CIAGGIGIPI’ E’ UN IDIOTA

Mia figlia è giovane e consulta “Ciaggigipì”, non solo ma si infastidisce se lo chiamo con disprezzo “ciaggigipì”, figuriamoci se viene a sapere che scrivo che è un idiota. Visto che si scrive in un altro modo (in inglese perchè fondamentalmente su certe cose noi italiani una lingua non ce l’abbiamo più e tutto sommato è anche giusto visto che non abbiamo mai voluto impararla…) non posso avere noie di diffamazione visto che sono convinto che sotto sotto, più che un idiota, sia un enorme business.

Mia figlia si è fatta male ad un occhio in un modo che non posso descrivere altrimenti a me che sono suo padre ritirano il diploma Isef che un tempo aveva un valore così così ma adesso, grazie all’istituzione di “Scienze motorie”, ha assunto un valore enorme (i diplomati Isef non li fanno più e siamo in via di estinzione…).

Con quest’occhio tumefatto ed indubbiamente anche affaticato per il trauma perde tempo sul telefonino e non è per niente una bella cosa proprio perché l’occhio ha bisogno di riposare, allora, esasperato dalla sua mania tecnologica, le dico: “Chiedi al tuo amico Ciaggigipì se in questa situazione per caso non ti fa male usare il telefonino”. La risposta è vaga perché “Ciaggigipì” fondamentalmente è un idiota e non può certamente sputare nel piatto dove mangia.

Allora, visto che l’intelligenza artificiale non ci arriva, una comunicazione ufficiale per tutte le figlie di diplomati Isef che si tuffano dal pedalò anche quando l’acqua non è alta a sufficienza e ti schianti sul fondale (ops, mi è scappata…): l’uso compulsivo del telefonino fa male in tantissimi casi, per esempio anche proprio quando hai un occhio affaticato che deve riposare, e poi, visto che siamo in argomento, in tutte le situazioni nelle quali ti fa consultare un idiota (e magari fosse uno solo come scrivo io qui sopra…) che ti dice come devi vivere invece di rispondere semplicemente “Usa la testa!!!”.

Questo è il problema dei giovani, che bevono troppo le cose che abbiamo inventato per soggiogarli e renderli buoni ed ubbidienti. Dovrebbero essere molto più intraprendenti, fare come Gesù Cristo con i mercanti al tempio e rovesciare tutto.

Non ho accennato a Scienze Motorie a caso: a questo istituto imputo essenzialmente il metodo che non è più quello di cercare le risposte da sè sul campo ma quello di ricercare le risposte sui libri nella Scienza Santissima come se noi fossimo tutti degli idioti che hanno bisogno di un altro idiota ancora più idiota che ne sa più di tutti gli altri.

Lo spirito critico è il grande assente dalla cultura attuale. Una volta nascevano personaggi tipo Giorgio Gaber dei quali temo che si sia perso lo stampino e se nascessero nuovamente temo che sarebbero emarginati per non rovinare l’immagine di Ciaggigipì che, anche se è evidente che non ha i numeri per informarci, è sempre più diffusa.

Io spero che si creino gli anticorpi ed arrivi qualcuno che ha il coraggio di mandare energicamente a cagare questa pseudo cultura dell’adeguamento e della conformazione perché tutto sommato eravamo meno conformisti un tempo quando arrivavamo a spendere dieci volte tanto per un Jens firmato solo perché era di moda fare così. La cosa in sé per sé non era nemmeno tanto grave anche perché quel Jeans, per motivi strani, finiva per durare dieci volte più degli altri, però era il segnale che qualcosa di particolare stava accadendo ed un mezzo secolo dopo ci troviamo con “Ciaggigipì” che è molto più pericoloso di quei Jeans e ci appiattisce ben più di quelli. Ridatemi quei Jeans e la speranza di pensare con la mia testa.

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