LA SCUOLA DELLA PRESA PER IL CULO

Triste scrivere così ma a volte scrivendo in modo volgare si finisce per essere ancora più chiari che a scrivere in modo corretto ed allora se la necessità di essere chiari è impellente viene proprio la tentazione di usare termini volgari.

Per conto mio questa è la scuola della presa per il culo e, per certi versi, lo era anche ai miei tempi ma ora ancora di più perché un certo tipo di atteggiamento è stato esasperato.

Non è importante apprendere autenticamente le cose, e possibilmente apprenderne poche ma bene ma è importante superare le verifiche e far finta di aver imparato una quantità industriale (il concetto di “industria” che mi insegue come un incubo…) di cose, se poi non sono state apprese davvero ma semplicemente buttate fugacemente nella memoria a breve termine solo per passare la verifica pazienza.

Dunque la verifica innanzitutto. E su questa ci si impiega una marea di tempo ed attorno a questa ruota tutto.

Ancora una volta la solita domanda: perché mi occupo di questo partendo da un sito che si occupa dell’attività fisica? Perché l’attività fisica è anche e soprattutto educazione e pure l’acquisizione di un metodo. Un metodo onesto che ti insegna a non nasconderti dietro ad un dito altrimenti i risultati non li puoi ottenere, o meglio li ottieni in modo fittizio, apparente ma non autentico.

Accade che lo studente per un mese non impari niente o quasi. E li c’è un problema serio che lo studente e l’insegnante devono affrontare assieme, senza prendersi in giro e senza mentirsi reciprocamente. Io dico che il problema è soprattutto dell’insegnante perché è lui il vero professionista della scuola, quello che ci piglia lo stipendio ed ha deciso di lavorarci dentro. Non l’ha costretto nessuno a scegliere di lavorare a scuola. Lo studente molte volte, invece, purtroppo è lì come in un parcheggio, non ci prova nessun entusiasmo ad andare a scuola, vi va perché è la scuola dell’obbligo, ci va perché ci vanno tutti.

Dunque se in un mese di scuola il ragazzo non ha imparato niente, torno a dire che per conto mio il problema è soprattutto dell’insegnante. Ma facciamo finta che sia di tutti e due ed anzi io sono pure convinto che sia di tutti e due ma questo deve essere l’insegnante a spiegarlo chiaramente, deve essere l’insegnante a dire: “Guarda che se non impari nulla sarà anche colpa mia ma il problema è anche tuo per cui devi dirmelo, dobbiamo trovare una soluzione insieme nel mio e nel tuo interesse, dimmi pure che non hai imparato un cavolo e vediamo cosa si può fare…”. Invece se lo studente ammette che non ha imparato nulla ciò suona come una grave accusa nei confronti dell’insegnante che si vendica dicendo che lo studente non ha imparato nulla perché è un lavativo non perché i metodi di studio sono fallimentari.

Accade che incomba la verifica, quella che sistema tutto, quella che giustifica questo tipo di scuola ed è prevista proprio a livello ministeriale, Pertanto la grande sanatoria alla scuola che non funziona arriva proprio da direttive ministeriali.

In previsione della verifica l’allievo studia come un deficiente per due o tre giorni. Questo lo so benissimo perché continuano a raccontarmelo i miei ragazzi quando saltano l’allenamento e sono sinceri, non è che raccontino balle ed escano con la morosa invece di venire a fare allenamento, magari fosse così per loro, stanno proprio autenticamente a casa a studiare come dei deficienti 5-6 ore filate senza uscire manco una mezz’ora nel pomeriggio e magari pure tardando la cena per rifinire lo “studio emergenziale” (così oso definire io queste studiate di emergenza, assurde, irrazionali, pure poco fisiologiche e temo pure dannose per la salute).

Se la verifica passa tutto è sanato, anche se lo studente non ha imparato quasi nulla perché di quella mega studiata riterrà gran poco. Se non passa è tutto rimandato ad una successiva verifica che presenterà le medesime dinamiche perché non esistono altri metodi per porre rimedio ad un certo ritardo di apprendimento.

Ora io dico, se invece di prenderci in giro facessimo in modo che lo studente riesca ad apprendere un minimo per sopravvivere giorno dopo giorno con la sola presenza a scuola senza dover rifinire nulla a casa, non sarebbe un metodo più efficace, sincero e razionale?. Poi, se vuol fare il secchione è libero di gettarsi sui libri a casa a vedere se ciò che scrivono i libri concorda con quanto spiegato a scuola dell’insegnante, ma quando va sui libri dovrebbe avere almeno una minima vaga idea di ciò che va a studiare. E’ chiaro che per fare questo c’è bisogno di tempo e se l’insegnante è costretto a perdere un sacco di tempo con le verifiche può anche far fatica a trovare tempo per spiegare bene le cose a scuola, ma questo è un tempo che si deve trovare perché questa è la vera funzione della scuola più che di perdersi nelle assurde e sterili verifiche che spesso vengono pure derise da grandi ed evolute tecniche di “scavalcamento surreale della verifica” (per chi fosse a corto di fantasia lo “scavalcamento surreale di verifica” è quando trovi tutte le strategie per superare la verifica anche senza aver imparato nulla ma hai solo imparato le tecniche per superare la verifica che è il vero compito che ti viene richiesto, un po’ come quando poi nella società reale ti viene chiesto di dimostrare di valere anche se magari in un certo campo non vali un bel niente…).

Sinteticamente io dico che è una scuola della presa per il culo. Non c’è nessun ragazzo che a corto di preparazione fisica il giorno prima della gara si allena come un deficiente per poter rendere bene in gara il giorno dopo. Se fa così sa che il giorno della gara va ancora peggio di quanto poteva andare senza fare nulla. Nella scuola invece tale atteggiamento è concesso perché non è necessario che il ragazzo arrivi al giorno della verifica in grado di ragionare correttamente e con lucidità, importante è che arrivi alla verifica con più nozioni possibile in testa e anche se le ha apprese in fretta poche ore prima poco male. E’ come se dovesse aver appreso freddamente una sequenza di numeri, non ha senso studiarli un mese prima perché il giorno della verifica te li sei già dimenticati.

Temo di vivere nel mondo delle favole. Una scuola dove esiste un autentico rapporto di fiducia fra allievo ed insegnante non esiste.

Esiste un finto accordo di mutua sopportazione che recita più o meno così. “Tu supera pure la verifica in qualche modo come vuoi, l’importante è che non mi chiedi di cambiare la scuola perché se mi chiedi quello mi chiedi una cosa troppo difficile per tutti e due, per cui andiamo avanti così, studia quanto vuoi, studia quando vuoi ma teniamo in piedi la scuola delle verifiche, se vuoi che andiamo d’accordo, questa è la strada…”

Ed è una strada che io non capisco e se io ricominciassi la scuola adesso sarei bocciato tutti gli anni.

Pertanto l’unica cosa che devo imparare è che il giorno prima o due-tre giorni prima della verifica i ragazzi non possono fare allenamento perché devono studiare come dei deficienti. Se pretendo di contestare la scuola per questo motivo allora sono semplicemente un disadattato che non si arrende a vivere il suo tempo. Del resto già mezzo secolo fa esisteva un qualcosa di simile. Anche se meno accentuato…