IL “DISCOTTO” NELL’ERA DELLE PALESTRE

Il “Discotto” è uno sport fantastico, semplice e salutare che non vedrà mai la luce perché non costituisce business per nessuno. In un’era dove il business è fondamentale per far partire qualsiasi cosa è molto più facile riempire le palestre con orde di “sportivi” ansiosi di pedalare su cyclette, correre su tapis roulant o sollevare pesi sdraiati su una panchina.

In cosa consiste il “Discotto”? Nell’abbinamento di due discipline dell’atletica semplici quanto tecniche, che si possono (anzi si “devono”) praticare all’aperto e, almeno nella fase iniziale, sono decisamente alla portata di tutti senza necessariamente doversi iscrivere a nessuna stramaledetta palestra. Le due discipline sono il lancio del disco che è un classico tanto è vero che la famosa statua del discobolo è uno dei simboli tipici dello sport e poi gli 800 metri che sono la corsa spettacolare per eccellenza né troppo breve da seguire né troppo lunga. Quanto a praticarla è forse la più complessa perchè non è una gara di velocità nella quale puoi sparare tutto o quasi senza pensarci e non è una gara di resistenza dove con sana calma ti metti a macinare chilometri nell’attesa che i tuoi avversari si sfianchino. Anche nella preparazione non sai mai come affrontarla perché non sai mai se indugiare di più sulle corse di velocità per prepararla o su quelle di resistenza.

In ogni caso, ripeto almeno nella fase iniziale, è alla portata di tutti perché non a rischio di strappi muscolari in quanto non è un impegno di tipo esplosivo e non è eccessivamente lunga e pertanto è alla portata anche di chi non è molto allenato.

Potrebbe sembrare di tipo esplosivo la disciplina del lancio del disco e lo è se non che il disco si può pure definire il lancio “gentile” in quanto implica la ricerca di una grande fluidità ed il solo impiego di forza bruta in modo massiccio non fornisce certamente esiti positivi.

Esercitarsi nella corsa degli ottocento metri e nella pratica del lancio del disco fa bene alla salute perché si fa all’aperto. Con la corsa si esercitano soprattutto gli arti inferiori e la resistenza organica generale, nonchè l’elasticità muscolare, con il lancio del disco si adoperano soprattutto gli arti superiori, si affina la coordinazione neuro muscolare e la capacità di concentrazione relativa a gesti di breve durata.

Ovviamente, non essendoci business, nessuno avrà l’idea di proporre l’abbinata fra queste due discipline così come vengono proposte poco anche singolarmente se non esclusivamente ad atleti di un certo livello.

Eppure correre gli 800 metri è entusiasmante anche a bassi livelli ed alcuni rudimenti sulla frequentazione di tale disciplina sono sufficienti a farla capire abbastanza ed a farla correre praticamente subito in modo dignitoso e decoroso. Per quanto riguarda il lancio del disco anche senza essere degli specialisti si capisce in poche lezioni come farlo uscire in modo efficace dalla mano e si gusta subito l’armonia di questo lancio dove bisogna saper domare la forza per non sprecarla inutilmente.

Il campione presunto di “Discotto” non ha un fisico stratosferico. Ovviamente non può essere troppo grosso altrimenti non è in grado di correre con una certa facilità ma non può nemmeno essere troppo consunto e carico di chilometri altrimenti non può avere l’efficienza muscolare per mandare distante il disco. Non ha senso che si imbottisca di pesi in palestra perché dovrà innanzitutto imparare a lanciare per impiegare nel modo migliore la forza della quale dispone già normalmente. Non ha senso che si stordisca di chilometri perchè dovrà imparare a correre a quei ritmi che sono tipici della gara degli 800 metri e che non sono certamente quelli delle sgroppate lunghe decine di chilometri.

Una presunta gara di “Discotto” non richiede sforizi organizzativi sovrumani ma non può garantire la partecipazione a folle oceaniche perché ogni singola gara di disco non può avere più di 12-15 concorrenti come, del resto, ogni gara di 800 metri dove si parte in corsia e pertanto non si può affollare la pista come in una gara sui 10.000 o sui 5.000 metri.

Per ottenere la classifica basta ricorrere alle tabelle di punteggio della federazione di Atletica, che contemplano pure i punteggi per le categorie amatoriali e sommare i due punteggi non è impresa da olimpiadi della matematica. Ovviamente il praticante di “Discotto” è libero di orientare la sua preparazione più su una disciplina o sull’altra a seconda dei gusti ma questa opzione sarà indicata anche dal grado di affaticamento nelle due preparazioni. A tal proposito c’è da precisare che l’affaticamento provocato dagli 800 metri difficilmente è sovrapponibile a quello procurato dal disco e viceversa. In questo senso le due discipline si completano e possono favorire il recupero reciproco l’una dell’altra. Accade un po’ così anche nello sport del Triathlon (nuoto, bici, corsa) dove c’è un certo recupero muscolare nei vari cambi ma il comune denominatore è la stimolazione di una resistenza generale allucinante e così, generalmente i triathleti, approfittando del fatto che si infortunano meno dei colleghi specialisti delle singole discipline si sorbiscono volumi di allenamento a dir poco colossali.

Al contrario nel preparare disco e 800 metri non si può indugiare su volumi di carico eccessivi perchè se è vero che le due discipline si completano e possono favorire il recupero di discreti carichi è anche vero che buoni volumi di preparazione possono far bene agli 800 metri ma non troppo al lancio del disco e così una certa preparazione con i sovraccarichi in palestra come ormai prassi comune nei lanciatori di un certo livello, qui non può aver buon gioco perchè va ad appesantire in modo esagerato l’atleta che deve essere in grado di correre anche in modo abbastanza agile e non di potenza la gara degli 800 metri.

Insomma a parole, e anche teoricamente, tutto questo sta in piedi poi nella pratica non trova applicazione alcuna perché occorrerebbe uno sponsor folle che si metta propagandare questa cosa. Purtroppo gli sponsor sono tutto tranne che folli perchè indirizzano con estrema precisione i loro investimenti. Magari ce ne fosse uno che sbaglia clamorosamente mira e fa decollare splendidimente il fantastico “Discotto”.