IMPORTANZA DEI GRUPPI DI CAMMINO

I gruppi di cammino sono importanti per almeno tre motivi: 1°) Per un problema di sicurezza del camminatore che in gruppo può  avere una certa assistenza dagli altri partecipanti; 2°) Per un fatto di socializzazione. C’ è chi riesce a camminare benissimo anche da solo ma in compagnia è molto più facile riuscire a divertirsi anche la volta che non si è proprio di estro giusto; 3°) Per un fatto di continuità, laddove la presenza di esperto di attività motoria può essere utile al camminatore anche per dipanare alcuni dubbi che possono essere sorti con la pratica assidua dell’attività di cammino o comunque ad essa collegati.

A seconda del numero dei partecipanti il gruppo di cammino ha caratteristiche diverse ed io sostengo che anche se un gruppetto di quattro-cinque persone, piuttosto di nulla, è già un nucleo che può dar vita a qualcosa, il vero gruppo di cammino, quello perfettamente funzionante, è quello che conta circa 50-60 partecipanti.

Riuscire ad impiantare dal nulla un gruppo simile in un quartiere cittadino è un’impresa molto difficile e anche partendo da un gruppo preesistente di poco più di dieci persone, riuscire ad approdare a cifre simili è molto impegnativo per chi organizza il gruppo, però questi numeri sono importanti.

Il gruppo di 50-60 soggetti è un gruppo che teoricamente è autosufficiente. Può non avere bisogno di nessun motivatore e coordinatore perché fa pubblicità a sé stesso ed innesca delle dinamiche di autoalimentazione automatiche che portano alla sua continua “ossigenazione”. Non è detto che sia portato a crescere costantemente anche se tale ipotesi non è del tutto improbabile ma è comunque un gruppo che si “autoripara” nel senso che i pezzi che perde per inevitabili problemi di disponibilità dei partecipanti (salute, problemi organizzativi etc,) vengono rimpiazzati da nuovi aderenti che vengono coinvolti con il meccanismo del passa parola ed anche grazie alla visibilità del gruppo. La visibilità del gruppo così numeroso è una delle sue più importanti caratteristiche: 50-60 persone che camminano per un quartiere non passano inosservate, portano gli spettatori di questo evento a chiedersi cosa sta succedendo e questa è già un’ottima pubblicità per il gruppo che cerca evidentemente soprattutto fra i residenti sulla zona di azione del gruppo nuovi adepti.

Il gruppo numeroso, e dunque visibile, è importante anche per un fatto di sicurezza nel senso che qualche malintenzionato è molto meno disposto a rischiare in presenza di tante persone ed eventuali scippi o aggressioni sono indubbiamente disincentivati dalla consistenza numerica del gruppo. Poi il buon numero riesce a garantire la presenza di ritmi di cammino alla portata di tutti e questa è un’altra cosa molto importante nel senso che ovviamente ognuno cammina al suo ritmo e se in un gruppo di dieci persone ci sono dieci andature diverse ognuno finisce per camminare da solo. Al contrario, dieci andature diverse, che sono certamente una buona gamma di variabilità per soggetti di tutti i tipi, sono dieci sottogruppi di 5 o 6 persone in un gruppo molto numeroso. Quindi nessuno è solo, è libero di andare all’andatura che vuole ed ha immediatamente davanti a sè gente che cammina un po’ più forte indicando la strada e appena dietro altra gente un po’ più lenta che “protegge le spalle”. Ovviamente anche nel gruppo numeroso testa e coda tendono ad essere un pochino isolati e per questo la presenza di uno o due accompagnatori è sempre gradita in questi gruppi ma mentre questa presenza nel gruppo da poche unità è praticamente fondamentale altrimenti il gruppo tende ad “autoestinguersi” come una debole fiammella, nel gruppo molto numeroso gli accompagnatori per assurdo possono essere anche non essenziali e sono “autoeletti” di volta in volta fra i camminatori più veloci che indicano la strada ed i camminatori più lenti che, per ovvi motivi, devono avere un minimo di sicurezza, altrimenti devono segnalare il problema per non restare “troppo” isolati.

La premessa all’importanza di questi gruppi di cammino è data per scontata e risiede nel fatto che in una società che patisce evidenti danni legati alla sedentarietà il gruppo di cammino può essere quel motivo che fornisce al cittadino che vorrebbe camminare ma non sa come organizzarsi uno stimolo per incominciare quell’importante attività.

Legato a questo concetto ce ne possono essere altri due di segno opposto che è importante sviscerare. A livello politico si può anche scegliere di non dare molta importanza ai gruppi di cammino se si ha un atteggiamento molto virtuoso di gestione della cosa pubblica, ragionando in modo più o meno simile: “Io non mi occupo dei gruppi, questo è un fatto sociale, la gente può benissimo decidere se camminare da sola o in compagnia. Mi limito semplicemente a garantire la migliore fruibilità possibile di tutte le strade del quartiere per favorire i pedoni in modo tale che se vogliono camminare possono farlo dappertutto ed a qualsiasi ora in ogni punto del quartiere, senza problemi di sicurezza di alcun tipo (ivi compresi quelli da traffico automobilistico che poi sono quelli a determinare la qualità della “giungla disincentivante”). Questa è una visione un po’ utopistica del problema che purtroppo non fa i conti con molte realtà di difficile comprensione e gestione per un’ amministrazione che molto spesso è oberata anche da problemi ben più urgenti di questi.

L’altro concetto purtroppo molto pericoloso e da mettere in chiaro come cittadini per tutelare i propri diritti è di segno opposto, è terribilmente subdolo e sta ai cittadini capire quanto informa la politica del proprio luogo così come sta agli amministratori locali avere un atteggiamento ben chiaro per schierarsi in modo trasparente. Il gruppo di cammino è quella bomba che può innescare un problema molto grande che quando è stato evidenziato dopo non può più essere ignorato. Una decina di persone non contano nulla, cinquanta persone che in pochi giorni possono diventare cento sono molto importanti se evidenziano dei problemi per la vivibilità del quartiere dei quali gli amministratori locali devono assolutamente farsi carico. E così se c’è solo uno stupido a lottare contro una multa presa in bicicletta perché in un certo tratto ci puoi andare solo con l’auto quella è una battaglia persa ma se cento abitanti si lamentano di una situazione viabilistica indecente, forse quella multa dovrà essere pagata lo stesso ma il passo successivo sarà la risoluzione di quel problema viabilistico.

Insomma la formulazione dei gruppi di cammino è assimilabile a quelle decisioni sul trasporto pubblico che sono pericolosissime per l’amministrazione pubblica perché dopo chiedono davvero maggiore attenzione sul trasporto pubblico. In tema di trasporto pubblico la miglior scelta per fare in modo che la gente continui ad usare l’auto è non fare proprio nulla perché nel momento in cui si migliora qualcosa dopo le richieste aumentano a dismisura e la gente pretende davvero di cominciare ad usare il mezzo pubblico in modo sistematico e non del tutto occasionale. Così con il cammino, se con i gruppi fai vedere che camminare è bello, utile ed importante dopo la gente pretende di camminare anche su per i muri creando i veri problemi organizzativi agli enti locali.

La scelta è fra decidere se fare finta di nulla o affrontare i problemi come vanno affrontati. E’ un problema dei nostri amministratori ma anche dei singoli cittadini perché la salute è un fatto che riguarda tutti, ricchi e poveri.