In tempi di sviluppo esagerato della forza (e qui ‘na volta tanto mi tocca attribruire la responsabilità agli americani e non agli ex sovietici perché sono stati proprio gli americani a farcene una zuppa con sta stramaledetta forza…) parlare di elasticità sembra quasi blasfemo.
In effetti elasticità e forza fanno un po’ a cazzotti fra loro e indubbiamente se si esagera con l’elasticità si finisce per trascurare un po’ la forza così come se si esagera con la forza si rischia di far andare a remengo le doti elastiche.
Nel mio essere del partito dell’elasticità (forse proprio perché è di moda la forza e molto spesso io mi schiero contro le mode) mi allargo estendendo un concetto un po’ particolare: non dobbiamo intendere queste doti solo come doti fisiche ma anche un po’ come doti mentali, quasi che per contagio ciò che hanno appreso i muscoli andasse a diffondersi pure al cervello.
E allora sono a proporvi delle immagini un po’ bizzarre che forse potranno trovare più consensi di quanto si possa pensare. Quante volte l’individuo molto forte muscolarmente è forte anche mentalmente ma poco elastico sia da un punto di vista fisico (in modo abbastanza prevedibile) ma pure da un punto di vista mentale? Questa scoperta è un po’ soprendente perché anche se ci attendiamo che un grande sviluppo della forza possa fare arretrare un po’ le doti di elasticità facciamo più fatica a pensare che tale mossa possa avere pure degli esiti sulla psiche e sul nostro modo di pensare.
L’individuo forte è forte da tutti i punti di vista. Sicuro e risoluto consapevole delle proprie doti di forza spesso impavido, ma talvolta meno riflessivo, soprattutto meno elastico e tollerante anche nelle sue decisioni.
Tanto per criticare l’elastico, che sostengo tanto, si potrebbe dire che questo tende ad agire di meno, siccome è tollerante, possibilista, riflessivo, per certi versi è meno sicuro, meno portato all’azione e rischia di essere un po’ debole, ovviamente avendo appunto questo squilibrio di doti improntato su una spiccata elasticità.
Allora in modo eretico io elogio questo atteggiamento e dico che nel mondo dell’iperproduzione, della forza, dove vince chi schiaccia l’avversario producendo di più, un po’ di sana elasticità che ci rallenta le decisioni fa bene alla salute.
Tante volte ho confrontato le doti coordinative con quelle di forza, ovviamente anche qui dando la precedenza a quelle coordinative e mettendole su un piano superiore. Se ci pensiamo le doti coordinative sono certamente condizionate da questo equilibrio fra forza ed elasticità e, come minimo, anche se così non fosse, il gesto motorio resta condizionato da questo in un risultato dove le doti coordinative non possono certamente giocare allo stesso modo se cambia l’equilibrio fra forza ed elasticità.
Nel mio grande rispetto delle doti coordinative dico che queste sono ancora più importanti di quelle elastiche ma se è vero che da lì parte l’impulso, parte il complesso progetto del movimento in una sequanza che è abilmente prestabilita e ben codificata poi questo impulso fa i conti con ciò che trova sul campo perché ci sono comunque delle risposte da parte dell’organismo e se queste risposte cambiano qualità perchè la struttura fisica è cambiata in ogni caso ci dovrò essere un processo di revisione delle doti coordinative che, per bene che lavorino, si troveranno con un compito diverso.
Ecco allora in questo mio podio dove metto al primo posto le doti coordinative al secondo quelle elastiche e, solo al terzo (sigh, sono fuori dai tempi…) quelle di forza, mi viene da dire che con un buon equilibrio fra doti elastiche e doti di forza non dobbiamo creare troppi problemi alle doti coordinative per fare in modo che il compito del gesto motorio finale non risulti troppo arduo.
Insomma se un personaggio è granitico, con una forza incredibile ma rigido come un baccalà, per conto mio può avere anche ottime doti coordinative che si troverà sempre limitato da un punto di vista motorio e, tanto per portare in campo il grande assente da questa discussione, le doti di resistenza, anche quelle ne risulteranno un po’ ostacolate perchè la sola forza costa molto in termini di produzione del gesto motorio e non lo economizza in modo ottimale. E’ noto che più la massa muscolare è sviluppata e più elevata è la quantità di ossigeno necessaria per farla funzionare.
Dunque, tanto per cambiare, mi trovo a far pubblicità a qualcosa che non sono le doti di forza tanto propagandate nelle palestre attrezzate dei lustrini e a farvi pensare in termini fisici ma anche e soprattutto mentali alle doti elastiche e che la critica sia agli ex sovietici, rei di aver standardizzato troppo la preparazione secondo certi canoni o agli americani che ci hanno propinato il polpettone della forza come un qualcosa da eroi del cinema, poco cambia perché in ogni caso la mia speranza è che ci si riesca a muovere dai cliché della moda: l’attività fisica è soprattutto sport, all’aperto e pure in palestra ma non bilancieri, elastici e presse, quelle lasciateli alle riviste patinate con le loro modelle rifatte.