“Abbastanza curiosa e un po’ ridicola la proposta di un biathlon tipo “Disco + 800 metri”. Diciamo, più che altro, che si è capito ancora una volta, se ce n’era bisogno, di quanto ti stia sulle scatole la normale e “moderna” (moderma ormai da ‘mo…) attività di palestra. Quella che si esercita normalmente fra quattro mura, al chiuso, senza obiettivi agonistici e per il solo gusto di fare un po’ di attività fisica che forse fa anche bene alla salute.
Allora il quesito è perché non pensi che possa esistere un’ ‘attività fisica che sia divertente anche se non è agonistica, perché è chiaro che con il “discotto” ti inventi l’ennesima scusa per trovare agonismo in due attività che potenzialmente possono anche essere utili per mettersi in forma anche se praticate in forma non agonistica. Insomma la finalità dell’attività fisica, più che di competere può essere anche solo quella di cercare una buona condizione fisica”
Non lo metto in dubbio, il fatto è che l’attività sportiva o l’attività fisica in genere se non è agonistica (agonistica in senso buono…) viene svuotata della sua caratteristica principale che è quella di essere anche giocosa e divertente. Non si può dire che sia giocosa e divertente l’attività di palestra, svuotata di ogni componente agonistica e pertanto noiosa all’inverosimile. Fra l’altro è pure da mettere in dubbio che quel tipo di attività faccia pure bene alla salute, perché, inutile che ci diciamo balle ma gli obiettivi sono soprattutto di ordine estetico più che di tipo salutistico e pertanto si va alla ricerca di adattamenti muscolari visibili che non è nemmeno garantito che siano del tutto fisiologici.
La componente agonistica è essenziale non solo per dare il sale all’attività fisica, darne anche un motivo di discussione e socializzazione ma anche per promuovere una sana curiosità sulle tecniche di allenamento che possono essere sempre nuove. Non c’è sperimentazione, non c’è innovazione nell’attività di palestra se non per vendere un prodotto nuovo che deve passare da ben precisi requsiti di marketing. Al contrario, l’attività agonistica se ne fa un baffo del marketing e stimola riflessioni sempre nuove perché mille possono essere le strategie per arrivare ad adattamenti sempre nuovi e vincenti. La grande differenza fra attività agonistica e attività non agonistica è che nella prima è presente una componente fantastica di fantasia che nella seconda manca. La fantasia alla fine diventa anche fantasia motoria ed è quella a dare il qualcosa in più che un’attività ben codificata e standardizzata quale quella di palestra non può dare.
Ho fatto l’esempio, con un po’ di senso dell’umorismo, del “discotto” curiosa accoppiata fra gara degli 800 metri e del lancio del disco. Potevo orientarmi su altre 200 accoppiate circa quante sono quelle che si possono fare scegliendo tutte le diverse combinazioni delle discipline dell’atletica e non è certamente la voglia di complicare un qualcosa che è bello perché è semplice, ma al contrario, mantenendo una certa semplicità (solo due discipline tradizionali), ribadire il concetto di affinamento tecnico e ancor più con l’accostamento di due cose abbastanza diverse proprio a creare un vincolo ed una necessità di sviliuppo tecnico perchè se affronti una certa disciplina prendendola solo con lo sviluppo delle doti condizionali automaticamente ti crei problemi nell’affrontare discipline molto diverse da questa. Se al contrario ti concentri sull’aspetto tecnico, questo modo di agire ti apre la strada anche per affrontare bene anche altre discipline perchè sarà questo l’atteggiamento per migliorare in una certa disciplina senza perdere tempo su aspetti troppo generici della preparazione.
Tanto per dirla in soldoni anche qui la moda di costruirsi troppo in palestra sarà ostacolata perché, nel curioso esempio del “discotto” un discobolo che vuole correre anche benino negli 800 metri non potrà gonfiarsi in palestra per sviluppare quei gruppi muscolari che possono avere una certa utilità nella disciplina del lancio del disco. E così l’ottocentista che voglia provare a lanciare in qualche modo anche il disco non potrà bombardarsi di chilometri nella preparazione sugli 800 metri andando a compromettere la struttura muscolare che gli consente in qualche modo di lanciare il disco. Dunque l’aspetto tecnico sarà l’ingrediente numero uno per quell’obiettivo che ho sempre predicato su queste mie note: migliorare le proprie capacità tentando di cambiare meno possibile il proprio fisico.
In palestra si ragiona in modo diametralmente opposto: si vuole cambiare il proprio fisico e del miglioramento delle proprie capacità non gliene frega niente a nessuno. Ed è semplicemente per quello che io la palestra la concepisco solo come attività coadiuvante per fare qualche altra attività fisica ma non come attività fine a se stessa.