“STUPIDAGGINI” E RIGORE SCIENTIFICO

Leggendo una rivista di filosofia notavo l’articolo di un filosofo dei nostri tempi, non un Karl Popper ma un personaggio che certamente di filosofia ne mastica abbastanza e pertanto non è uno sprovveduto. Questo signore, con il quale non voglio entrare in polemica e che non ha certamente bisogno della mia pubblicità, la pensa abbastanza diversamente dal sottoscritto e temo che se leggesse anche pochi dei miei articoli mi bollerebbe come personaggio in grado di aumentare sensibilmente il tasso di “stronzate”, come le chiama lui, scritte su questo pianeta.

Sono in disaccordo con lui su una questione che riassumo maldestramente per sommi capi ma non è molto distante dal concetto che sviscera in un libro che ha scritto nel 2005. Praticamente lui dice che fra chi dice la verità, chi mente sapendo di mentire e chi racconta stronzate quello che si allontana più di tutti dalla verità è proprio quest’ultimo perché è l’unico che si disinteressa completamente della Realtà in quanto anche chi racconta balle, per raccontarle bene, deve comunque tentare di comprendere la Realtà. Ecco io sono completamente in disaccordo con questo signore al punto tale che dico che chi racconta balle sapendo di mentire fa danni e andrebbe quasi perseguito penalmente, chi racconta la verità credendo di raccontare la verità ma magari non si rende conto di dire balle involontariamente fa comunque danni anche se non merita di essere perseguito penalmente perché è comunque in buona fede e l’unico che aiuta a scoprire un po’ la Realta è proprio chi racconta “stronzate” come le chiama lui (io le chiamo semplicemente “stupidaggini” con maggior benevolenza verso chi si prodiga in tale pratica…) perché almeno offre spunti di riflessione ed invita il lettore a rielaborare un po’ il tutto per costruire un qualcosa di più utile della stupidaggine nuda e cruda.

Insomma fra la stupidaggine, stupida per definizione ma umile ed il sacro rigore scientifico io temo più quest’ultimo, primo perché dietro a questo spesso si nascondono dei ciarlatani e pure dei bari che mentono per squisiti fini economici e poi perché anche fra i soggetti onesti coperti dall’alone di sacralità del riconoscimento della dottrina ufficiale vengono fuori delle castronerie madornali che si scoprono solo dopo anni e anni di cieca obbedienza.

Inoltrandomi in una delle mie innumerevoli “stupidaggini” l’altro giorno parlavo con un medico che sentenziava che “… la medicina ormai non esiste più, esiste solo il business e la maggior parte delle indicazioni vengono date solo per squisite finalità economiche e non per vero interesse per la salute del paziente…”. E’ chiaro che un’indicazione del genere deve essere debitamente filtrata e può pure essere annoverata nell’infinito calderone delle stupidaggini però io vi posso dire che la notizia è decisamente vera, che il personaggio in questione è un cardiologo di grande esperienza e non è un personaggio che parla tanto per parlare. Se scrivessi questo mentendo ed inventandomi di sana pianta un’affermazione inesistente di un medico inesistente sarei semplicemente da arrestare per procurato allarme.

Invece, nel mare delle stupidaggini, mi permetto di dire che ci sono persone che lavorano nella scienza e che a questa non ci credono più perché la ritengono decisamente inquinata in un modo patologico ed irreversibile.

Non bisogna essere catastrofisti ma non ci si può nemmeno mettere le fette di prosciutto sugli occhi e continuare a negare l’evidenza per tenere bello sfavillante il castello di carta del dogma scientifico. Se le stronzate (come le chiama il filosofo moderno) dilagano è anche vero che le presunte verità ci bombardano e ci offuscano la Realtà. Mai come oggi deve essere coltivato lo spirito critico e se questo viene allenato più dalle stupidaggini che dai dogmi ben vengano le stupidaggini.

Lo sport ci insegna che ogni teoria è valida se porta a dei buoni risultati e sono questi ad apprezzarla più che le referenze di chi presenta la teoria.

Per questo il mio sito pullula di stupidaggini, sono convinto che attorno alla materia dell’allenamento sportivo sia utile meditare in tutti i modi e non fermarsi a ragionare solo in base a quanto proposto dalla scienza del movimento. Ho sottolineato più volte come la materia del movimento sia in realtà un’ arte più che una scienza e questo rispetto alla medicina, che deve per forza di cose essere una scienza più che un’ arte, è un vantaggio, non un limite. Che la grande intuizione in tema di allenamento sportivo possa provenire dal salumiere più che dal grande luminare, anche se un po’ improbabile, è pure possibile perché sul campo sportivo si può anche sperimentare, innovare e non bisogna attenersi a protocolli altamente standardizzati e collaudati anche se questa è la tendenza in uno sport di alto livello esageratamente medicalizzato.

Le stupidaggini, se debitamente filtrate, non fanno male a nessuno, mentre la menzogna consapevole limita sempre il progresso dell’arte. Un esempio per tutti: la cronica faccenda del doping che è una gigantesca menzogna della quale molti operatori sono decisamente consapevoli ma che per fini squisitamente economici non viene smascherata nella sua complessa struttura.

Dire che si può fare sport senza doping forse è una stupidaggine ma dire che lo combattiamo con l’antidoping è una menzogna molto più dannosa dell’illusione di poter fare sport senza farmaci.

P.s: temo che Harry Frankfurt, deceduto alcuni mesi va alla veneranda età di 94 anni se la rida di gusto nell’Aldilà perché la sua dipartita mette a nudo una delle più grosse mie “stronzate” (come le avrebbe chiamate lui appunto). Le mie prime righe di questo articolo sono decisamente fuori luogo perché non posso certamente entrare in polemica con lui in quanto non è più qui con noi da alcuni mesi. E’ la dimostrazione pratica di quanto possa essere facile dire effettivamente delle stronzate e quanto sia difficile essere attenti ed accorti per evitarle. Chiaramente chi sta zitto non può dire stronzate ed essenzialmente penso di non aver sottratto nulla al valore di questo filosofo criticando uno dei suoi articoli (poi trasformato in libro) più famosi. In ogni cosa che diciamo per essere più attendibili è sempre utile mettere una certa dose di umiltà e mettere in preventivo che le nostre osservazioni sono sempre opinabili e possono mostrare un elevato grado di imprecisione. In tal senso la mia critica al rigore scientifico è ulteriormente rafforzata: non ho nulla contro i dogmi della scienza se non il fatto che devano essere accettati come sacrosanti. Purtroppo è proprio la scienza a raccontarci come molte cose date per certe vengano seccamente smentite in tempi successivi. Tempo fa si ammazzavano con i salassi persone che si potevano tranquillamente salvare in altro modo. Adesso probabilmente stiamo ammazzando altre persone che fra cinquant’anni scopriranno come potevano essere salvate. La scienza, tanto utile ed importante, continua a sbagliare, di questo dobbiamo sempre esserne consapevoli.