COORDINARE LA MEMORIA

Quando trattiamo di coordinazione, in teoria del movimento, sottintendiamo sempre che si tratta di coordinazione neuro muscolare ed allora, anche se ha indubbiamente a che fare con il Sistema Nervoso Centrale è una caratteristica prettamente fisica e che influenza in modo determinante la prestazione sportiva. Tutto vero come il fatto che la discussione attorno alla coordinazione neuro muscolare ai giorni nostri langue e siamo sempre più attenti invece allo sviluppo delle doti condizionali quali forza, resistenza ed elasticità, quelle doti di base che devono supportare un buon fisico.

Accade però che se queste buone doti non siano accompagnate da altrettanto buone doti di coordinazione neuro muscolare la prestazione sportiva ne risenta e non possa essere quella che ci si potrebbe aspettare da un atleta con buone doti di forza (la capacità più di moda di tutte, sviscerata in tutte le sue forme nelle palestre private) altrettanto buone doti di resistenza e pure di elasticità.

Che questa cosa possa accadere a livello fisico non è da trascurare ma è tutto sommato abbastanza normale. Segno dei tempi dove una tendenza alla semplificazione dell’informazione è sempre in atto e pertanto argomenti piuttosto ostici quali lo studio della coordinazione sono meno proposti.

Ma la coordinazione non è solo un fatto fisico, o meglio lo è sempre ma non con solo riferimento all’apparato locomotore. Può esistere una coordinazione della memoria che si traduce in aspetti fisici dell’esistenza ma che parte da un discorso esclusivamente psichico. Se già abbiamo tralasciato la coordinazione muscolare perché troppo complessa e problematica da studiare figuratevi che atteggiamento possiamo avere nei confronti di una fantomatica e funambolica coordinazione della memoria.

Eppure queste importante dote è quella che tanto manca ai nostri giovani e, tanto per cambiare, io sostengo che i ragazzi dovrebbero studiarla a scuola più che al campo sportivo dove già fanno fatica ad apprendere i rudimenti della coordinazione neuro muscolare.

I giovani d’oggi hanno delle capacità mnemoniche eccezionali continuamente allenate da una scuola che richiede sempre più mostruose capacità di memoria a breve termine. Purtroppo un po’ come accade per le doti condizionali, a volte esuberanti ma poco “coordinate”, anche qui accade che ci sia una memoria ipertonica con un potenziale incredibile ma che non viene utilizzata perché manca la capacità di coordinarla. O meglio viene utilizzata solo per funzioni di routine quale l’immagazzinamento di grandi quantità di informazioni per superare le varie verifiche scolastiche.

Coordinare la memoria sarebbe molto importante per farla funzionare meglio. Probabilmente alla base di questa disattenzione ci sono motivi non casuali. A scuola si studia di tutto tranne che il sistema di informazioni che è la prima cosa che si dovrebbe studiare per attingere a fonti attendibili. Nel momento in cui studiamo il sistema di informazioni e capiamo che ci sono alcune fonti attendibili ed altre meno è inevitabile che si crei una capacità critica abbastanza importante che non è certo il requisito numero uno dello studente modello che non crea problemi.

Dire che nella scuola italiana il primo obiettivo è che lo studente non crei problemi, per quanto eretico, è dire un’ovvietà e allora possiamo anche capire perché alla fine non ce ne frega nulla se questa grande memoria dei giovani non viene coordinata e messa a frutto per creare un qualcosa di nuovo anche nel sistema di informazioni.

Una scuola davvero innovativa e che informa la società non è negli obiettivi di nessuno anche se dovrebbe essere negli obiettivi dei giovani che dovrebbero avere questa sana ambizione. Purtroppo viviamo in un’ era nella quale si confonde meritocrazia con capacità di obbedire e lo studente che obbedisce di più viene sempre premiato con criteri che vengono falsamente definiti meritocratici.

Pensare che lo sport, che già fa fatica a rispolverare il concetto di coordinazione neuro muscolare sopito da altri miti, possa aiutare i giovani a meditare su queste cose è cosa un po’ ardua ma visto che il tema della coordinazione è comunque affrontato nella teoria del movimento sarebbe anche il caso di cominciare ad ipotizzare che a monte di tutto ciò si possa teorizzare anche di coordinazione della memoria. Non è per rifondare la scuola, ma per tornare a fare sport senza privilegiare in modo assurdo le doti condizionali. E poi no, vi ho preso in giro, è anche per rifondare la scuola perché con questo tipo di scuola spazio per uno sport a tutto tondo veramente coinvolgente non ce n’è proprio più. Non possiamo ignorare la scuola se vogliamo discutere di sport per i giovani, sono inevitabilmente legati a doppia mandata.