SPORT E CONTROLLO DELLA POPOLAZIONE

Si parla tanto di controllo della popolazione in questi tempi, addirittura i no-vax sostengono che tutta questa pandemia sia stata un enorme esperimento di controllo della popolazione e che il virus sia stata una gigantesca bufala per vedere se si riusciva a far obbedire la popolazione su certe direttive anche piuttosto severe. L’Italia sarebbe stata uno degli stati pilota di questa mega operazione e, non a caso, è stata una delle più tartassate da questo punto di vista con norme in tema di contrasto al virus molto invadenti e difficili da rispettare. Come su molti altri punti faccio un po’ fatica a capire le tesi dei no-vax anche se sono d’accordo sul fatto che il tema del controllo della popolazione sia molto sentito da chi ci governa per il semplice motivo che in presenza di forti tensioni sociali si ha sempre paura che tutto possa degenerare nella violenza, nei tumulti di piazza in ciò che in breve tempo può portare alla guerra civile che è la più temibile delle guerre, forse la più incontrollabile.

Visto che mi arriveranno una marea di critiche da entrambe le parti come sempre per questa mia uscita esprimo un sintetico parere sulla mia diffidenza sia verso i catastrofisti che verso chi ci ha governato che non ha tenuto conto di alcune esigenze base di libertà della popolazione.

Non so assolutamente se il virus sia un’arma scappata da certi laboratori, se sia una cosa inventata per far vendere miliardi di vaccini o sia un qualcosa di assolutamente naturale (magari un pochino spinto dall’inquinamento, visto che io ho la mania di vedere i danni da inquinamento dappertutto…) che non siamo stati capaci di gestire per il semplice motivo che i tempi della peste sono passati ormai da ‘mo.

Quello che rilevo è come certe decisioni politiche siano state quanto meno sconcertanti e possano essere state dettate da incapacità come da interessi economici. Le case farmaceutiche da tutta questa cosa ne sono venute fuori trionfanti in modo sospetto quando dovevano essere le prime incriminate perché incapaci di produrre un farmaco utile a contenere i disastri di questo virus. Non hanno scoperto nessun farmaco, o meglio ne hanno scoperto uno che hanno chiamato vaccino sul quale, per fortuna o per disgrazia, stavano lavorando già da anni ed hanno deciso che era il momento giusto per metterlo in campo. L’hanno utilizzato con risultati “discutibili” e su questo “discutibili” non dovete fraintendermi, per conto mio sono “discutibili” in quanto vanno “discussi” analizzati e ben soppesati prima di promuovere ancora un ulteriore impiego di questo farmaco in massa come è stato proposto recentemente.

Insomma da questa pandemia pare che di veri vincitori proprio non ne siano venuti fuori se non che qualcuno si è arricchito ma è un qualcuno che era già ricco prima e non aveva certamente bisogno della pandemia per avere nuove opportunità di investimento. In tutti gli eventi catastrofici della società capitalista chi è già ricco diventa sempre più ricco e chi è povero diventa sempre più povero, non è la portata degli eventi catastrofici a determinare questo effetto bensì la solidità del sistema capitalista che regola le transazioni economiche.

La mia osservazione bislacca, quella che fa terribilmente arrabbiare i complottisti, quelli che dicono che è stato tutto architettato ad arte e studiato per filo e per segno è che tutta ‘sta roba ha destabilizzato il sistema capitalista, l’ha reso più vulnerabile perché c’è stato un discreto tumulto delle coscienze e per dirla con una considerazione molto popolare che farà inorridire i puristi del linguaggio e pure gli osservatori “distaccati” è che molti, troppi di noi si sono resi conto che stiamo vivendo in una vera società di merda e che se è vero che il comunismo circa trent’anni fa è crollato per colpa della corruzione infiltrata nel suo sistema non è per niente vero che il capitalismo ha vinto, ce ne accorgiamo ora ed è vittima, guarda a caso, della stessa cosa che ha fatto cadere il comunismo: la corruzione dei suoi personaggi trainanti. Nel caso del comunismo erano gli uomini politici di vertice, nel caso del capitalismo sono i detentori del potere economico che per paura di veder diminuito il loro potere ne stanno combinando di cotte e di crude.

Pertanto se l’obiettivo finale era il controllo della popolazione io direi che i registi di questo terribile film hanno un po’ sbagliato perché ci troviamo con delle coscienze turbate che hanno cominciato a vacillare addirittura all’inizio di questa storia, nemmeno alla fine quando sono venute fuori cose molto discutibili.

Per conto mio la cosa più terribile è quando ci hanno chiuso in casa a guardare la televisione per istruirci e lì è vero che molti si sono rassegnati a guardare la televisione per essere istruiti ma molti hanno iniziato a rifiutare il sistema della televisione e per questo sistema potrebbe essere stata la conferma di una grande potenza (più della metà della popolazione vaccinata in Italia con un vaccino che nessuno poteva garantire su cosa avrebbe combinato…) come l’inizio della fine. La televisione ha mostrato tutti i suoi limiti fornendo un’informazione asservita alle logiche di chi ci comanda. E’ stata utilizzata, nel bene e nel male, come strumento di controllo della popolazione e non certamente come mezzo di informazione. Molti, anche medici, non solo politici, hanno affermato che in quei momenti era più importante controllare la popolazione che informarla ed hanno sostenuto e continuano a sostenere che quella era l’unica possibilità di azione. Sono quelli che continuano a sostenere che il vaccino è la strada migliore e più sicura per venire fuori da questa pandemia e che è grazie alle case farmaceutiche che siamo ancora vivi. Sono gli stessi, e questo è inspiegabile, che negano che questo vaccino abbia avuto anche gravi effetti collaterali su una grande parte di popolazione e che il suo utilizzo quasi obbligatorio (per certe fasce di popolazione addirittura obbligatorio in senso lato) non sia stata una grande mossa di democrazia.

Insomma, complottisti o no a far da sfondo a tutta questa vicenda c’è certamente un problema di controllo della popolazione ed io dico che è più grave adesso di quanto fosse all’inizio della pandemia per questo non appoggio la tesi del complotto. Io sostengo che se si trattava di un complotto è un complotto riuscito molto male perché ha insinuato nella popolazione dubbi che prima erano meno forti di adesso. La società capitalista ne esce con le ossa rotte.

Allora trattando di controllo della popolazione io faccio un terribile passo indietro per arrivare alla definizione del mio anatema, che tanto per cambiare, ha a che vedere con lo sport perché io alla fine arrivo sempre lì che si parta dal Covid o dall’emergenza climatica o dalle congiunzioni astrali o dall’invasione delle cavallette,

Il più grande esperimento di controllo della popolazione in tempi recenti è stato operato nel ’68. Il famoso ’68 che doveva provocare chissà quali mutamenti della società ed invece non ha prodotto un bel niente se non tanta letteratura di quella da leggere la sera quando si fa fatica a prendere sonno. I giovani chiedevano una società nuova e gli è stata data la droga. Se la sono bevuta ed è stato un nuovo business. Da una minaccia per il sistema ad un’occasione di arricchimento. Non solo non vi ascoltiamo ma ci tiriamo su pure un nuovo business. E la protesta è naufragata nella droga ed i giovani invece che diventare protagonisti della società sono andati a rubare autoradio per acquistare la dose.

Anche adesso la società chiede di evolversi. I giovani lavorano in qualche modo, sfruttati e non valorizzati come dovrebbero. Fanno successo solo quelli che si adeguano a questo sistema senza nessuna pretesa di cambiarlo. Se qualcuno ha la pretesa di cambiarlo viene etichettato per disadattato e subissato di critiche (una per tutti: Greta Thunberg). Molti sono stufi di sentirsi dire “Le faremo sapere” e avrebbero proprio voglia di cambiare questa società.

Ci sono indubbiamente tensioni sociali. La protesta viene incanalata in gruppi di persone che molto umilmente non vogliono il green pass ed il vaccino obbligatorio (se di vero complotto si tratta verrebbe da pensare che si è trovato il sistema per incanalare la protesta verso questioni assolutamente risolvibili, cosa vuoi che sia a togliere il green pass e finirla con ‘sta menata assurda del vaccino obbligatorio, poca fatica ad accontentare la gente con questi grandi “compromessi”…) ma la vera protesta strisciante non è su questi temi ma su cose più importanti. Insomma stiamo vivendo un’ epoca difficile e lo è perché ci siamo resi conto che anche il sistema sociale che avevamo dato per vincente, quello capitalista, non funziona ed ha delle falle incredibili.

Come si fa a salvare il pianeta con lo sport? Non si può, è una mission impossible. Ma intanto aiutiamo i giovani con lo sport, rendiamoli più resistenti a questa società che non funziona per poterli mettere in grado di cambiarla senza traumi.

Con la droga abbiamo rimbecillito i giovani affinché non bloccassero lo sviluppo del sistema capitalista che già aveva mostrato i suoi limiti. Con lo sport dobbiamo fare in modo che cambino questo sistema in modo meno traumatico possibile. L’evoluzione è ineluttabile. Non si può usare lo sport nello stesso modo con il quale si è usata la droga mezzo secolo fa, nello stesso modo con il quale grazie alla televisione si è anestetizzata la popolazione durante la pandemia. Il controllo totale sulla popolazione è pura utopia, ci sono delle tappe epocali che sono giunte a scadenza, ineluttabili anche purtroppo per ciò che dice l’ambiente. Greta Thunberg sarà anche disadattata ma è evidente che non ci racconta balle.

Io mi auguro che lo sport diventi strumento di armonia per promuovere mutamenti essenziali per questa società nel modo più fisiologico possibile.

Il giovane che fa sport ragiona e non subisce passivo la società ma grazie allo sport ha i numeri per operare con buon senso, oculatezza ed umiltà.

E’ una società che dovrà evolversi, il controllo dell’informazione non potrà evitare nuove consapevolezze, saranno i giovani a modulare questa evoluzione, diamo loro strumenti per operare al meglio. Le regole dello sport sono le più educative che ci siano. Migliori te stesso con pazienza rispettando l’avversario. In questo caso l’avversario siamo noi che non abbiamo avuto il coraggio di promuovere una società più equa in tempi brevi, mi auguro che la nuova contestazione sociale sia più ponderata e meno istintiva. Se invece di sedare i giovani con la droga diamo a loro lo sport sono convinto che riusciranno a cambiare la società in modo molto più efficace e vincente di quanto combinarono i giovani del ’68.

Poi ho capito benissimo che come nel ’68 c’è chi non vuole cambiare nulla nemmeno adesso ma chi la pensa così per conto mio è fuori dai tempi. Il vero ’68 probabilmente è proprio adesso, quello di mezzo secolo fa era solo la versione teorica. Dopo oltre mezzo secolo si passa dalla teoria alla pratica, basta droga, solo sport e tanta buona volontà per lavorare uniti per una società più equa. Parole utopistiche per, chi non praticando sport, non sa che con passione, dedizione e buona volontà si può anche cambiare la realtà. In meglio.