Il Curling ha diviso in due l’Italia. Mezza Italia dice che è un bello sport, altra mezza si mette a ridere quando lo vede. In questo senso, ‘na volta tanto io sono italiano a tutti gli effetti perché sono d’accordo con tutti, penso che sia un bello sport, lo guardo e mi fa pure ridere.
Gente allegra il ciel l’aiuta, non mi fa ridere con disprezzo, ma obiettivamente, anche se capisco che sia un vero e proprio sport mi fa ridere perché lo ritengo uno sport un po’ buffo.
Non pensiamo che sia uno sport nuovo, anche se la sua apparizione alle Olimpiadi è di fine millennio scorso, nel 1998. In realtà pare che ci siano “segnali” di Curling in Scozia già dal 1511 e dunque non possiamo per niente dire che sia uno sport nuovo.
Penso che la disputa “ridicolo o meno” sia una finta disputa e se i giocatori di Curling si offendono per questo devono imparare ad avere un po’ di senso dell’umorismo. E’ comunque chiaro che per emergere nel Curling occorre allenamento e dedizione come in tutti gli sport ed improvvisando non si combina proprio nulla perché anche lì i progressi sono lenti e a volte tardano ad arrivare anche se l’atleta si allena intensamente.
In ogni caso a me fa piacere che si parli di sport e che la disputa sia sul Curling o sui 100 metri poco cambia. Importante che si parli di sport.
Ho citato i 100 metri non a caso perché sono quelli l’obiettivo del mio articolo, anche se sono partito da molto distante, dal Curling appunto.
Quando qualcuno critica il Curling dopo è capace di aggiungere. “I 100 metri sono uno sport… non il Curling”. Allora io, convintissimo sostenitore dei 100 metri in atletica (che ritengo più spettacolari della leggendaria e inflazionata Maratona) dico che tutto sommato per correre i 100 metri non ci vuole sta gran fatica, basta correre per 10, 15 o al più 20″ in linea retta che il giochino è fatto, il vero sport è il Curling, i 100 metri sono una mezza cagata che riescono a farla tutti. Non a caso esiste un record del mondo dei centenni nei 100 metri che è di un signore giapponese che li ha corsi in 24 secondi.
Non sto declassando i 100 metri per mettermi a fare l’unico italiano stronzo che declassa i 100 metri (tanto più che come italiani li abbiamo vinti alle Olimpiadi in tempi abbastanza recenti con il grande Marcel Jacobs) al contrario, proprio perché i 100 metri sono teoricamente abbastanza facili io vorrei i 100 metri sulla tessera santiaria. E così mi scusino i sostenitori del Curling se sposto il dibattito dal Curling ai 100 metri. Del Curling si può tranquillamente dire che è un bello sport e può anche far ridere perché lo sport è una cosa allegra. Spostiamo il dibattito sui 100 metri e qui per qualcuno la cosa potrà essere fastidiosa più che ridicola perché io dico che il tempo sui 100 metri deve andare sulla tessera sanitaria. Sei in sedia a rotelle? Si mette il tempo sui 100 metri sulla sedia a rotelle. Non sei assolutamente in grado di muoverti in nessun modo nemmeno sulla sedia a rotelle? Non si mette nessun dato. Ma solo in quel caso perché in tutti gli altri casi bisogna riportare uno straccio di dato che indichi quanto tempo ci impieghi per fare i 100 metri.
Me la vedo già l’Italia spezzata in due con tanto di richiesta di referendum per abrogare la norma incostituzionale. E quello sarebbe un dibattito violento ed aspro, altro che la disputa sul Curling.
Siamo abituati a considerare come parametro di salute la pressione arteriosa, quando quella è a posto tanti si sentono a posto ed in pace con se stessi. Nessuno che si preoccupi del tempo sui 100 metri. Gente che magari non riesce a correre in meno di 20″ ed ha da poco superato i 40 anni. Sforare il muro dei 20″ sui 100 prima dei 40 anni dovrebbe essere considerato un reato. Vuol dire che non ti stai curando della tua salute ed hai tutta l’intenzione di gravare sul sistema sanitario nazionale in tempi brevi.
Non mi interessa che l’Italia trovi subito l’atleta che riesce a replicare la vittoria olimpica di Jacobs, personalmente mi piacerebbe che la replicasse proprio lui perché lo trovo un atleta molto umano capace di vivere alti e bassi imprevedibili nel bene e nel male, il vero problema è fare in modo che la maggior parte della popolazione possa scrivere sul tesserino sanitario un tempo umano sui 100 metri.
Guardate che un tempo umano non è una cosa pazzesca. E una cosa facile. Facevo i conti, poco tempo fa, a che velocità possa essere considerato pericoloso un pedone che attraversa la strada. Ebbene sempre che attraversi la strada sulle strisce pedonali come è buona raccomandazione per tutti i pedoni, si può dire che un pedone non è pericoloso quando riesce a malapena a superare la velocità di 2 chilometri all’ora. Quella velocità nell’attraversamento della carreggiata la possono fare la maggior parte dei novantenni italiani. E allora se la maggior parte dei novantenni italiani non ha nessun problema a superare i 2 chilometri all’ora quando attraversa la strada perché tutti i novantenni italiani hanno una paura fottuta ad attraversare la strada, pure sulle strisce?!? Il problema non sono i novantenni, che rispetto ai novantenni del resto del mondo stanno pure abbastanza bene, ma gli automobilisti idioti che investono tutti a prescindere dalle doti atletiche di chi attraversa la strada.
Dal Curling siamo passati a discorsi molti pesanti, altro che la ridicola disputa sul Curling. L’attività motoria è una cosa tremendamente importante, l’idea di mettere il proprio tempo sui 100 fra i dati sanitari non è una trovata scema ma un modo per rendere consapevole la popolazione sull’importanza di muoversi. Da qui si arriva anche all’automobilista idiota perché se il novantenne in buone condizioni ha paura ad andare per strada la colpa non è del novantenne ma dell’automobilista idiota.
E allora di sport è decisamente importante che se ne parli. Giustamente anche del Curling che comunque è uno sport molto televisivo. forse anche più dei 100 metri. Allora consiglio: il Curling guardatelo in tv che è molto facile da vedere ma più difficile da praticare. I 100 metri fateli voi perché da vedere sono un casino, non si capisce mai chi ha vinto se non te lo dice il telecronista. I 100 metri fateli voi, è più facile che seguirli in televisione.