I CRITERI PER SCEGLIERE L’ATTIVITA’ FISICA

Se mi chiedono quali sono per conto mio i criteri per scegliere l’attività fisica, rispondo in modo istintivo e assolutamente non cattedratico che deve essere innanzitutto piacevole ed il motivo è che deve durare per tutta la vita e se non è piacevole diventa una condanna invece che una bella cosa. Sui libri non c’è scritto questo e ci sono scritte invece altre cose ma sui libri ci sono scritte tante cose che poi nella realtà contano abbastanza poco.

Il concetto che l’attività deva essere piacevole è poco pubblicizzato perché piuttosto passa un concetto di attività che fa bene alla salute, un po’ sullo stile delle diete ed allora che tu la faccia 6 mesi o un anno poco conta. Quando smetti potrai comunque orientarti verso un’altra attività noiosa che fa ancora meglio alla salute. Chiaro che, se questa è la filosofia, uno fra un’attività e l’altra si concede delle pause piuttosto lunghe che alla fine è più il tempo passato a fare i sedentari che quello a fare sport. Del resto non può essere altrimenti se la pratica sportiva è noiosa e tutte le scuse diventano buone per rimandare l’accostamento continuo e sincero all’attività fisica.

Dunque anche se sono assolutamente d’accordo sul fatto che l’automobilismo faccia meno bene della corsa penso che sia meglio un soggetto che pratica automobilismo e si allena tutti i giorni di uno che corre ma corre perché gliel’ha detto il medico e corre sì e no una volta la settimana.

La passione è fondamentale. La passione è l’ingrediente numero uno di ogni sport ed io continuo a ripetere che non conta quale sia lo sport ma l’importante è che sia quello praticato e non quello visto per televisione.

Questa domanda può essere scavalcata dicendo “A me piacciono tutti gli sport”. Io non ci credo ma sono costretto a rispondere passando su un altro piano. Allora, per i soliti motivi dico: scegliete lo sport più economico perché se lo dovete praticare per tutta la vita non deve prosciugarvi le finanze. Altre cose ancora: meglio all’aperto che al chiuso perché tendenzialmente all’aperto fa meglio alla salute salvo in certi sport avere le precauzioni dovute nella stagione fredda. Se di gruppo o individuale. Ci sono pro e contro: individuale è facilmente gestibile e ci vai quando cavolo vuoi tu, di gruppo è utile per socializzare e allora io dico così: se sei un tipo socievole è meglio uno sport individuale perché troverai comunque il tempo per socializzare in tantissimi momenti che non devono essere necessariamente quelli dedicati all’allenamento. Se, al contrario. sei un tipo metodico che però socializza un po’ poco allora ti dico lo sport di squadra perché certamente troverai l tempo per riuscire a collocare nella tua giornata anche gli allenamenti con il gruppo. Poi c’è il polpettone dell’agonismo con riferimento alle varie età. E pure qui ho una mia teoria e tendenzialmente sono per agonismo sì, sempre ed a qualsiasi età. Anche qui però ho un distinguo e dico: agonismo sì se c’è la necessità di motivare l’attività fisica e renderla entusiasmante, agonismo no se al contrario lo sportivo è un personaggio che si impegna sempre e comunque con un grande entusiasmo e non ha bisogno delle gare per aumentarlo ulteriormente. Insomma la gara non va mai vietata a meno che non ci siano condizioni di salute precarie tali da doverla sconsigliare, al tempo stesso la gara va incentivata quando il soggetto ha bisogno di qualche stimolo in più ma non se ha trovato una stabilità ed un entusiasmo nella pratica sportiva che prescindono dalla pratica agonistica. In questo caso mi preme segnalare un po’ i casi estremi: i malati di gare ed i malati di “non gare”. I primi hanno bisogno di darsi una calmata e probabilmente di provare a partecipare a meno gare per rilassarsi un po’ e poter meditare meglio attorno al loro sport specifico, anche con l’obiettivo autentico di incrementare il rendimento grazie ad un’analisi che può essere favorita in momenti di stop parziale. I secondi oserei dire che hanno necessità quasi assoluta di prendere parte alle gare prima di tutto per la loro capacità di socializzare ma poi anche per gli altri. per “educare” l’ambiente agonistico alla massima inclusione per fare in modo che chiunque voglia fare gare possa trovare spazio in un ambiente che non deve essere troppo selettivo.

I parametri da valutare per suggerire la miglior attività fisica sono comunque molti e devono tenere conto di tante cose della vita del soggetto che deve e vuole muoversi. Non li trovate scritti sui libri e questo è l’ultimo consiglio ma penso non il meno importante che posso darvi nella scelta dello sport che vi auguro che possa accompagnarvi per tutta la vita: scegliete in base a quello che sentite dentro di voi più che in base a quello che c’è scritto sui libri o a quello che vi raccontano gli altri. E così so che ho messo in crisi una certa fetta di sportivi perché ve ne sono alcuni che purtroppo dentro di sé sentono davvero la necessità di andare dove va il gregge o comunque dove qualcuno che ci ha già pensato per loro ha deciso che sia la soluzione migliore. A questi auguro di sentire proprio in fondo in fondo che messaggi lancia il proprio organismo perché sono quelli importanti per muoversi bene.