RESPONSABILITA’ E LIETE NOVELLE

Ho sentito un uomo di chiesa parlare di preti e ammettere candidamente che ci sono buoni preti, preti meno buoni e pure preti che ti fanno passare la voglia di andare a messa.

Ed allora ho pensato alla responsabilità di fare il prete che è una missione di alta responsabilità perché sei chiamato a diffondere la lieta novella e se la diffondi male purtroppo fai un grande danno.

Poi mi sono calato nella mia realtà e tutto sommato ho pensato che sono un mezzo prete anch’io anche se la novella che devo annunciare non è della portata di quella dei preti.

Però ho avuto un moto di severa autocritica ed ho pensato che potrei essere anche un po’ come quei preti che ti fanno passare la voglia di andare a messa? Perché? Molto semplice: ho avuto dei ragazzi che hanno smesso di praticare l’atletica proprio nel momento migliore dell’esistenza. E per cosa? Per andare a sollevare pesi in una palestra.

Allora invece di criticare chi fa una cosa talmente insulsa e chi riesce ad entusiasmare i ragazzi per una cagata pazzesca, quasi a livello della mitica corazzata Potiemky di Fantozzi, come quella di sollevare pesi chiusi fra quattro mura, potrei pensare che il personaggio che sbaglia qualcosa è proprio il sottoscritto che non riesce a far capire che differenza c’è fra praticare uno sport vero e far finta di fare un’attività fisica che praticamente non serve a nulla.

Lo so che c’è dietro il business e chi organizza il business ha armi potentissime per portarlo avanti e così ti dicono che se sollevi pesi dopo diventi bello senza dirti che il muscolo in eccesso quando non lo curi più si trasforma in ciccia, però se non riusciamo a far capire l’importanza, lo splendore e la poesia dello sport nell’età del massimo rendimento, che è quella dove purtroppo si registra la più grande percentuale di abbandono fra i giovani, proprio fra gente che dopo va a chiudersi tristemente in palestra senza praticare più alcuno sport, allora vuol dire che siamo noi che falliamo tristemente nel racconto della lieta novella e mi tocca pure usare il plurale perché io non sono che l’ultimo di tanti cattivi maestri, forse il più pirla di tutti.

Ho scritto cattivi maestri ma in realtà non penso che siamo cattivi, forse siamo solo tutti dei pirla come il sottoscritto che non riusciamo a tenerci gli atleti per una serie di motivi che con un po’ di attenzione si potrebbero anche contrastare.

Forse facciamo semplicemente parte di un’organizzazione sportiva che non punta a tenersi tutti gli atleti dopo i 20 anni ma solo i più meritevoli, quelli che hanno qualche possibilità si approdare al vertice della disciplina sportiva.

Ed allora il nostro compito dovrebbe essere proprio quello di annunciare che la novella è lieta per tutti non solo per quei pochi eletti che hanno la fortuna di approdare allo sport di vertice. Lo sport di vertice ha indubbiamente i suoi vantaggi, quello non di vertice ne ha di altri che non sono di minor importanza. Entrambi hanno in comune che vedono la piena maturazione dell’atleta ben dopo i 20 anni e pertanto troncare l’attività sportiva prima di quell’età è assolutamente un non senso.

La misura del nostro fallimento è nelle palestre attrezzate dove non si pratica nessuno sport e più che altro si sollevano solo pesi in modo ripetitivo, noioso ed insensato senza apprendere nessuna capacità e senza sviluppare doti coordinative di alcun tipo, invece di criticare quei luoghi dobbiamo capire perché quei luoghi sono pieni di gente che ha già smesso di praticare sport.

E’ tempo di Natale, tempo di lieta novella, lo è anche la nostra anche se in inverno pare più difficile da raccontare perché tutti gli sport all’aperto in inverno hanno anche dei momenti difficili, probabilmente per far passare questi momenti difficili senza far venire ai ragazzi la tentazione di chiudersi in palestra dobbiamo svilupparci un po’ anche noi ed allora la lieta novella è pure questa. Lo sport ha bisogno di essere presentato meglio perché è una lieta novella che fa bene a tutti. Tentiamo di trasmettere questa consapevolezza ai ragazzi come Dio comanda. A tutti, anche e soprattutto a quelli oltre i 20 anni che sono quelli che ne hanno più bisogno ed hanno certamente i numeri per capire l’importanza della questione.