PIU’ MOVIMENTO, MENO MEDICINE.

Non ci vuole questa grande fantasia e questo grande spirito di osservazione per capire i mali del nostro tempo. A parte le guerre, che sono una dimostrazione lampante di come i nostri amministratori ci governino male, ci sono problemi che sono infiltrati nella vita comune. Non sto parlando del solito telefonino per il quale a mio parere sarebbe necessario un referendum per abolirlo (disponibile solo per medici, vigili del fuoco, polizia e personaggi che devono muoversi con assoluta urgenza…) ma semplicemente del malvezzo di muoversi troppo poco e consumare troppi farmaci.

Ci muoviamo poco e consumiamo troppi farmaci perché viviamo nella società dell’iperproduzione e dello stress dove per produrre di più lavoriamo troppo e pertanto non c’è tempo per muoversi, dunque ci ammaliamo e, visto che non c’è tempo per curarsi con il movimento, ci curiamo con le medicine andando a creare anche patologie nuove che molte volte sono create proprio dall’abuso di farmaci. In sintesi non abbiamo tempo per vivere perché siamo troppo impegnati a produrre e pertanto ci guastiamo la vita nello stress.

Purtroppo per molti questa è una via senza uscita perché non c’è possibilità di mediare, di scegliere quanto produrre, di scegliere quanto lavorare. Ci sono dei meccanismi di coercizione diabolici tipo la finta disoccupazione secondo i quali se non ti sottometti ai ritmi dello stress resti tagliato fuori.

La disoccupazione in un mondo dove si lavora troppo è una bufala pazzesca, purtroppo te la costruiscono davvero in modo artificiale, per farti lavorare tanto ed a basso prezzo. Questo è l’unico sistema per fare in modo che a fronte di lavoratori che lavorano ancora un numero scandaloso di ore a pochi dollari l’ora ce ne siano di quelli (che non si possono nemmeno chiamare lavoratori…) che semplicemente amministrando i loro capitali buttano dentro ogni ora quello che basta ad una persona normale per campare un anno.

Lo slogan “più movimento, meno farmaci” è un po’ come quello famoso degli anni ’60 che recitava “fate l’amore, non fate la guerra…”. Per rincoglionire i giovani che incitavano a quello hanno usato la droga, per rincoglionirci adesso nella nostra ambizione di vivere con meno stress e più tempo libero ci hanno dato il telefonino, così siamo sempre connessi, sempre stressati e sempre inebetiti dall’informazione deviata che è quella che ti fa vedere le cose solo dal lato di chi comanda.

La vera prevenzione si fa con il movimento, lavorando meno e con ritmi umani. Con i farmaci non si riesce a fare vera prevenzione ma ci intossichiamo e basta e diventiamo carne da nuovi strumenti diagnostici che purtroppo non servono a fare prevenzione ma solo a correre dietro a danni che abbiamo già fatto nel non fare la vera prevenzione.

Ripeto, il primo atto di vera prevenzione sarebbe un ottimo referendum per vietare i telefonini alle categorie che non ne hanno concreto bisogno.

Ma al momento siamo già impegnati in altri referendum dove, che vincano i politici o vincano i togati, temo che non cambierà proprio nulla perché sono comunque al servizio delle élite dominanti.