SCHIAVI DI SCUOLA E TELEFONINO

Se qualche studente della facoltà di Sociologia volesse imbattersi in una improbabile tesi dal titolo “Storia dei sistemi di soffocamento della contestazione giovanile” noterebbe che questa storia si ferma un po’ prima di arrivare ai giorni nostri. Insomma sarebbe una vera e proprio tesi di storia più che di sociologia perché ai giorni nostri i giovani non contestano più, non c’è bisogno di alcuna strategia del contenimento della contestazione visto che è una cosa che i giovani proprio non considerano nemmeno. Soffocati da una media di dieci ore al giorno fra cose legate alla scuola e tempo trascorso sul telefonino (pare che il tempo libero sia quello ma non è assolutamente tempo libero quello perso sul telefonino) non hanno più il tempo per pensare, non dico nemmeno di divertirsi, ma proprio di pensare. Quanto al divertirsi fanno miracoli, riescono a divertirsi pure con il telefonino e sopportano la scuola anche meglio di quanto la sopportavano molti di noi. Hanno indubbiamente delle capacità di adattamento mostruose. Così, quando qualcuno sentenzia che non contestano perché non hanno nulla da contestare, non viene internato in manicomio ma passa per una persona saggia. In effetti pare quasi che non abbiano nulla da contestare, questi riescono pure a divertirsi stritolati fra scuola e telefonino e la prospettiva di sentirsi di dire a vent’anni o peggio ancora a venticinque “Le faremo sapere” non li preoccupa più di tanto. Almeno a livello cosciente. Io sono ben convinto che a livello di sub conscio non la vivano molto bene ma hanno un inserimento sociale che mediamente è meno eccentrico del nostro di mezzo secolo fa. Insomma era più facile che avessimo problemi di disadattamento noi, in un mondo dove era ancora tollerata la contestazione, che non questi che vivono in un mondo dove la contestazione non è un’opzione possibile perché proprio non esiste, non si sa nemmeno da che parte cominciare.

Da un certo punto di vista è vero che si sta meglio adesso di un tempo. Ai nostri tempi hanno dovuto tirare fuori la droga ed il terrorismo delle fazioni politiche estreme per poter continuare a governare indisturbati, adesso non c’è assolutamente bisogno di quello. Se non stordivi il giovane con droghe o con l’idea che per cambiare il paese bisognava essere estremisti di destra o di sinistra, tutti i giovani erano dei potenziali contestatori ed erano in grado di costruire una società ben più giusta di quella che abbiamo costruito.

Insomma i giovani invece che sentirsi vittime di una società dove non si può contestare nulla dicono che siamo noi ad aver perso il colpo. Siamo noi che abbiamo fallito quell’occasione, abbiamo costruito questo mondo e adesso non c’è più nulla da fare.

Io non mi ricordo nemmeno più come si chiamavano i gruppi di estrema destra o i gruppi di estrema sinistra dai quali venivano fuori poi i gruppi terroristici che avevano chissà quali obiettivi tranne quello di una società migliore. Ma so benissimo come potrebbero chiamarsi i gruppi eversivi che potrebbero nascere adesso fra gli studenti per il bene di tutti e per una nuova speranza. Ci sono molti nomi possibili. Uno potrebbe essere “Il prossimo che fa sciopero per Greta lo boccio…” e potrebbe essere un gruppo con qualche milione di aderenti. Un altro gruppo si potrebbe chiamare “Si bendi che la devo interrogare” e anche questo gruppo potrebbe avere qualche milioncino di sostenitori.

Non esistono questi gruppi perché il problema di una scuola soffocante è percepito più da noi adulti che dagli studenti stessi e il problema del telefonino non è nemmeno un problema, anzi, è un divertente passatempo. Ma allora dovrebbe esserci un esercito di psicologi per spiegare a questi giovani che “Le faremo sapere” è comunque un qualcosa che ti rode dentro, anche se non te ne rendi conto, e che non ti può far vivere in serenità la tua gioventù che viene una volta sola. Così potrebbe nascere un altro gruppo eversivo dal nome magari meno enigmatico degli altri proposti e denominato appunto “Le faremo sapere”.

Molti giovani non sanno nemmeno cosa chiedere. Una scuola che ti faccia fare sport come Dio comanda con le strutture sportive e organizzative per farci stare davvero lo sport nella scuola non la ipotizzano nemmeno. Secondo loro la scuola non c’entra nulla con lo sport (e allo stato attuale delle cose hanno proprio ragione) anzi si pone in conflitto con lo sport e pertanto sono due cose proprio diverse.

Semmai il problema è che a scuola non ti lasciano usare il telefonino quanto sarebbe auspicabile, non il fatto che non si riescano a trovare i luoghi ed i tempi per poterci praticare lo sport.

La contestazione è sparita dal DNA dei giovani. Se uno contesta non è nemmeno un giovane, è un vecchio matusa che crede che contestando si possano cambiare le cose. Non si cambia nulla. E’ tutto impostato così da chi comanda. E chi comanda? Comandano gli adulti perchè sono quelli che hanno il potere economico.

Ed è questa la grande menzogna alla quale i giovani hanno abboccato e che, senza che se ne rendano conto, blocca la loro capacità di migliorare questa società. Non comanda chi ha il potere economico, comanda chi ha ancora la capacità di pensare e scegliere la propria vita. Se i giovani ricominciano a pensare spazio per il telefonino e per la scuola delle prese in giro non ce n’è più. Mi auguro che i giovani non patiscano il trauma di dover essere costretti a progettare un nuovo mondo per colpa di sciagure che può innescare la pericolosissima situazione ambientale e che comincino a pensare ben prima di questi eventi.

Se non hanno spazio e tempo per fare sport a scuola dovrebbero inventarsi quanto prima uno sport che potrebbe liberarli tutti da una indecente costrizione che subiscono per colpa nostra: il lancio del telefonino.

Il lancio del telefonino potrebbe diventare lo sport nazionale che fa capire che i giovani pensano ancora ed hanno la capacità di ribellarsi alle cose sbagliate che gli vengono proposte dagli adulti.

Purtroppo il lancio del telefonino non esiste ancora, anzi se un telefonino cade e si rompe il giovane superubbidiente promette un grande rendimento scolastico per averne uno nuovo quanto prima.

Probabilmente anche qui c’è un grande equivoco di fondo. Un grande rendimento scolastico vuol dire darsi da fare per migliorare e cambiare questa scuola e non prendere i migliori voti con gli occhi bendati (in senso fisico ma pure metaforico…) e rinunciando rigorosamente ad ogni sciopero “per Greta”…