Commento a – Sul gruppo “Basta compiti ” –

“… Non è vero che non ci sono state reazioni e commenti alla proposta del ministro Bussetti: alcuni hanno detto che tale indicazione era tardiva perché arrivata quando ormai la maggior parte degli insegnanti avevano già programmato in un certo senso ed altri hanno pure dato dell’incompetente al ministro…”.

 

Bene, allora, sempre a mio parere, perché qui si tratta semplicemente di opinioni nell’obbligo assoluto di rispettare il punto di vista di tutti, definire il ministro incompetente per questa uscita è un modo un po’ indecoroso per fare i “finti tonti”, così come dire che i programmi erano già stati definiti ad inizio anno era una scusa per cavarsela senza dannarsi più di tanto. Se ci sono delle indicazioni, potranno anche essere contestate e discusse ma non possono comunque essere ignorate o ridicolizzate dicendo che il ministro è un ignorante. La scuola, torno a ripetere, ha perso una grande occasione per rivedere un po’ alcune sue criticità. La mia sensazione è che non si voglia affrontare l’argomento dei compiti che è un argomento un po’ simbolico per non rischiare di dover rivedere tutto l’assetto scolastico. In sintesi i compiti non sono altro che la punta dell’iceberg. Poi ognuno è libero di vederla a modo suo. Molti sostengono che questa è la miglior scuola possibile attualmente. Da insegnante di educazione fisica io dico che su certi aspetti stiamo andando alla deriva e questo tipo di scuola rischia di costare al sistema sanitario nazionale una fortuna perché sforna giovani candidati a precoci disturbi da sedentarietà. Ovviamente questa non è solo un’emergenza scolastica ma un problema sociale che riguarda tutti, se la scuola fa la sua parte è più facile che si sveglino fuori anche gli altri a fare la loro, genitori per primi.