorie basta che sei vivo per andare a medaglia…) ma non va bene in un contesto internazionale dove a mio parere tutti gli atleti devono scannarsi per pigliare il posto che la nazionale deve essere in grado di garantirgli. Ci sono due (su strada erano pure tre…) posti per competizione? Ti porto due atleti per competizione anche se il secondo è meno forte, se il secondo è effettivamente il secondo disponibile di quella nazione in quel momento non mi interessa che ha poche possibilità di andare a medaglia, si è conquistato il posto in una gara internazionale e si merita di poterci partecipare. Non vuole, si fa male? C’è il terzo che scalpita per prendere il suo posto.
Si dirà che una squadra così costa troppi soldi. Bisogna trovarli a costo di prevedere rimborsi parziali delle trasferte e/o alloggi in posti economici. Una manifestazione internazionale a mio parere riesce bene non solo perché in quella manifestazione sono stati ottenuti risultati di notevole spessore tecnico ma anche e soprattutto perché in quella manifestazione c’ è stata una forte adesione di tutte le squadre con la squadra migliore che potevano portare al momento. Squadra migliore non vuol dire che rompi le scatole all’atleta che si è appena stressato in manifestazioni più importanti ma dopo quelli vai a pescare gli aventi diritto seguendo la graduatoria nazionale. E’ una cosa semplice da immaginare difficile da attuare se non si cambia mentalità con riferimento alla capillarità della diffusione della pratica sportiva.
E, parafrasando il grande Forrest Gump, su questa cosa non ho altro da dire…