L’INSUFFICIENZA IN ATTIVITA’ MOTORIA

Nella nostra scuola esistono studenti con “insufficienze” talvolta gravi in alcune materie di studio. Tali insufficienze sono rilevate con un preciso e costante sistema di verifiche che sono uno dei pilastri portanti della scuola italiana. A queste verifiche è dedicato tanto di quel tempo da far paura e ci sono studenti che “marinano” la scuola per poter evitare la verifica che evidenzia l’insufficienza ed andare alla verifica successiva sperando di essere meno insufficienti di quel giorno.

Non si valuta tanto se uno studente è motivato a scuola, se ha la sensazione di studiare cose inutili e se studia solo perché ci sono queste stramaledette verifiche che alla fine possono portare alla bocciatura. Quelle cose non vengono ritenute importanti, l’importante è che lo studente studi e superi le verifiche, il resto non conta.

Nell’attività motoria le verifiche sono un po’ diverse da quelle delle altre materie ma esistono anche lì. Difficilmente mettono in evidenza se uno studente ha dei deficit di capacità motorie e comunque in una situazione che non è proprio rosea si tende a valutare più il deficit relativo del singolo studente rispetto alla media della classe che il deficit assoluto valutato secondo razionali parametri di salute. Se la valutazione fosse sulla base di questo secondo parametro scopriremmo tristemente che la maggior parte degli studenti italiani di età compresa fra i 12 ed i 18 anni hanno seri deficit in questo senso.

Ora questi deficit più che segnalare un ritardo nell’apprendimento rilevano veri e propri problemi di salute e andrebbero considerati con molta attenzione.

Accade che la scuola delle verifiche se ne faccia un baffo dello stato di salute degli studenti italiani. Paradossalmente è perché ci sono uno sterminio di verifiche nelle altre materie che gli studenti non si curano della loro salute e accumulano pericolosi ritardi di apprendimento nelle capacità motorie. In una parola studiano troppo e praticano troppo poco sport e tale atteggiamento non è che il frutto di una scuola organizzata secondo un modello arcaico.

Studiano troppo perché la quantità di informazioni richiesta per superare le continue verifiche è una quantità stordente e richiede tempi di memorizzazione di nozioni biblici. Poi della grande quantità di nozioni immagazzinata nella memoria a breve termine scopriamo che se ne fanno poco o nulla perché non sono per nulla motivati a trattenere quel tipo di informazioni ed, anzi, se vogliono fare spazio nella memoria a breve termine per l’inserimento di nuove informazioni devono proprio resettare questa memoria che tende ad ingolfarsi.

Forse sarebbe più razionale se gli studenti italiani studiassero in modo più critico, senza ingolfare la mente di nozioni e senza perdere una marea di tempo nel lavoro sistematico di acquisizione delle informazioni in modo asettico. Sarebbe opportuno che selezionassero tutto quel materiale per capire effettivamente ciò di cui hanno bisogno e poter far lavorare anche la memoria a lungo termine che è quella decisiva per la formazione culturale del ragazzo.

Questo per una serie di motivi. Primo per migliorare la qualità dell’insegnamento e dare un senso allo stesso aumentando anche l’entusiasmo per lo studio che è l’ingrediente essenziale per studiare con senso critico. Secondo per fare in modo che questi studi diano subito delle informazioni importanti e possano mettere in grado il giovane di darsi da fare nella società prima di essere entrato come pedina nel mondo del lavoro. Quando accade ciò per lo studente è troppo tardi per evidenziare delle contraddizioni del mondo del lavoro che causano spesso un inserimento nella realtà lavorativa guastato da realtà che devono essere effettivamente modificate. Se il mondo del lavoro non funziona è anche certamente colpa di una scuola acritica che non prepara lo studente ad affrontarlo per il giusto verso ma lo prepara a sostenere anche situazioni francamente insostenibili come accade a scuola. Praticamente a scuola lo studente è allenato ad obbedire e stare zitto e così come non ha possibilità di modificare la scuola non ha nessuna possibilità di modificare la società della quale dovrebbe essere il motore in continua evoluzione.

Il terzo motivo dal punto di vista dell’insegnante di attività motoria è il più urgente ed è proprio una questione di salute. Se i giovani continuano a studiare col metodo del “butta dentro e ripeti” non avranno mai tempo di fare attività fisica come si deve perché i pomeriggi non sono liberi ma occupati da lunghe ore di studio. E’ auspicabile che il processo di apprendimento debba avvenire a scuola dove c’è confronto con gli altri studenti e con gli insegnanti più che a casa dove il confronto spesso è solo con un libro pure rispettoso dei controllati programmi ministeriali.

L’assurdo di questa scuola è proprio che non produce nulla di nuovo perché per quanto si spazi su una marea di nozioni suggerite dai programmi ministeriali non si va mai oltre quelli quasi fosse vietato dalla legge. Tali programmi sono talmente vasti che andarli a scavalcare per ricercare qualcosa di più utile e forse determinante per la formazione dello studente moderno è pura follia.

Resta sul campo questa vittima dell’attività motoria, ignorata, bistrattata e che sarebbe elemento fondamentale per acquisire un miglior livello di salute.

Non si sa di chi sia il compito di rilevare questa situazione. Si potrebbe dire dei medici di base, o degli insegnanti di educazione fisica stessi. In ogni caso si crea un conflitto con questo tipo di scuola ed una scuola più razionale che nessuno si sogna di proporre. E’ un conflitto che non si vuole innescare, probabilmente perché da troppa importanza e troppa autonomia ai giovani.

Insomma pare una scuola fatta più per gli adulti, per il quieto vivere che per i giovani. E se il principio dell’obbedienza deve essere quello che deve informare questa scuola non c’è dubbio che deva essere così. Forse sarebbe meglio avere giovani più sani e meno obbedienti ma allora non potremmo più vivere nella società del telegiornale, dove i problemi si guardano in televisione ma non si affrontano.