In un mondo governato dall’informazione deviata quanto vado a raccontare è il minimo che può accadere.
Devo fare una premessa un po’ cosmica per spiegare la mia visione d’assieme che è quella che mi fa vedere le cose in modo un po’ strano. Purtroppo sono convinto che questo modo un po’ strano non sia molto distante dalla realtà e potrebbe pure essere che ciò che vedo alla fine sia proprio autentico anche se la premessa (la mia visione) magari è solo un’assurda costruzione folle che mi sono fatto io per curiosi giochi cerebrali.
Il sistema capitalista ci porta all’iperproduzione. Essenzialmente lavoriamo troppo e questo è il male del nostro tempo, la causa della maggior parte dei nostri malesseri e dobbiamo lavorare così tanto per tenere in piedi il sistema capitalista che altrimenti collassa perché si basa proprio sull’iperproduzione ed il continuo ingigantimento dei mercati che la fanno da padrone. Se i ricchi vogliono continuare ad arricchirsi sempre di più la strada è una sola, non si può tornare indietro. Attenzione che in questo modo oltre a star male la povera gente, che lavora sempre di più senza arricchirsi, sta male pure chi comanda perché essendo drogato di danaro è pure lui costretto a lavorare come un ossesso per cui non pensiamo che questo sistema faccia bene alla salute di chi comanda. Spesso chi comanda campa pure meno e peggio di chi subisce solo che il problema è che sa comandare solo secondo i principi del sistema capitalista. Praticamente il primo schiavo del sistema capitalista è proprio il padrone che non vede uscite al sistema del danaro e ne è schiavo come e più del comune cittadino.
Detto questo è abbastanza facile arrivare alla mia visione del sistema di fruizione dell’attività motoria per tutti i cittadini che è una cosa importantissima per la salute ma siccome è più importante produrre allora si può pure prendere in giro il cliente, l’allievo, e fargli credere chissà cosa per vendergli qualcosa che andrebbe dato gratis e che dovrebbe essere a diposizione di tutta la cittadinanza. Essenzialmente l’attività motoria la si vende quando dovrebbe essere distribuita a titolo assolutamente gratuito e non dovrebbe essere una cosa lasciata in mano ai privati ma garantita dallo stato che almeno i servizi essenziali deve essere in grado di offrirli.
Allora facciamo un esempio terra terra per essere concreti. Ho una periartrite di spalla o un’artrosi. Non sono la stessa cosa ma la periartrite spesso si innesta su un’artrosi cronica e mentre dell’artrosi cronica si e no che me ne accorgo perché magari è ben adattata, della periartrite me ne accorgo eccome perché è un fatto acuto, molto doloroso ed in forma di periartrite può durare anche 4-6 mesi nonostante tutte le cure del cavolo assolutamente inutili che possa fare quando ormai la situazione acuta si è instaurata.
Per prevenire, su una comune artrosi, l’episodio molto doloroso di periartrite basta un esercizio e se credete che stia qui a descriverlo cascate male perché, è quello è il vero punto, centrale di tutta la trattazione, manca una cultura del movimento, un qualcosa che ci faccia pensare al movimento prima che alle medicine e alla soluzione medica. Ci annoiamo a pensare al movimento perché non ne abbiamo tempo e siamo lì ad attendere la soluzione magica da qualche santone, soluzione che non arriva perché poi abbiamo fretta e nessuna soluzione funziona con la fretta.
La soluzione vera non è il bastardissimo esercizio che vi posso proporre (per me ne ho uno e funziona ma forse per voi è un altro perché il mio episodio di periartrite non è detto che sia stato identico al vostro…) ma l’insieme di attenzioni sul movimento che vado a mettere in atto per affrontare la questione. Non medicine, visite mediche a valanga, metodi di riabilitazione dettati da chissà quale santone di moda o da quale corrente di pensiero ma semplicemente paziente, attenta e assidua analisi del movimento con puntuale messa a punto per rendere quegli stramaledetti esercizi riabilitativi (anche uno solo come nel caso della mia spalla) più efficaci possibile e mirati per quel preciso problema.
Viviamo ancora la cultura della pastiglietta dove con una pastiglietta passa tutto e la prescrive il medico dopo aver fatto un’attenta e precisa diagnosi.
Purtroppo della vostra periartrite di spalla ne sapete molto di più voi e non il vostro medico ed è questo che dovete capire perché la vostra periartrite di spalla è frutto di abitudini motorie sbagliate che voi avete messo in atto e continuate a perseguire che il medico non ha tempo di analizzare perché se stesse ad analizzare con attenzione tutti i casi che gli passano sotto ne potrebbe seguire come si deve al massimo un paio al giorno. Dunque non sperate che anch’io vi descriva l’esercizio o gli esercizi (io penso che se è quello giusto davvero possa bastarne uno solo fatto tutti i giorni) giusti per risparmiare tempo perché qui proprio tempo non se ne può risparmiare. la soluzione la dovete scovare voi, pensandoci attentamente ed è questo che nessuno vuole fare perché siamo nella società dove è vietato pensare, ci si annoia a pensare, non si ha tempo per pensare e già questo articolo è troppo lungo e probabilmente avete smesso di leggerlo perché voi volevate un qualcosa di più rapido e immediato e non avete tempo per pensare ad uno che vi dice di stare alla larga dai santoni ma dopo si comporta come un santone più santone degli altri perché mi dice di stare alla larga da chi mi “vende” la soluzione e mi dice di cercare la soluzione da me, come se fossi un esperto.
Tu non sei un esperto ma se vuoi risolvere il problema devi diventare un esperto del tuo problema perché è un problema diverso da tutti gli altri e così la soluzione sarà specifica, studiata sul tuo problema e non potrà essere fatta con lo stampino uguale alla soluzione studiata per gli altri.
Se c’è un movimento che fa male quello è il punto di partenza. Non si può insistere su quello se fa male ma bisogna capire perché fa male e bisogna girarci intorno arrivando a fare gesti molto simili a quello senza sentire male. E’ chiaro che una frattura prima di sistemarsi ha bisogno di saldarsi, ha tempi tecnici che non si possono ignorare ma alcune diagnosi non c’è nemmeno bisogno di indagini strumentali per farle. Io non vi dico di evitare ogni tipo di esame e di approccio medico ma, una volta stabilita la gravità della situazione, vi dico che dovete dedicarci il vostro tempo e non quello del medico o del fisioterapista e dovete venirne fuori con le vostre forze, con la vostra analisi del caso e con il protocollo di intervento che voi avete formulato per la vostra situazione che sarà rivisto giorno per giorno senza telefonare a nessuno perché siete voi che avete la situazione sotto controllo e ne capite con precisione l’evoluzione.
La salute non si compra, si conquista giorno per giorno. Occorre molto tempo e molto spesso non lo troviamo nella società dello stress, così speriamo di poter delegare qualcun altro al controllo della nostra salute, pagandolo e sperando che con un paio di mosse ci possa sistemare.
La mossa miracolosa decisiva ce l’ho io: pensateci voi. Magari chiedete pure consiglio a tutti ma alla fine pensateci voi e non pensate che occorra un esperto del movimento per risolvere il vostro problema perché quello potrà darvi solo informazioni utili per indagare sul vostro problema ma poi l’analisi vera e propria dovete farla voi, E quella porta via molto tempo e richiede attenzione ma non esiste nessuno in grado di metterla a punto in fretta in modo preciso e senza il rischio di sbagliare clamorosamente perché poi è quello che succede dopo nel divenire, nel mettere in atto le strategie per venirne fuori che è assolutamente imprevedibile e varia da soggetto a soggetto.
Avete letto questo articolo fin troppo lungo, ci avete perso tempo e non avete risolto nulla. Peggio, sapete che non saranno i vostri risparmi, se ne avete, a farvi riacquistare la funzionalità della spalla o del ginocchio malandato. Peggio ancora, sapete che occorrerà del tempo perché soluzioni frettolose e vincenti non ve le può proporre nessuno. Veramente una disdetta, mi tocca mettermi qui con calma a curarmi ed io non ne ho tempo.
Se non avete tempo non è colpa mia, se avete letto questo articolo troppo lungo sì, ma l’ho fatto per non prendervi in giro. Se avessi voluto prendervi in giro vi avrei scritto che per curare la periartrite di spalla basta avvicinare le mani dietro la schiena in modo progressivo senza forzare, magari anche servendosi di un tubo della pellicola per cibi pure allungabile con uno della carta da cucina se necessario (che è un po’ più grosso e va aggiunto a sormonto fissandolo con del nastro adesivo…) ma questa soluzione è andata bene per me ma può non andare bene per voi perché la vostra periartrite è diversa dalla mia e pertanto è possibile che l’esercizio vincente sia proprio un altro.
Una cosa è certa, che lo dovete scoprire voi perché se accettate in toto il metodo del signor “X” che vi propone un milione di esercizi (così ce ne sarà pure qualcuno di utile…) e ve li fa pagare salatamente allora non avete affrontato con cura il problema ma l’avete semplicemente dato in pasto al mercato come facciamo con la maggior parte dei nostri problemi che sembrano fatti apposta per alimentare il mercato che poi è quell’accidenti che ce ne crea sempre di nuovi.