IL PESO DELLA PUBBLICITA’

Viviamo nell’era della pubblicità. Pubblicità e televisione in coppia riescono a condizionare in modo determinante la nostra vita. Possiamo essere refrattari in tutti i modi al sistema della pubblicità e della televisione che ne siamo comunque immersi anche se decidiamo di andare a fare gli eremiti chissà dove.

La pubblicità gioca un ruolo determinante anche nella fruizione dell’attività motoria da parte di tutti i cittadini. La pubblicità costa e pertanto entra nel sistema di pubblicizzazione soprattutto l’attività motoria gestita dai privati. Questi investono in pubblicità e quindi vendono il loro prodotto che ha un costo. Questo costo è dato dal costo di gestione dell’attività addizionato ai costi della pubblicità per lanciare il prodotto.

Alla fine quel prodotto può pure essere abbastanza costoso perché i costi della pubblicità non sono per niente trascurabili. E’ per quello che io sono sempre scettico nei confronti  delle attività motorie “alla moda”. Se sono di moda vuol dire che sono state oggetto di una consistente campagna pubblicitaria, questa è certamente costata parecchi soldi, alla fine più che pagare la qualità del prodotto paghiamo gli sforzi di marketing operati dai gestori di quell’attività.

E comunque fare pubblicità conviene. La dimostrazione ci viene da quelle catene di supermercati che hanno tentato di farne a meno per contenere i costi dei loro prodotti, alla fine hanno rinunciato ad evitare la pubblicità, si sono adeguate come tutti gli altri, hanno alzato i prezzi e sono diventate più competitive. Hanno alzato i prezzi e sono diventate più competitive, questo è l’assurdo. Non è sufficiente avere buoni prezzi se non entri nel sistema della pubblicità perché vieni scavalcato da chi offre un prodotto meno competitivo ma più pubblicizzato. Se un prodotto è ben pubblicizzato a meno che non sia disastroso quasi di sicuro viaggia bene sul mercato. Di certo si può dire che, a parità di qualità, il prodotto più pubblicizzato vende di più e, pertanto, ha senso investire in pubblicità.

Così avviene anche nell’attività motoria. E dunque è più pubblicizzato il cammino sui tapis roulant di quello fatto all’aperto. Il perché è presto spiegato: il primo anche se costa di più può essere venduto, il secondo è gratis e non trova nessun esperto di marketing pronto a pubblicizzarlo.

Nulla da dire sul fatto che ci possa essere un business del cammino in palestra mi pare invece molto strano che non ci sia accorti che il business ci può essere, e di vasta portata, anche sul cammino all’aperto. E’ un business indiretto che potrebbe gestire lo Stato con grande vantaggio economico. Pubblicizza il cammino all’aperto  e poi ha un rientro in minori costi per la spesa sanitaria. Studi statistici hanno dimostrato che questa pubblicità potrebbe garantire un minor costo superiore di tre volte all’entità dell’investimento. Vuol dire che se lo Stato investe un miliardo in quella che si può chiamare una sorta di “pubblicità progresso” poi può arrivare a risparmiare tre miliardi sulla spesa sanitaria. Ciò non avviene, perché?

Probabilmente la risposta è terribilmente semplice: non abbiamo politici sufficientemente lungimiranti in grado di pianificare tali manovre ad ampio raggio.

Oppure la risposta può essere più complessa e meno entusiasmante. Ogni grande opera per essere finanziata necessita della condizione di poter essere economicamente vantaggiosa per i politici che la spingono. Può esserlo in termini economici o in termini di voti. Evidentemente sponsorizzare la diffusione dell’attività motoria non è direttamente utile per i politici né in termini economici né in termini di voti. L’unica utilità è sulla popolazione in tempi successivi. Anche questa dilazione dell’utilità è letale per le possibilità di realizzazione di progetti simili: è impensabile che un governo vada ad investire su un progetto che porterà vantaggi al governo successivo.

Continuiamo a subire in televisione la pubblicità degli analgesici. Sono miracolosi perché costano poco anche se sono molto pubblicizzati e più ne prendiamo più ci passa il mal di pancia che ci provoca un sistema della pubblicità che è semplicemente deprimente. Il presente sito può dare effetti collaterali, leggere bene il foglietto illustrativo prima di assumerlo.