Commento a “Importanza della qualità in palestra”

“…Non ci sono dubbi che la qualità sia molto importante in palestra ma non puoi tassare di più le palestre che secondo impensabili criteri lavorano “male” e agevolare a livello fiscale o addirittura con contributi statali quelle che lavorano “bene” perché staremo sempre a disquisire di sistemi decisamente aleatori per stabilire ciò che è bene e ciò che è male. In Italia se dovessimo tassare forte tutti quelli che lavorano male avremmo un gettito fiscale impressionante…

Tocchi un tasto decisamente delicato invece quando accenni a certe cose che lo Stato non dovrebbe nemmeno permettersi il lusso di tassare ma dovrebbe semplicemente vietare. Ma sai quanti soldi entrano nelle casse dello Stato per “colpa” del fatto che ci sono ancora più di dieci milioni di fumatori, o per “colpa” del fatto che c’è gente che piglia l’auto anche per andare dal giornalaio sotto casa o ancora per colpa del fatto che c’è gente che si gioca a tutti i giochi possibili immaginabili anche sua madre e pure lì lo Stato ci  guadagna un sacco di soldi?

Di cose che funzionano male ce ne sono tante, non me la vedo una regolamentazione statale dell’attività motoria secondo categorie molto difficili da definire di minore o maggiore utilità di una certa attività fisica. Chi dovrebbe stabilire questi criteri?…”

 

 

 

Che andiamo sul sottile non c’è dubbio così come sul fatto che ci siano cose molto più importanti di questa però non penso che questa sia una cretinata completamente inutile da considerare e così come quando si da una qualsiasi licenza si rompono le scatole in modo notevole a chi la richiede anche a chi apre una palestra si potrebbero porre dei bei quesiti. E poi il problema non starebbe nemmeno in quei termini perché partiamo dal presupposto che la tassazione è elevata poi devi essere tu a dimostrare ad un commissione che svolgi un lavoro socialmente utile per ottenere sgravi fiscali e/o contributi. E’ chiaro che se dopo uno riesce a dimostrarmi che ha un ruolo socialmente utile un capannone adibito a palestra con un’ infinità di cyclette in batteria, senza personale e distante cinque chilometri dal centro abitato più vicino allora torniamo al punto di partenza. Occorrono delle figure al di fuori di ogni sospetto di grande professionalità che siano in grado di indirizzare anche le scelte di marketing verso prodotti che hanno un’autentica utilità sociale e non che servono solo per attirare i clienti che alimentano il grande business. Ovviamente se il business esiste addirittura nel mondo dei farmaci e si vendono una infinità di farmaci inutili è molto difficile pensare di contrastarlo in un ambito dove il confine fra utile ed inutile e/o potenzialmente dannoso è molto incerto. Occorre innanzitutto la buona volontà nell’accettare che l’attività fisica è una cosa importante poi, come cosa importante, deve pure essere controllata ed incentivata dallo Stato ovviamente nel migliore dei modi.