L’UTOPIA DI UNA SCUOLA DIVERSA

Sulla scuola si spendono tanti soldi e, a mio parere, bisognerebbe spenderne ancora di più. Andandoli a prendere dove? Dal bilancio per la difesa. Si bravo, così dopo ci invadono i russi, i musulmani e quelli della Nuova Zelanda… Se hai politici inetti ed incapaci hai bisogno di avere un esercito di primordine perché in effetti possono invaderti anche le cavallette perché con le mosse politiche sbagliate diventi bersaglio di tutti.

I buoni politici li fai con una buona scuola e non con buone armi.

Facciamo finta che sia proprio impossibile spendere dei soldi in più per la scuola perché dobbiamo assolutamente mantenere i costi per la difesa inalterati se non addirittura aumentarli come sta delirando qualche politico di quelli giusti in questo periodo. In ogni caso occorre una scuola di qualità e non una scuola di quantità. La nostra scuola è quantitativamente quasi soffocante, gli studenti stanno sui banchi per un numero eccessivo di ore e perdono decisamente troppo tempo in verifiche del tutto inutili. Meno verifiche e più contenuti.

Purtroppo questa è un’utopia perché sono i ragazzi stessi ad accettare e chiedere questo tipo di scuola. I ragazzi sono diventati ottimi superatori di verifiche, hanno capacità di memorizzazione a breve termine semplicemente enormi e ci stanno a perdere molto tempo a scuola per queste verifiche e pure a casa per prepararle secondo i dettati di questa scuola arcaica. Impera ancora perennemente l’antico sistema direttivo (e poi ci lamentiamo della società patriarcale, come se nascesse dal nulla…).

Parlavo oggi con uno studente delle scuole superiori e mi sono fatto scappare, in presenza di altri suoi colleghi, che per conto mio dovrebbero fare molta più attività fisica a scuola e stare meno sui banchi. Ha detto che non era d’accordo e subito mi ha ben impressionato perché ha dato l’idea di essere un soggetto che ha già riflettuto in proposito, ha argomentato con ottime capacità di comunicazione che per esempio nella scuola sarebbe molto importante preparare meglio la geografia che è una materia terribilmente importante per conoscere il mondo. Ho ribattuto che la geografia è decisamente importante anche secondo me ma che con un’ottima cultura ed una scarsa salute dell’ottima cultura non te ne fai niente perché passi la vita a curarti il fisico e vai a gravare sui costi per l’assistenza sanitaria in modo esorbitante (a proposito che non si sapeva dove trovare i fondi da destinare alla scuola: una scuola più sana ti fa risparmiare anche sull’assistenza sanitaria).

Poi questo studente mosca bianca, perché gli altri quando dici queste cose annuiscono ma se ne fregano alla grande di quello che hai detto, è cascato in una cattiva interpretazione dei dati statistici. Ha detto che negli Stati Uniti, dove c’è un grande rispetto per l’attività sportiva scolastica, c’è un tasso di obesità pazzesco, decisamente superiore a quello già elevato che c’è da noi.

Non ho avuto il tempo per ribattere che se nella scuola americana non ci fosse molto spazio per l’attività sportiva la questione dell’obesità sarebbe ancora decisamente più drammatica e non è certamente perché fanno troppo sport che hanno quel problema.

Non c’era tempo per proseguire la discussione, lui è rimasto dell’idea che non c’è bisogno di aumentare il tempo per l’attività fisica a scuola ed io sono rimasto dell’idea, purtroppo rafforzata, che c’è u problema culturale non solo sull’attività fisica ma su tutta l’impostazione della scuola italiana che è decisamente grave. Se questo ragazzo qui, che è chiaramente uno di quelli che ragionano, è del parere che non c’è tempo per fare attività fisica a scuola vuol dire che hanno ricevuto un lavaggio del cervello pericolosissimo. Questi buttano dentro una quantità mostruosa di informazioni delle quali non se ne faranno nulla (ed infatti le eliminano dalla memoria a breve termine con grande maestria appena superate le varie verifiche) e non hanno nessuna voglia, forza ed entusiasmo per chiedere una scuola più razionale ed al passo con i tempi.

Sono convinti che questa sia la scuola giusta, è il primo rospo da buttare giù per una società che di rospi te ne farà buttare giù molti.

Evidentemente sono adattati, non so se in modo triste o in modo entusiasmante ma sono adattati.

Il disadattato sono io che sogno ancora una scuola dove si studia davvero, si comprendono e scoprono cose e ci si confronta con i professori che anche se sono meno elastici mentalmente hanno una preparazione che può essere utile per un sano confronto. Se questa preparazione deve servire solo per somministrare le verifiche allora di questa scuola possiamo anche farne a meno, armiamoci fino ai denti e andiamo in guerra per far abbassare il prezzo del petrolio così poi possiamo circolare in auto a più non posso ed inquinare a go-go tanto i cambiamenti climatici non esistono perché l’ha detto il presidente degli Stati Uniti d’America.