SIAMO TUTTI MOTIVATORI O TUTTI VENDITORI?

Qualcuno sostiene che più che tecnici siamo tutti dei motivatori ed io ho appoggiato più volte questa affermazione scrivendo molti articoli, alcuni dei quali decisamente strampalati, con l’intento di far capire quanto sia importante la motivazione nella pratica dell’attività fisica sia a livello sportivo che a livello di semplice profilassi sanitaria.

Ho scritto addirittura che un tecnico che non si occupa della motivazione non è un buon tecnico e a nulla vale il fatto che sappia dare ottime indicazioni di carattere di tecnico se non sa motivare i suoi allievi e pertanto tutto il tempo speso a studiare la motivazione è speso bene e a volte anche in modo molto più razionale dell’infinità di tempo che viene spesa su dettagli tecnici di poco conto.

Oggi voglio spingermi oltre e scrivere un’ affermazione provocatoria che non penso che sia del tutto campata in aria. Più che tutti motivatori siamo tutti venditori. Motiviamo perché dobbiamo vendere un prodotto e pertanto la prima motivazione che dobbiamo studiare è proprio la nostra a vendere quel determinato prodotto. Poi, chiarito che per cause facilmente comprensibili o anche del tutto insondabili siamo propensi a vendere un certo prodotto andiamo a studiare la motivazione che vorremo portare ai nostri allievi/clienti per convincerli ad acquistare quel prodotto.

Ovviamente sembro fuori strada come sempre ed il quesito più ovvio che mi si possa girare è: “Ma cosa vuoi scrivere di vendite tu che ti occupi di un sito che pubblicizza l’attività motoria gratuita per tutti? Sei l’antitesi della vendita, sei un insulto al mercato, sei l’ultimo che può mettersi a scrivere di vendite…”.

Ed in effetti ad un primo esame, ad una prima analisi superficiale, può apparire proprio così ma in poche righe voglio spiegare perché non è proprio così e per certi versi siamo proprio tutti dei venditori, compreso il sottoscritto che pare che non venda niente in quanto non si fa pagare ma su certi punti insiste in modo maniacale con un’ insistenza che è ben più martellante di quella del più invadente dei venditori.

Io vi “vendo” l’attività fisica per tutti anche se teoricamente la distribuisco gratis, grazie ai miei consigli gratuiti. Molti di voi pensano che dietro a questo comportamento ci sia la ricerca di uno sponsor che va a giustificare il tutto e a dare il giusto prezzo al servizio. Il cane (che in questo caso sarei io…) non muove la coda per niente. Io stesso ho scritto più volte che se mi arrivasse uno sponsor che pubblicizza una bici elettrica sarei disposto a collaborare. Mi spingo oltre, scrivo che questa bici dovrebbe essere economica, affidabile e semplice. Bella pretesa, economica e che si rompa poco ma sul mercato ci può pure essere , basta cercare con calma. Probabilmente, se esiste, la ditta che la produce non ha tanti soldi da spendere in pubblicità perché se ha margini di guadagno risicati non ha ‘sti gran soldi da reinvestire. Alla fine spendono di più in pubblicità quelli che riescono ad imbidonare meglio il cliente. Se anche il prodotto non è eccezionale riescono a superare l’inconveniente con una buona pubblicità, se invece pur essendo di buona qualità è clamorosamente caro in un modo assurdo comunque una pubblicità stordente riesce a tenere le vendite su livelli accettabili. Tristissima l’evenienza che una pubblicità martellante riesca a far vendere un prodotto scadente a prezzi elevati ma il miracolo della pubblicità è proprio quello.

Se davvero il mio obiettivo di vendita fosse questo allora io dovrei impiegare il mio tempo a cercare quel prodotto da vendere che rispecchi meglio il succo delle mie prediche. Dovrei cercare questa bici elettrica economica ed affidabile e propormi come veicolo pubblicitario per il lancio di questo mezzo del futuro.

Guardate che quando scrivo mezzo del futuro non sto scherzando, io sono davvero convinto che la bici elettrica sia il mezzo del futuro. Non il monopattino o l’auto elettrica, la bici elettrica. La bici elettrica toglie in un solo momento la scusa che “Si suda e si fa troppa fatica”. Restano in piedi la scusa che “Mancano le piste ciclabili e te la rubano”. Sulle piste ciclabili penso che si possa ripetere quanto avvenuto in Italia nel ventesimo secolo: prima è stata inventata l’auto e poi sono state costruite le strade per le auto. Con i cavalli erano sufficienti le strade per i cavalli. Così adesso per le bici elettriche, prima si scopre il mezzo del futuro e poi ci si attrezza perché questo futuro possa diventare presente. Sulla questione dei furti c’è poco da dire. Forse quando tutti avranno la bici elettrica si potrà sperare che quella rubata non sia proprio la nostra, insomma non è detto che se aumentano le bici elettriche aumentino anche i furti delle stesse.

Non ho ancora spiegato perché sono un venditore e mi allontano ulteriormente dal concetto per farlo capire. Quando andrò da qualche parte, all’Inferno, in Purgatorio o in Paradiso insomma in qualche parte credo di andare perché sono credente e credo in un qualcosa dopo questo breve istante terreno, ho paura di trovarmi di fronte qualcuno che mi dice “Ah, ciao! Sei Personal Trainer Gratuito?! Sai io sono morto giovane perché avevo il problema della sedentarietà, ho letto il tuo sito, mi sono convinto ad andare a lavorare in bici e mi hanno investito, così sono morto giovane.” A quel tipo io ho comunque “venduto” un concetto e, anche se personalmente non mi ha dato il becco di un quattrino, l’ha comunque pagato molto caro. Stando sul meno drammatico potrei trovarne un altro che mi dice “Ah sai io mi sono messo a fare attività fisica da solo come suggerivi tu, non sono morto di mal di schiena ma ho passato gli ultimi anni della mia vita a curarmi la schiena proprio per colpa dell’attività fisica scriteriata che ho condotto grazie ai tuoi consigli…”.

Giusto per entrare nei dettagli sottolineo come nella fattispecie mi sia più facile difendermi dalle accuse di questo secondo “malcapitato” perché io sostengo sempre che l’attività fisica ve la potete gestire voi a patto di avere una grande attenzione, quella grande attenzione che a volte nelle palestre private non sono in grado di dedicarvi perché il tempo è danaro ed è meglio mettervi su una macchina da palestra a sudare che seguirvi davvero.

Ma insomma io “vendo” un qualcosa, sia anche l’attività fisica gratuita per tutti, che può costarvi comunque tanto, anzi tantissimo, anche se non tirate fuori il becco di un quattrino per acquistarla.

Siamo abituati a pensare che “vendita” sia tutto ciò che passa di mano dietro la corresponsione di un prezzo pagato in danaro. Quello è un concetto molto semplice di vendita, forse il più banale ma è solo uno dei molti concetti di vendita.

Io vi sto “vendendo” l’attività fisica gratis per tutti perché sono convinto che sia un buon prodotto. In questo senso sono in assoluta buona fede, vi garantisco, e credo molto nel prodotto che “vendo”. Poi succede che uno che ascolta i miei consigli ci lascia le penne per strada perché le piste ciclabili come Dio comanda in Italia non esistono ancora. Allora da quel punto di vista invece di predicare che andare in bici (anche elettrica…) fa bene alla salute dovrei fare il politico ed occuparmi che prima costruiscano le piste ciclabili e dopo mettermi a sbandierare ai quattro venti che la salute si può riacquistare anche andando a lavorare in bici. E’ possibile anche quello. Invece di “vendervi” un tecnico che si occupa di attività fisica dovrei vendervi un politico, uno che invece di fare proclami irrealizzabili promette le zone trenta, le piste ciclabili e dopo quando viene eletto si impegna a farle realizzare, anche se c’è il Covid, anche se ci sono le inondazioni, anzi “soprattutto” perché c’è il Covid e ci sono le inondazioni perché quelle, studiando bene, sono ulteriori forti motivazioni per cambiare la strategia degli spostamenti.

Molti mi dicono che sono sindacalista di un sindacato che non esiste. Tutelo i diritti degli insegnanti di educazione fisica che hanno a che fare con i comuni cittadini, non con gli scolari o con i “clienti” e basta.

Famosi i miei articoli sui certificati medici per la terza età. Io mi occupo di quello e non ci voleva ‘sta gran fantasia a capire che ero parte in causa, ma insomma il mio sito ha avuto una marea di visualizzazioni sull’argomento perché sono stato uno dei pochi che si è preso la briga di interpretare una legge (quella dell’aprile 2013, decreto Balduzzi) che aveva il chiaro intento di semplificare la materia e non di produrre l’obbligo di inutili scartoffie. Anche lì, senza farmi  pagare da nessuno, ho “venduto” un concetto che mi è caro e nel quale credo fermamente: che l’attività fisica razionale (ma a tutte le età, non solo in terza età…) è molto più pericoloso non praticarla che adottarla sistematicamente e, pertanto se proprio si voleva sancire un obbligo di certificazione medica questo andava previsto più per i sedentari, categoria notoriamente a rischio, che non per chi pratica una sana attività fisica e pertanto si attiene ad un protocollo di profilassi sanitaria che va ben oltre la classica “colonscopia ogni 5 anni”.

Ebbene la motivazione è decisamente importante, quella degli allievi come la nostra ma io mi sto rendendo conto sempre più che siamo tutti dei venditori e che sia il danaro a regolare le nostre vendite o chissà quale interesse personale il concetto di “vendita” non cambia nella sostanza.

Venghino signori, venghino, non si vendono bici elettriche (ma solo perché sono pigro nel cercare lo sponsor, sono lì che aspetto che lui cerchi me, altrimenti sono pure dispostissimo a fare la pubblicità della bici elettrica del secolo…) ma si vende l’attività fisica  gratis per tutti. E’ un prodotto un po’ difficile da capire ma fa bene alla salute. Sempre che non vi stendano in bici su una strada dove non esiste la pista ciclabile o che non vi massacrate la schiena con esercizi folli che avete inventato voi senza tentare di capire cosa succede.

Ma io ho sempre scritto che l’attività fisica oltre che farla bisogna anche pensarci e con attenzione, senza le cuffiette sulle orecchie. Tentate di capire bene cosa voglio vendervi. Buona attività fisica a tutti.