Ogni automatismo non è in sé in origine una cosa positiva o negativa, è l’uso che se ne fa che poi può essere conveniente o meno. E’ così per tutte le cose pure l’acqua e quella buona, che in certe situazioni può essere decisamente utile, necessaria, in altre inutile, addirittura dannosa anche se è di quella buona.
Gli automatismi hanno la caratteristica di passare abbastanza inosservati nella nostra esistenza, li cerchiamo, anche con particolare accanimento, poi quando ci sono non ce ne accorgiamo nemmeno e talvolta fanno danni proprio perché passano inosservati.
Vediamo di analizzare delle situazioni specifiche perché trattare l’argomento così in generale non ci fa capire la portata dello stesso che è molto più vasta di ciò che si possa pensare.
Quando evolviamo in un qualsiasi gesto motorio in genere partiamo sempre da una certa quantità di automatismi che già condizionano quel gesto e pian piano andiamo ad aggiungere nuove informazioni che si innestano su quegli automatismi arricchendo la complessità del gesto e possibilmente aumentandone la sua efficacia.
Quando, per un qualsiasi motivo, più, che aggiungere nuove informazioni dobbiamo andare a sostituire dei vecchi automatismi la faccenda si complica e molto spesso la difficoltà del compito è data dalla rimozione del vecchio automatismo più che dall’acquisizione delle nuove informazioni. Si dice che più un automatismo sia datato, perfezionato e collaudato e più sia difficile da rimuovere. Ne possiamo dedurre che tale cosa capita più facilmente anche per cose normali con persone di una certa età, oppure, trattando di sportivi, con riferimento a sportivi già abbastanza evoluti e dunque alle prese con schemi motori piuttosto complessi.
Pertanto l’automatismo, molto spesso, è quella base sulla quale inserire un ulteriore perfezionamento. Chi ha acquisito automatismi di un certo livello può approdare ad automatismi di livello superiore, chi non si ricorda nemmeno di tirare l’acqua quando usa il water, evidentemente è alle prese ancora con automatismi non troppo sofisticati.
Più che valutare un automatismo per “buono” o “cattivo” dobbiamo prenderne consapevolezza e non è che sia una cosa proprio facile perché molti automatismi si instaurano in modo silente quasi senza che ce ne accorgiamo.
Ovviamente essere in preda ad una infinità di automatismi senza esserne consapevoli non sarebbe una bella cosa perché ci renderebbe simili a dei robot. Al tempo stesso non possiamo nemmeno demonizzare gli automatismi e ritenerli una cosa inutile della nostra esistenza perché senza di essi vivere sarebbe terribilmente complicato e costoso in termini di energie nervose.
Dunque una prima cosa utile può essere prenderne consapevolezza e con calma, di volta in volta, tentare di scoprire se con riferimento ad un ben preciso compito della nostra esistenza questi benedetti automatismi sono effettivamente utili.
Grande capacità dell’allenatore è selezionare quelli più importanti e capire che peso hanno sullo schema motorio dell’atleta. Ho scritto importanti ma in realtà è anche importante capire le priorità nella installazione o disinstallazione dei vari automatismi. Può essere che un certo automatismo poco importante deva necessariamente essere rimosso con una certa urgenza per fare spazio ad uno nuovo molto importante. D’altro canto può essere che un automatismo sconveniente e di un certo peso non possa essere rimosso se prima non si è messo a punto un dettaglio di un automatismo di piccola entità che però ha a che fare con tutto il sistema.
Insomma il discorso è complesso e vasto, non può essere ignorato anche per renderci conto come viviamo più ancora che per ottimizzare le nostre prestazioni sportive e deve essere trattato con molta prudenza perché se è vero che rimuovere un vecchio automatismo inutile per sostituirlo con uno nuovo più efficace è certamente vantaggioso è anche vero che rimuovere un vecchio automatismo che credevamo inutile ma serve ancora per sostituirlo con uno nuovo, non messo a punto ed improbabile è semplicemente ridicolo.
Con un atteggiamento un po’ paradossale, che riguarda la nostra esistenza in toto più ancora che la strutturazione dell’allenamento sportivo, si può dire che l’automatismo più importante da valutare costantemente è quello che ci porta a considerare la somma degli automatismi che condizionano la nostra esistenza con spirito critico e pensando anche che ci può essere qualche ottimo automatismo (come la buona acqua…) che però è un po’ ingombrante e magari qualche piccolo automatismo, pure un po’ sfigatino che però è molto utile e meritevole di essere messo ulteriormente a punto con attenzione. La consapevolezza del fatto che la qualità della nostra esistenza dipende tanto dall’equilibrio di questi automatismi ci impone di non considerarli con superficialità poi la maestria nel perfezionarli in un certo modo speriamo di averla ma quella non è una garanzia altrimenti saremmo tutti campioni e/o maestri di grandi campioni, invece, per fortuna siamo ben assortiti e così ci divertiamo pure di più altrimenti tutti mega campioni e grandi maestri sarebbe una noia gigantesca.