PROPOSITI PER IL NUOVO ANNO

Sui propositi per il nuovo anno ci ho già scritto delle cose e quest’anno ne scrivo altre che più che come propositi suonano come un augurio.

Vi auguro di “trovare” il tempo di fare sport ed il proposito è che se fate fatica a trovarlo vi auguro almeno di avere la forza di cercare insistentemente questo tempo senza abbandonarvi dolcemente e mestamente ai ritmi dello stress.

Nell’era dove un nababbo arricchito (magari pure ignorante come la maggior parte degli arricchiti…) guadagna in un giorno ciò che una persona normale guadagna in una vita il problema di dover “lavorare di più” per potersi garantire un’esistenza dignitosa non dovrebbe esistere anche perché quella presunta esistenza “dignitosa” finisce per non essere più dignitosa nel momento in cui si lavora troppo per garantirsela e non c’è manco un po’ di tempo per fare sport.

Pertanto il proposito un po’ terribile ma forse efficace potrebbe essere di cercare di vivere come se fosse l’ultimo anno della vostra vita. Non sacrificatevi troppo per accumulare ricchezze che dopo nella tomba non vi serviranno a nulla. Al tempo stesso sarebbe anche opportuno che a questo buon “ultimo anno” ne possa seguire anche un altro se tutto fila liscio ed il problema dell’esistenza si presenta puntuale anche al prossimo capodanno.

Insomma l’equilibrio perfetto sta nel non fare completamente finta che sia proprio l’ultimo anno altrimenti dopo ad inizio del successivo ci sono dei problemi insormontabili ma, al tempo stesso, vivere la vita senza vivere in prospettiva immaginando che a qualche anno difficile ne seguiranno certamente di più facili e migliori. Questo atteggiamento è pericoloso perché poi tende a perpetuarsi e chi si sacrifica per qualche obiettivo a lunga distanza finisce poi per trovarsi un nuovo obiettivo da concretizzare in tempi successivi per il quale continuare a lavorare ancora troppo sacrificando cose che non si possono sacrificare quali il tempo libero e lo sport appunto.

Pare strano ma questo monito ed augurio è indirizzato quasi più ai giovani che a personaggi maturi e devo dire gran poco ai “vecchi” (chiamiamoli così con il vero nome che non è per nulla dispregiativo visto che hanno fatto tanta fatica per diventare “vecchi”) che ormai hanno imparato la lezione, anche se un po’ tardino, e sanno benissimo che ogni anni va vissuto come se fosse l’ultimo.

I giovani, oggi più che mai, hanno una paura fottuta di restare indietro in tutti i campi, pure nello sport, è così si guastano la vita con lo stress e la gustano meno di quello che potrebbero gustarla. Se le gustano poco pure nei momenti di svago che sono all’insegna della competizione pure lì e allora c’è la gara a chi sballa di più come se si vincesse qualcosa, salvo mettere la testa a posto poco dopo i vent’anni e mettersi a fare vita monastica.

Io vi auguro di non “sballare” mai eccessivamente tanto in modo da avere una continua fame di sballo che non vi faccia mai mettere la testa a posto, nemmeno a 30 e a 40 anni e vi faccia vivere una vita costantemente e perennemente da giovani con la sana convinzione di poter mandare a cagare sonoramente chi vi istiga a smetterla di fare gli eterni Peter Pan.

Sono solo i giovani veramente giovani e che continuano ad esserlo anche nell’età della maturità che possono avere la forza di cambiare la società dell’adeguamento dove alla faccia della meccanizzazione esasperata e della tecnologia che ci arriva perfino nelle mutande continuiamo a lavorare sempre troppo e sempre di più.

E così nello sport meglio venti anni da discreto atleta, possibilmente fra i 15 ed i 35 più che fra i 40 ed i 60, che non due o tre anni da presunto campioncino che non soddisfano certamente il fabbisogno vero di sport di un’esistenza. Chi fa sport come si deve per una ventina d’anni poi sa benissimo con che stile continuare a praticarlo per il resto dell’esistenza. Chi pratica lo sport per pochi anni solo perché spera di diventare un campione e poi smette precocemente prima dei vent’anni è pronto per riprendere quando ormai i giochi del suo fisico sono fatti, attorno ai 40 anni senza capirne una cippa di sport per il semplice motivo che non ha vissuto con quello gli anni del massimo rendimento.

Anche questo dunque è un augurio, di non farsi abbindolare dai falsi miti e trovare la forza e gli stimoli per praticare lo sport in modo più intenso negli anni migliori che non sono certamente quelli fra i 12 ed i 15 quando il giuoco e l’attività poliedrica devono prevalere ancora sullo sport vero.

Il proposito semplice alla fine è quello di rendersi conto di cosa si sta facendo ed avere la forza di fermarsi a pensare e, se necessario, scendere un’attimo da questo frullatore che ci fa pensare come mai è già ancora inizio anno visto che poco fa era l’inizio di quello precedente. Non è un errore di stampa del calendario, siamo noi che siamo stati poco attenti nel fermare il tempo quando andava fermato e, per citare il finale di un colossale film di Sergio Leone (“Per qualche dollaro in più”), un Clint Eastwood qualsiasi potrebbe anche dirci “Sei stato poco attento, vecchio”. Speriamo che possa ripartire anche per noi un secondo carillon a salvarci.

P.s.: chi non avesse capito questa battuta si vada a vedere la scena finale del film che è una delle più belle scene della storia del cinema.