Finiamola di prenderci in giro. Più volte sono andato in polemica con certi medici ma questa volta rischio di andarci di brutto. Se c’è ancora qualche medico che affetto da miopia da libri si ostina a dire ai suoi pazienti che “La cartilagine non si rigenera” che venga a farsi qualche mesetto di esperienza al campo sportivo per capire come funzionano le cose. Ci sono cose che non sono scritte sui libri e che si possono capire solo con la pratica di campo.
Non sappiamo se esistono dei fantomatici farmaci che aiutano la cartilagine a rigenerarsi. Temo che queste siano solo uscite pubblicitare di case farmaceutiche che hanno interessi economici enormi a distribuire un certo tipo di farmaci che sono un business notevole. Quello che è certo è che la terapia d’elezione per l’artrosi è il movimento e quello sì, se ben condotto, è certamente in grado di rigenerare la cartilagine e pertanto non ha senso indugiare con pause di lunghezza biblica dall’attiviutà fisica in presenza di quadri clinici che dall’inattività possono subire solo danni ulteriori.
Questo scritto in modo laconico e lapidario giusto per non prendersi ulteriormente in giro perché sono stufo di sentire allievi (io li chiamo “allievi” e non “pazienti”…) che mi arrivano al campo sportivo dicendo che “il medico mi ha detto che ho la cartilagine danneggiata e non ho possibilità di recupero perché non si rigenera…”. Non parliamo poi di quelli che mi arrivano in palestra con il preciso obiettivo di contenere i dolori da artrosi e che partono subito con un’iniezione di sfiducia mica da ridere.
Pertanto mi pare giusto chiarire come a mio parere stanno le cose e se la scienza ha preso parte sul fatto che “la cartilagine non si rigenera” (ma non ci credo…) mi tocca dire che è l’ennesima volta che la scienza ha preso un clamoroso granchio e dimostra che non possiamo misurare gli effetti del movimento partendo da un punto di vista scientifico perché è un metro assolutamente inadatto a comprendere la complessità del movimento.
I medici si occupino delle patologie vere che di quelle finte o pseudo finte (l’artrosi se ben trattata può essere quasi definita una patologia finta soprattutto a ottant’anni quando problemi di salute ben più importanti preoccupano in modo grave l’anziano) se ne possono occupare gli esperti del movimento anche se non esistono ancora “protocolli” ben standardizzati perchè il movimento ancora nel terzo millennio, per fortuna, è un’arte e non una scienza.