Questo non è un articolo di sport ma un articolo prevalentemente di politica pertanto chi mi accusa di fare politica su questo sito faccia pure a meno di leggerlo perché per quanto riguarda questo articolo ha proprio ragione.
Semmai ci tengo a precisare che non da alcuna indicazione di voto (forse a non andare a votare… boh, non so) e comunque è scritto ad urne chiuse dell’ennesima consultazione elettorale (per i consigli regionali) di questi giorni.
Ebbene, si parte dallo sport, precisamente da una mezza maratona e ci sarebbe anche da ridere perché l’atleta in questione, il sottoscritto, è un atleta (se si può chiamarlo tale…) che fa ridere per molteplici motivi, primo fra tutti che si impegna esageratamente per non arrivare ultimo nella maggior parte delle competizioni anche se poi predica che lo sport deve essere fatto per la salute e non per primeggiare. Ma io non mi impegno per primeggiare bensì per non arrivare ultimo e comunque il mio impegno è sempre relativo anche se questa affermazione non è documentabile con esami di laboratorio. Diciamo semplicemente che mi diverto ed allora, se mi diverto, vuol dire che non è un impegno allo spasimo e troppo stressante.
Nell’ennesima mezza maratona dove provo a non arrivare ultimo (ma lo stesso problema ce l’ho anche sugli 800 metri, sui 1500, nel lancio del disco e penso che ce l’avrei anche a freccette se giocassi a freccette) penso strane cose e le penso perché la mezza maratona è abbastanza lunga e ti permette di pensare, poi io ci impiego più di due ore e così penso ancora di più e poi se la fai nella sterminata pianura padana (Pontelagoscuro, alle porte di Ferrara) pensi ancora di più.
Penso che si fa sempre più fatica a non arrivare ultimo. Perchè il livello medio dell’ultimo si sta alzando sempre di più, ma non in tutte le gare, in alcune particolari gare. Per arrivare ultimi senza troppa fatica bisogna andare nelle grandi manifestazioni con notevole indotto turistico. Lì si che ci sono cani e porci e non è difficile lasciarsi alle spalle parecchi atleti non molto performanti.
Da qui faccio un salto terribile alla grande industria ed all’artigianato ed è un salto terribile perché qualcuno potrebbe sospettare che io abbia fatto uso di sostanze stupefacenti per arrivare ad accostamenti di tale tipo ed invece niente di tutto questo.
C’è la mezza maratona “industriale” quella dove ci vanno tutti e proprinata dal mercato e quella “artigianale” poco pubblicizzata, dove non ci vanno tutti e se non corri forte rischi di arrivare ultimo perchè non ha indotto turistico e pertanto o corri forte o che cavolo ci vai a fare.
Attenzione che non sto screditando né l’uno ne l’altro tipo di competizione e se proprio ho qualcosa da dire semmai ce l’ho proprio sulla competizione “industriale” dove ci vanno tutti, devi fare i miracoli per arrivare ultimo perchè qualcuno che va più piano di te lo trovi sempre ma… ahimè fai fatica ad andare al cesso perché c’è talmente tanta gente che tutti i cessi sono occupati.
La gara per pochi intimi è più romantica, più rilassante ma ti fa pensare e, anche senza sostanze stupefacenti, ti fa pensare a cose strane. Siamo indubbiamente nella società dell’omologazione, della grande industria, del “tutti là perché adesso ci fa comodo così” e quando cerchi qualcosa di artigianale, che sfugge dai principi dell’omologazione, fai fatica a trovarlo.
Attenzione che questa considerazione l’avevo già fatta tempo fa visitando le bancarelle di Natale. Ormai il prodotto strano, unico, artigianale non esiste più. Tutte cose fatte con lo stampino, per lo più made in Cina ed i consumi vanno orientati lì perché se cerchi qualcosa di diverso pare che dai pure fastidio.
Non dai fastidio se vai a fare la mezza maratona di Pontelagoscuro correndo piano, tutt’altro, ma non rientri in quel clichè del podista che aderisce alle manifestazioni di massa.
Dunque qual’è il problema? Se ti piace la manifestazione di nicchia a carattere “artigianale” vai in quella anche se farai più fatica a non arrivare ultimo. Se ti piace quella di massa, dove vanno tutti, dove per arrivare ultimo devi andare davvero piano come una lumaca allora vai in quella anche se costa di più e dovrai fare la fila per andare al cesso.
Il problema è che, anche se pare strano, è più difficile organizzare e far sopravvivere una manifestazione con 200 partecipanti che una con 10.000 partecipanti. Ed il perché è presto detto: sulla prima non ci mangia praticamente nessuno e coinvolge una marea di volontari che lavorano assolutamente gratis, sulla seconda dove pure c’è un esercito di volontari che lavorano gratis o comunque sottopagati, c’è però anche una elite di personaggi che ci mangia eccome e ci fa pure il business. Dunque la seconda è più facile che sopravviva della prima. Ed è lo stesso discorso dell’artigianato e della grande industria. E cosa c’entra la politica? La politica c’entra perché dovrebbe avere a cuore la salute e la qualità della vita dei cittadini.
Dunque non è che lo Stato dovrebbe intervenire per salvare le mezze maratone dove si corre bene senza business ma dovrebbe invece intervenire in quelle cose che il mercato tende a penalizzare e ad annullare perché non c’è business.
L’artigiano fa fatica a sopravvivere anche perché ha un rapporto conflittuale con lo stato. Mentre lui non ce la fa ad evadere il fisco perché è un emerito pirla e non sa assolutamente come fare per proteggersi dai vari controlli, l’industriale ha tutte le strategie a disposizione per concretizzare la grande evasione, quella che fa la differenza e permette di aumentare la ricchezza. Dunque il problema non è delle mezze maratone di massa che avranno sempre più podisti che non trovano posto al cesso ma è un problema di vita più vasto che riguarda solo marginalmente il fatto che ai banchetti ormai trovi solo cose tutte uguali prodotte dai cinesi, perché la vera pizza è che solo i grandi riescono ad arricchirsi mentre i piccoli sono destinati a soccombere e obbligati a reinventarsi mille cose per sopravvivere avendo sempre un occhio di riguardo alle perversioni del mercato. In parole povere i capitali sono sempre più nelle mani di pochi grandi burattinai e sempre meno a disposizione dei comuni cittadini.
E questa è indubbiamente politica e non sport.
C’è che riesci a capirla meglio correndo una tranquilla mezza maratona di provincia che non ascoltando una campagna elettorale e questa cosa è piuttosto curiosa. Probabilmente il vero problema è che dobbiamo ricominciare a pensare con la nostra testa e non con quella della televisione anche se questa cosa al mercato da terribilmente fastidio.