Scritta al plurale è corretta così, al singolare invece a me piace scriverla sbagliata e cioè 400 metri “piano” e 800 metri “piano” anche se oltre che scorretto grammaticalmente non è nemmeno una cosa di moda.
E’ di moda correre maratone oltre le 6 ore che non so nemmeno se faccia bene alla salute, è di moda farsi corse di una lunghezza spropositata su terreni impossibili e con dislivelli da capogiro ma i 400 metri e gli 800 metri corsi in modo non dico proprio lento ma insomma senza ottenere risultati prestigiosi proprio non sono di moda.
E allora visto che è tollerato solo l’alto livello partirei proprio da questo giusto per smitizzare chi eccelle in questa disciplina. Non c’è dubbio che chi li corre a livello di vertice sia un grande campione però rilevo come quasi sessanta anni fa nei 400 (nel 1968) e circa 45 anni fa negli 800 si corresse già su livelli di valore assoluto che ancora adesso si fa molta ma molta fatica a raggiungere anche per gli atleti più accreditati del momento. I tempi che si ottenevano erano 43″7 sui 400 (Lee Evans) e 1’41″7 sugli 800 (Sebastian Coe), se si riesce a correre con questi crono si vince ancora dappertutto salvo poche rare eccezioni.
Ci tocca dire che il doping che si è evoluto tantissimo in tutte le discipline e diffuso a macchia d’olio qui non è riuscito a far nulla? Forse anche ma ci tocca dire soprattutto che non c’è stata quella evoluzione tecnica che si poteva auspicare perché se è vero che qui forse il doping non si è evoluto poi tanto, almeno come nelle corse sulle lunghe distanze e nello sprint puro, c’è comunque da ammettere che l’evoluzione del materiale tecnico, scarpe in particolare, ha giocato la sua parte certamente anche qui.
Allora io aggiungo che a prescidere dall’evoluzione tecnica della disciplina nell’alto livello c’è un problema più grave per lo sport in genere che riguarda queste due discipline ed è che mentre la maratona, che è lunga 42.195 metri, la corrono praticamente anche cani e porci i 400 che durano mal che vada poco più di un minuto e gli 800 che possono durare poco più del doppio, a bassi livelli non li corre praticamente nessuno.
Il quesito da porsi per conto mio è uno sugli altri: “Ma a bassi livelli fa meglio alla salute correre i 400 e gli 800 oppure la maratona?” Io dico che fanno meglio alla salute i 400 e gli 800 e, se non sono corsi proprio allo spasimo, si può pure arrivare a correrli entrambi nella stessa giornata come fanno in modo un po’ curioso ma non scriteriato ai campionati master svizzeri.
Dunque il problema non è che mentre la Maratona si è evoluta al punto tale che i tempi dei maschi di mezzo secolo fa (2 ore e 10′ circa) adesso se li fanno pure le donne (il mondiale è sceso clamorosamente sotto le due ore e dieci) negli 800 quei tempi sono rimasti di valore assoluto anche per i campioni di oggi. Il problema è che la disciplina non è praticata a livello di massa come è praticata la corsa lunga. Il problema riguarda anche il settore femminile e pure lì ci tocca dire che i migliori tempi di oltre 40 anni fa adesso non riesce a farli praticamente nessuno e chi li avvicine stravince praticamente in tutte le competizioni. Chi dice che ciò dipende dal fatto che un tempo “ci si dopava di più” non sa che il doping di adesso è molto più evoluto, efficace e diffuso. Forse un tempo rischiavano semplicemente di più consci dell’inefficacia dell’antidoping che era effettivamente meno efficace di quello attuale ancora facilmente eludibile. Quanto a diffusione il confronto non è proponibile perché mentre all’epoca l’uso sistematico dell’ausilio farmacologico era prerogativa soprattutto dei paesi dell’est adesso il ricorso ai farmaci nello sport di alto livello probabilmente è arrivato perfino nel Burundi.
La questione è un fatto culturale perché se la maratona pare a disposizione di tutti anche se a chi corre in 6 ore potrebbe essere molto più sensato dire di accontentarsi di correre la mezza in due ore e mezza, i 400 e gli 800 sembrano riservati solo agli atleti di alto livello o a quelli che hanno l’ambizione di diventare tali.
E’ per questo che i mi trovo a propagandare i 400 e gli 800 “piano” dove quel piano non costringerà mai i giudici a fare gli straordinari per attendere l’ultimo classificato e dove quel “piano” per lento che sia ti costringe comunque ad una stimolazione delle strutture elastiche che nella corsa di maratona non è richiesta ed invece viene inibita dalla lunghezza della distanza.
A livello cardiaco e respiratorio le corse sulle lunghe distanze fanno certamente bene se non si esagera. Anche nei 400 e negli 800 c’è un’ ottima stimolazione cardiaca ed i volumi di carico non saranno mai esagerati perchè grandi volumi di carico non servono per queste distanze. A livello muscolare invece la corsa sulle lunghe distanze presenta dei problemi soprattutto in chi è un po’ in la con gli anni che non riesce a correre a certi ritmi e con certe ampiezze che non sono propri di chi corre i 400 e gli 800 anche a bassi livelli dove la stimolazione muscolare ed in particolare delle strutture elastiche è sempre adeguata ed interessante anche a ritmi per nulla proibitivi.
Non chiediamoci perché il mondiale dei 400 non è sceso sotto i 43″ o quello degli 800 è ancora sopra ad 1’40” quando pareva che quei tempi potesse già farli Juantorena oltre mezzo secolo fa che però era un po’ ingordo e voleva vincere in entrambe le discipline invece di dominarne in modo netto una sola. Il quesito da porsi è perché a fronte di un esercito di corridori amatoriali che corrono la maratona in 4 ore non c’è un esercito altrettanto consistente di personaggi che corrono gli 800 in 3 minuti che tutto sommato è pure più facile.
Ovviamente bisogna fare i conti anche con il business ed allora se organizzare una maratona per tutti può essere un buon affare economico probabilmente organizzare un 800 o un 400 per tutta la famiglia non è poi così economicamente interessante.
Resta il fatto che anche gli 800 metri “piano” vengono corsi almeno a 15 chilometri all’ora e si può proprio dire che è corsa. Chi va a fare una maratona in sei ore (e tanti ma proprio tanti ci impiegano molto di più…) “corre” mediamente a 7 chilometri all’ora. Siamo proprio sicuri che si possa chiamare “corsa” più che scampagnata?
Non ho nulla contro le scampagnate che sono molto gradevoli e rilassanti ma ho troppo rispetto per la corsa per definirla tale anche quando è prodotta a sette chilometri all’ora.