IL PESO POLITICO DEGLI ESPERTI DI ATTIVITA’ MOTORIA

Zero. Il peso politico degli esperti di attività motoria è pari a zero. Non a caso sono confinati a lavorare soprattutto nell’ambito privato, nelle loro palestre senza alcun tipo di finanziamento pubblico (non hanno di certo automobili da vendere per meritare sostegno da parte del pubblico…) oppure nella scuola dove contano meno di zero perché non riescono minimamente a cambiare il volto della cronicamente arcaica scuola italiana (non riescono nemmeno a convincere i dirigenti scolastici a studiare soluzioni efficaci per evitare il flagello degli zaini pesanti…).

Pesare zero a livello politico non è una bella cosa perché tutto è politica. Non è necessario essere dei politici per fare politica, io stesso che mi occupo di attività motoria sono accusato di farne fin troppa su questo sito che certi non esitano a definire un sito “politico” più che tecnico. Che non sia scientifico non l’ho mai negato, che sia poco tecnico è pure possibile, umoristico magari lo fosse, che sia addirittura politico lo ritengo quasi un complimento peccato che io stesso non abbia capito che parte politica sostiene perché così almeno saprei per chi votare le troppe volte che si fanno le elezioni in Italia.

Ci sono dei problemi politici fin troppo evidenti nell’Italia contemporanea che sono problemi un po’ endemici di questa era di abbandono dello stato sociale. Lo stato sociale ha fallito dove non ha trovato politici competenti ed onesti in grado di farlo evolvere. Così è avanzata l’anarchia del capitalismo esasperato dove chiunque abbia il capitale può comandare e dunque può condizionare la politica ed arrivare a condizionare tutto il tessuto sociale. Il risultato di questa anarchia priva di ideali (o meglio con un ideale che soffoca tutti gli altri che è il dio danaro strumento essenziale di diffusione del capitalismo incontrollato) è che ci troviamo con sistemi sociali dove la ricchezza è distribuita in modo folle, dove anche il lavoro è distribuito in modo a dir poco irrazionale (tanti lavoratori che lavorano troppo e altrettanti che non hanno lavoro) e dove cose importanti per la salute dei cittadini sono completamente trascurate a partire dalla salute dell’ambiente che viene vista come un inutile capriccio di pochi radical chic che non si rassegnano alle esigenze assolute del sistema produttivo. L’importante non è vivere,  l’importante è produrre e vendere, l’importante è far andare avanti l’economia. In questo sistema sociale gli esperti di attività motoria dovrebbero essere quei pirla che dicono che i radical chic hanno ragione, che l’ambiente è importante altrimenti saremo costretti a pedalare e camminare tutti chiusi nelle palestre e fuori per strada ci dovremo andare con le mascherine come i cinesi stanno già facendo.

Tutto sommato anche noi come esperti di attività motoria siamo visti come dei radical chic che viviamo in un mondo tutto nostro e non capiamo le reali esigenze della gente. In parte è vero perché per esempio le emergenze del sistema sanitario che fa fatica ad assistere chi ha problemi urgenti sono più importanti di una prevenzione molto evoluta che vuole assistere il cittadino quando è ancora sano. Se ho un moribondo in condizioni disperate non posso certamente farlo aspettare per organizzare le abitudini del sedentario che forse fra vent’anni sarà un altro moribondo in condizioni disperate. Pertanto io non sono certamente a contestare il primato dell’assistenza sanitaria sulle quisquilie dell’attività motoria di tutti i cittadini. Dico solo che le due cose alla lunga sono collegate e per tentare di migliorare l’assistenza sanitaria bisogna anche fare in modo che meno gente possibile si ammali.

Come fa a pensare all’attività fisica uno che lavora dodici ore al giorno o uno che per dodici ore al giorno continua a pensare come fare per trovare un cavolo di lavoro per sopravvivere è un bel quesito. Ed è proprio in questa società stressata dove il tempo libero diminuisce invece di aumentare (miracolo della tecnologia: ma il computer non era quell’accidenti che nel giro di una ventina di anni avrebbe dovuto aumentare il tempo libero di tutti noi?) che lo Stato dovrebbe farsi carico di assistere i cittadini nelle cose essenziali ma che per la situazione economica non vengono più viste come essenziali.

I medici dicono che è importante riacquistare abitudini motorie corrette. Loro sono chiusi nei loro ambulatori e negli ospedali e non hanno certamente la possibilità di seguire i cittadini nelle loro corrette abitudini motorie. Gli esperti di attività motoria sono chiusi nelle palestre a far pedalare i cittadini che hanno paura ad affrontare l’ambiente urbano che è ritenuto troppo inquinato e troppo pericoloso per essere vissuto come si deve.

Dobbiamo ancora capire chi comanda nell’ambiente urbano. I medici no, gli esperti di attività motoria nemmeno, che siano i molti immigrati che hanno deciso che le nostre città devono essere un casino pazzesco dove si fa fatica a vivere e dove la qualità della vita è a dir poco bassa se è vero che ti devi chiudere in una palestra per pedalare un po’ tranquillamente? Sarò poco informato politicamente ma la mia sensazione  è che non siano gli immigrati a comandare questa situazione.

Come esperti di attività motoria dobbiamo partire dalle piccole cose senza piegarci alle esigenze dell’assurdo sistema dei consumi. Far capire che è importante muoversi sia per chi lavora troppo che per chi lavora troppo poco. Far capire che il tempo libero non è un assurdo capriccio ma è proprio nel tempo libero che si creano i presupposti per ammalarsi di meno in futuro e campare più a lungo. Che poi contiamo meno di zero a livello politico quello è sotto gli occhi di tutti. Cito ancora un’esempio a dimostrazione di questo e tutti sono a dirmi che io continuo a sparare contro la scuola perché non ho un rapporto sereno con questa istituzione: tutti abbiamo detto che bambini e ragazzini la devono smettere di trascinare zaini troppo pesanti avanti e indietro fra casa e scuola, questa abitudine è decisamente deleteria per il loro fisico ed è pure deleteria per l’ambiente perché alla fine per colpa di questo fatto i genitori decidono di portare a scuola i figli in auto. A scuola non ci sono i medici a sorvegliare su questa cosa, ci sono gli insegnanti di attività motoria che, interpellati sull’argomento ammettono sempre come quella non sia una “bella abitudine motoria”. A chi interessa di questi pareri? A nessuno perché tutti i problemi organizzativi nella risoluzione del problema dello zaino pesante diventano insormontabili quando andiamo ad affrontare concretamente la cosa. Continuiamo a far finta che l’educazione fisica non esista. Abbiamo problemi ben più pressanti perché dobbiamo andare a complicare le cose ponendoci anche i problemi degli insegnanti di attività motoria? Ma basta, è ora di finirla con questi radical chic degli esperti del movimento! Viva l’anarchia dello stato capitalista. Viva la libertà di pedalare tranquillamente in palestra con il cardiofrequenzimetro che ti dice se stai bene e puoi continuare a lavorare dodici ore al giorno per mantenere un disoccupato che sicuramente hai sul groppone.