Viviamo il tempo dell’informazione deviata ed è una delle caratteristiche salienti del nostro tempo. Così come un tempo si diceva che c’era l’epoca della guerra fredda, prima quello delle grandi guerre e prima ancora quello dell’industrializzazione, oggi la nostra era, più che per un’industrializzazione impensabile, per guerre che non sono per niente fredde è tipica per un’informazione che è capace di condizionare in modo determinante il modo di vivere di tutta la popolazione mondiale ed è fantasticamente pilotabile da poche persone che ne detengono il controllo quasi assoluto.
Quel “quasi” è d’obbligo perchè per fortuna avere il controllo totale dell’informnazione è folla utopia.
Il controllo totale dell’informazione da parte di un ente supervisore che controlla tutto è impossibile per il semplice motivo che il sistema uomo è un sistema in grado di autoinformarsi. Si pensi allo sport che è una palestra eccezionale in tema d’informazione. Sullo sport spettacolo possono raccontarti quello che vogliono è quasi facilmente orchestrabile, non è difficile assoggettarlo ad un’informazione comunque controllabile (una per tutte la questione doping, dove per motivi di immagine ci fanno credere che l’epoca del doping sia stata qulla degli anni settanta-ottanta quando gli atleti che si dopano ai giorni nostri sono probabilnmente più del triplo di quelli che si dopavano a quei tempi raggiungendo percentuali impensabili nell’attività di vertice) ma lo sport di base, quello degli umili, è molto diffcilmente controllabile, è imprevedibile e soprattutto si autoinforma rendendosi come una specie di oasi di libertà in mezzo ad un sistema rigidamente controllato. Certo una forma di controllo è possibile anche lì ma più che controllo è da definire “orientamento” e questo orientamento non può essere troppo coercitivo altrimenti casca l’asino.
Lo sport di base da un senso di libertà in quanto crea informazione autentica. Le informazioni che ti arrivano dal tuo corpo durante e dopo una seduta di allenamento non sono mediate dalla pubblicità, perchè la pubblicità può raccontarti quello che vuole ma la fatica è fatica ed il benessere è benessere, indipendentemente dal bagnoschiuma che usi.
Per certi versi chi pratica sport è più allenato a percepire l’informazione deviata e così a capire che i più grandi manipolatori dell’informazione sono proprio quelli che ti mettono in guardia dai vari sistemi di informazione. C’è un piccolo trucchetto per capire chi controlla chi.
Si parte dalla gerarchia dei numeri per il semplice motivo che chi controlla e manipola non ha nessun interesse a controllare i piccoli gestori dell’informazione, non se questi sono pochi e numericamente poco significativi. Pertanto televisioni, giornali, internet cascano logicamente nel pentolone del supercontrollo. La rete è in se un sistema di controllo potentissimo, i giornali accettano solo giornalisti di un certo tipo ed in televisione non ci vai se non si sa quello che dici.
In questo mondo finto, ovattato e comunque nella più rosea delle ipotesi rigidamente “filtrato” viene da pensare che le uniche informazioni attendibili possano provenire dal nostro corpo e dai pensieri sinceri delle persone care che ci circondano che però, per sincere che siano, sono comunque immerse in questa cloaca informativa e non è detto che abbiano tutte gli anticorpi per reagire nel modo giusto.
Ho scritto il modo “giusto” e probabilmente ho peccato di presunzione perchè probabilmente un modo giusto per reagire all’informazione deviata non esiste ed occorre solo una grande umiltà, l’umiltà di capire che ciò che percepiamo è certamente utile per noi ma può non esserlo per chi ci circonda che deve comunque fare i conti con un sistema di’informazioni molto sofisticato. Che siano tempi difficili non vi è dubbio, probabilmente lo sono anche per questo. Ed il “probabilmente ” è d’obbligo…