Qui, più che il secondo tempo del film, è proprio il secondo tempo della partita e mi tocca dire che è un vero film di sport, un film che è in grado di esaltare con tinte azzeccate i valori dello sport.
Pur trattandosi di un lavoro di oltre 40 anni fa che molti conoscono, mi tocca “spoilerare” come dicono i giovani d’oggi (più semplicemente anticipare) un passaggio importante del film perchè è lì che si concretizza questo vissuto sportivo in modo intenso ed autentico. I giovani impegnati in questa partita di calcio più che altro sono li per evadere dalla prigionia ed hanno organizzato tutto per evadere nell’intervallo fra il primo ed il secondo tempo dell’incontro. La partita fra l’altro stava andando molto male per loro salvo un piccolo dettaglio. Piccolo dettaglio determinante. Il dettaglio che nello sport cambia tutto. Questi dopo essere andati sotto quattro a zero riescono a segnare un gol. Ed è quel gol che ti accende la luce sotto al tunnel. E lì proprio di tunnel si parla perché loro dovrebbero proprio evadere da un tunnel, ma ce n’è un altro con la luce accesa ed è quello dello sport autentico, della partita che se ti impegni a fondo capisci che la puoi rimettere in piedi. Attenzione che lì il regista si meriterebbe il premio Oscar perché riesce a dare un po’ di umanità anche al nemico. Se questi accettano di percorrere il tunnel dello sport vuol dire che almeno lì una piccola speranza nella sincerità del nemico c’è. Mi tocca scomodare il Verona dello scudetto oppure in Inghilterra il Leicester: se vincono quelle squadre lì vuol dire che tutto può accadere e che con un rendimento notevole puoi andare anche oltre le varie combine suggerite dal business.
Questi decidono di stare in campo a giocarsi la partita, vogliono metterla sul piano sportivo anche se in ballo c’è la loro libertà. Poi non dico come va a finire per non spoilerare tutto ma vorrei concentrarmi sulle facce che io non posso descrivere con sufficiente abilità (su internet quella scena si trova facillmente perché è una scena memorabile del film) che fanno questi giocatori appena tornati in campo per quel’assurdo secondo tempo che non dovevano giocare. Splendida l’espressione di compiacimento che si fanno guardandosi l’un l’altro e passando il concetto, con un solo sguardo, che hanno fatto proprio bene a prendere quella decisione. Se la giocano sul campo e vinca il migliore.
Ora è difficile che ci si giochi sul campo sportivo la libertà però se riusciamo ad intendere lo sport contando sull’onestà dell’avversario allora abbiamo fatto trionfare tutti oltre allo sport ed una certa libertà è a disposizione di tutti. Nello sport di tutti io vedo una grande libertà, in quello di alto livello forse un po’ meno ma quando questo è collegato a quello di base ne viene contagiato. E’ lo sport di base che contagia quello di vertice e non viceversa. Uno sport diffuso su tutto il territorio e praticato da molti cittadini è più facile che sia autentico anche al vertice perchè non si riesce a prendere in giro nessuno. Ti guardo fintanto che capisco che non mi prendi in giro ed in quel caso ti guardo con rispetto ed ammirazione, davvero come la parte spettacolare del mio sport. Ma questo è possibile se in qualche modo ho la possibilità di praticare anch’io lo sport che pratichi tu anche se ad un livello inferiore. Nel momento in cui il tuo è un privilegio esclusivo dove io posso funzionare solo come spettatore allora non so se mi conviene investire tempo nel guardarti ed è meglio che mi occupi di rendere fruibile una qualsiasi attività fisica per me.
Se ci riuscite guardate gli sguardi dei giocatori rientrati in campo in quella partita del film. Vedrete degli attimi di buon cinema ma anche di sport nella sua essenza.