Volevo scrivere “L’uomo sano gioca” ma dopo, in un mondo dove la dipendenza da gioco d’azzardo fa strage, avrei finito per essere frainteso e quindi, per essere più chiaro, ho allungato il titolo.
Praticare sport in modo giocoso vuol dire non tirarci su il becco di un quattrino perché se uno ci guadagna soldi allora bisogna ammettere che è una mezza professione anche se questi soldi magari non sono sufficienti per garantirsi un futuro. Dunque lo sport professionistico merita tutto un altro tipo di discorso e a volte deve essere visto proprio con una sana diffidenza, ma quello veramente dilettantistico è essenziale per la salute dell’uomo, diciamo pure “umanità” per non creare equivoci di genere.
Qui c’è la favola di Pinocchio al contrario. Mentre Pinocchio andava a spendere i suoi soldi ed il suo tempo in malo modo giocando troppo e sottraendosi ai suoi doveri, il Pinocchio moderno offre i suoi servigi a Mangiafuoco (i grandi burattinai) lavorando troppo e rinunciando al salutare gioco (l’attività fisica fine a sè stessa senza scopo di lucro).
Il vero gioco d’azzardo è la casa al mare ed impiegare l’esistenza con il solo scopo di accumulare la ricchezza per potersela permettere. Nel tentativo disperato di accumulare beni si lavora troppo servendo il sistema dell’iperproduzione (l’aberrazione dell’economia capitalista) e facendo gli interessi di Mangiafuoco che fa di tutto per far andare avanti il carrozzone in questo modo.
Dunque bisogna avere un grande rispetto per il gioco e per la necessità di giocare “sacrificando” il tempo per questo e togliendolo ai progetti di iperproduzione.
L’iperproduzione è quel fenomeno che ha ridotto il pianeta ad una cloaca, ha innestato i cambiamenti climatici ed ha prodotto quegli squilibri sociali tipici del nostro tempo per i quali mentre c’è qualcuno che ha bisogno di lavorare dodici ore al giorno per vivere in modo dignitoso (ma è praticamente impossibile vivere in modo dignitoso lavorando dodici ore al giorno, anche se si guadagna abbastanza) altri guadagnano cifre che ciò che tirano su in un’ora sarebbe sufficiente per mantenere una persona normale per un anno.
Questo sistema si può smontare mettendosi a lavorare di meno e giocando di più, un po’ come faceva Pinocchio in compagnia di Lucignolo.
.Chiaro che se tutti facciamo così il sistema collassa e bisogna inventarsene un altro in modo tempestivo per non crepare tutti di fame ma l’ipotesi, con tutti i sistemi di controllo che ci sono, che collassi improvvisamente è del tutto improbabile e c’è tutto il tempo per trovare una struttura economica alternativa a quella capitalista anche se non è certamente nei programmi dei grandi burattinai.
Altrettanto chiaro come sia difficile ed apparentemente utopistico mettere in piedi un sistema alternativo anche perché non ci si può attendere che questo sistema venga proposto dall’alto ma può nascere solo molto lentamente dal basso visto che Mangiafuoco (i grandi burattinai) non ci sta per nulla a cambiarlo nel momento in cui è il sistema che può far crescere più velocemente le già ingenti ricchezze di chi muove i fili.
L’imperativo, secondo la dottrina corrente, è rimboccarsi le maniche tutti quanti e ammazzarsi di lavoro (altro che tempo dedicato allo sport giocoso, se non sei un campione vedi di limitarti alle tre-quattro ore settimanali che non credi di poterti permettere il lusso di un qualcosa di un po’ più serio…) per aumentare il PIL, che poi l’incremento del PIL serva essenzialmente per ingrassare chi sta già fin troppo bene quello è un dettaglio sul quale non è opportuno star troppo a sindacare.
Qui il vero Pinocchio affiancato da Lucignolo è chi continua a lavorare in modo indefesso per sostenere un sistema che ci sta trasformando tutti in bestie da soma (asini) e solo il gioco (lo sport vero) può aprirci gli occhi e salvarci mostrandoci la strada verso un’ esistenza più salutare e meno stressante.
Quando accennavo ad una psicologia “nello” sport in senso ampio più che ad una psicologia “dello” sport in senso ridotto, tesa essenzialmente a razionalizzare i comportamenti del potenziale campione, intendevo proprio una psicologia di visione d’assieme dell’esistenza che ci porti a vivere lo sport in modo pieno e non superficiale e che faccia emergere tutti i diritti dell’uomo fra i quali è compreso pure quello dello svago e del gioco autentico.
Se pensiamo ad accumulare danaro amazzandoci di lavoro alla ricerca di falsi obiettivi, facciamo gli interessi di Mangiafuoco. Per non cadere negli errori di Pinocchio e Lucignolo bisogna avere una grande considerazione e rispetto del gioco che non si può barattare con nessuna lusinga di arricchimento. Meditate gente, meditate…