“… Pare che tu non abbia uno splendido rapporto con le palestre private. Dimentichi che svolgono anch’esse un importante ruolo nella lotta alla sedentarietà, in molti casi sono gestite da personale molto competente e comunque se i ragazzi perdono la passione per lo sport in tenera età non è certamente colpa dei gestori di palestra…”
Non lo metto in dubbio ed è proprio il caso di dire che piuttosto di niente è meglio piuttosto e sono perfettamente consapevole del fatto che se i ragazzi si disinnamorano dello sport troppo presto non è certamente colpa dei gestori di palestra ed invece siamo noi operatori sportivi che dobbiamo fare una seria ed attenta autocritica.
Alle palestre private imputo essenzialmente di puntare troppo sull’aspetto estetico e poco sull’aspetto funzionale dell’attività fisica. Per dirla volgarmente si punta più sul “culo sodo” che sul miglioramento delle capacità motorie. I gestori si difendono da questa accusa dicendo che loro devono anche seguire il mercato per sopravvivere, Io sostengo, e questa è un po’ la mia accusa, che loro il mercato siano arrivati addirittura a condizionarlo e così c’è troppa gente che punta in modo esagerato su esercitazioni di forza senza sviluppare in modo significativo elasticità, rapidità e soprattutto le doti coordinative che mi tocca dire che sono le grandi sconosciute nel mondo delle palestre private.
Ma la critica più aspra che mi tocca fare è quella al modo nel quale viene trattata l’attività di tipo aerobico. Invece di spedire il “palestrato” all’aperto a correre o a fare un’altra attività aerobica per compensare il lavoro di forza lo si tiene in palestra anche a svolgere il lavoro aerobico e quella per conto mio è l’aberrazione inaccettabile.
Così come in Francia si sono inventati il Fronte di Liberazione dei Nani da Giardino io in Italia mi inventerei un Fronte ancora più importante: quello di Liberazione dei Podisti da Palestra. Correre su un tapis roulant è veramente un insulto alla corsa non solo perché è una corsa del tutto innaturale da un punto di vista biomeccanico ma anche e soprattutto perché la corsa va fatta all’aperto e pure se c’è freddo e o piove. E’ chiaro che si prova ad andare quando le condizioni atmosferiche sono più gradevoli ma correre con l’aria condizionata o con il riscaldamento acceso è semplicemente assurdo. Le difese immunitarie non si rinforzano in quel modo ma andando all’aperto e la stessa cosa ovviamente vale anche per la bicicletta.
Poi che ci sia un problema di sicurezza nelle nostre città è certamente vero ma a maggior ragione non si può nascondere la testa sotto la sabbia, se accettiamo di correre e/o pedalare in palestra non potremo mai essere efficaci nella lotta per chiedere città più vivibili, anzi rischiamo di essere proprio noi ad imprecare contro il ciclista che vuole giustamente pedalare per strada e non in palestra.
E’ un problema quasi di filosofia più che di moda, In ogni caso la moda non è praticare lo sport anche a 20-25 anni quando obiettivamente diventa un po’ più difficile (oltre che più affascinante perché è a quell’età che si ottengono i risultati più significativi) bensì andarsi a chiudere in palestra ed allora giustamente i gestori di palestre private chiudono un buco. Buco che a me piacerebbe che fosse chiuso da un nuovo approccio culturale più che da macchine da palestra.