CAMMINARE PIANO FA BENE ALLA SALUTE?

Camminare lentamente non fa bene alla salute, fa benissimo. E’ bene sgombrare a chiare lettere il rischio di malinteso su questa cosa. Il fatto che si vedano dappertutto orde di marciatori affannati che si impegnano a tenere un ritmo di cammino molto elevato non vuole assolutamente dire che camminare piano non fa bene alla salute ma semplicemente che il cammino veloce è abbastanza di moda e sta prendendo sempre più “piede” per dirla con un’ espressione che è abbastanza azzeccata per il cammino.

Camminare velocemente è di moda per tanti motivi che non sto nemmeno qui ad analizzare (ma uno fra tutti, fin troppo banale, che si è diffusa la convinzione popolare che serva per dimagrire di più quando se non affianchiamo a tale osservazione un discorso sulla quantità di cammino ci tocca affermare che questa può anche essere una grossissima balla) ma più che perdermi in una sterile critica nei confronti di chi fa una pubblicità talvolta deviante all’attività motoria per la salute, vorrei soffermarmi un attimo proprio sui benefici del cammino lento e sulla possibilità di poterlo praticare per tantissimi soggetti praticamente di tutte le età se non bersagliati da patologie particolarmente invalidanti.

Intanto una puntualizzazione su chi “non sa camminare piano”. Stanno aumentando a dismisura i soggetti che “non sanno camminare piano” e pertanto rifiutano di camminare con soggetti che camminano piano o molto piano. Chi dice che non sa camminare piano non mente ma probabilmente è disinformato se non sa che per chi è abituato a camminare veloce imparare a camminare piano non è molto difficile e semmai è il processo inverso che talvolta più che difficile risulta proprio impossibile.

Per chi non sa camminare piano ma sa camminare veloce, perché essenzialmente è abituato a camminare veloce, non è questa grande impresa imparare a camminare piano e non è che ci si riesca in un giorno solo ma con un po’ di buona volontà ci si riesce eccome. Sgombriamo il campo da un’altra bufala: non è che chi ha imparato a camminare piano dopo non sia più capace di camminare veloce, tutt’altro, avendo ampliato il suo alfabeto motorio è pure possibile che quelle volte che vuole camminare veloce riesca a farlo anche meglio di prima se non altro per la messa a punto di alcuni aspetti coordinativi che sono stimolati più dal cammino lento che da quello veloce (sottolineo che ho detto “alcuni”, che non venga fuori travisando che per migliorare la coordinazione neuro muscolare è necessario camminare piano…).

Semmai è importante valutare la motivazione di chi prova a camminare piano avendo sempre camminato veloce perché se la motivazione è inesistente è chiaro che se anche il compito è facile non verrà affrontato. Il cane non muove la coda per niente. Non è per niente difficile muovere la coda per il cane ma se non c’è un motivo per farlo non lo fa punto e basta.

Così per il camminatore veloce se l’unico motivo per camminare piano è per andare a camminare con una persona che non gli è nemmeno simpatica state tranquilli che non imparerà a camminare piano, anzi quella sarà la sua scusa nemmeno falsa per evitare quella frequentazione. Nemmeno falsa perché è vero che per chi è abituato a camminare veloce le prime volte che si prova a camminare piano ci si trova effettivamente davanti ad un compito non proprio semplice. Ho già citato gli aspetti coordinativi ma anche da un punto di vista muscolare e pure condizionale la faccenda non è proprio semplicissima. Per dire un comune sovraccarico al ginocchio può risentire negativamente anche più da una camminata lenta che da una veloce per il semplice motivo che i tempi di carico sono diversi e non è detto che quelli più lunghi tipici della camminata lenta siano meno gravosi, tutt’altro. Con riferimento alla corsa per esempio si è visto che alcune patologie provocate dalla corsa sono esacerbate molto più dalla corsa lenta che non dalla corsa veloce effettuata anche a ritmi molto elevati e pure in pista.

Per cui, come in tantissime altre cose, la motivazione è l’ingrediente numero uno. Quando effettivamente c’è una necessità di imparare a camminare piano l’impresa non è per niente ardua. Quanto ci si impiega? Poche sedute, direi da cinque a dieci certamente non molte di più e consiglierei di alternare queste sedute con altre fatte al proprio ritmo, con il vecchio stile di camminata veloce. A chi faceva molte sedute di cammino veloce, praticamente tutti i giorni, consiglio comunque di mantenere delle uscite di cammino veloce, perché, anche se non è insostituibile il cammino veloce, ha comunque delle caratteristiche che non ha il cammino lento e… da pure assuefazione pertanto non è consigliabile passare completamente da una parte all’altra della barricata.

Ma vediamo quali possono essere i vantaggi del cammino lento: 1°) E’ certamente più rilassante del cammino veloce, a meno che uno non sia talmente a digiuno di questo tipo di cammino e non sa proprio farlo e pertanto gli si imballa la muscolatura e si innervosisce pure di conseguenza. 2°) Consente di camminare in compagnia di chiunque perché praticamente tutti sono in grado di affrontare almeno un po’ di cammino lento. E’ chiaro che se la persona che cammina piano è una persona entusiasmante e di compagnia allora il gioco vale la candela, altrimenti uno si inventa la scusa che non sa camminare piano per evitarla. 3°) Essendo un tipo di cammino che, quando ci si è abituati, costa poca fatica offre la possibilità per chi ha tempo e voglia di dilatare notevolmente i tempi della camminata. Per chi cammina veloce una camminata da un’ora dove si percorrono sei chilometri o anche sei chilometri e mezzo è già un bell’impegno. Per chi cammina piano, soprattutto in compagnia, avendone il tempo, arrivare a due ore che ad andatura lenta sono comunque 8-9 chilometri non è certamente un impresa epica e da un punto di vista psicologico può anche essere meno gravoso. Ciò fa certamente bene alla salute perché l’attività cardiaca anche se a basso impegno è molto utile se protratta nel tempo e poi c’è da considerare il polpettone dell’esercito sempre più nutrito di quelli che vogliono dimagrire che io penso che basterebbe diffondere a chiare lettere questa notizia per vedere per le strade orde di camminatori lenti. Tutto sommato per dimagrire conviene camminare piano perché se cammini piano finisci per fare tratti più lunghi perché ti stressi di meno e dunque il maggior costo calorico nell’unità di tempo patito da chi cammina veloce alla fine diventa un’arma a doppio taglio perché per colpa dello stress è quella cosa che alla fine ti limita la distanza delle camminate. Visto che il dimagramento è correlato con la quantità di carburante bruciato più che con la qualità del movimento la riposta è presto data. Anche se una macchina che va tranquilla consuma pure la metà di quella che procede a velocità sostenuta (ma noi siamo diversi dalle macchine e consumiamo poco di più quando aumentiamo la velocità) se quella che va tranquilla va da Milano a Roma consumerà certamente di più di quella che corre veloce fino a Bologna ma poi si ferma.

Io temo che la gran moda del cammino veloce sia informata dall’idea molto diffusa che per dimagrire sia necessario camminare veloce e siccome la motivazione del dimagramento è devastante sulle abitudini di tantissimi italiani è pure possibile che questa falsa informazione abbia modificato il panorama.

Purtroppo tale atteggiamento non fa nemmeno buona pubblicità alla diffusione dell’attività fisica come strumento di salute perché ci sono sedentari che commentano vedendo i fanatici per strada “Se io devo mettermi a sbuffare così per dimagrire faccio anche a meno”, non sapendo che per conquistare la salute e, in seconda battuta pure per dimagrire, non è assolutamente necessario camminare a ritmi vertiginosi che mettono l’ansia anche a chi guarda, non solo a chi cammina.

Camminare piano fa bene a tutti, sia ben chiaro. Per qualcuno può essere noioso (ma se ci provate nei posti giusti è impossibile che sia noioso) ma non è certamente difficile imparare a camminare piano anche se non lo si è mai fatto. Poi non è detto che deva diventare l’unico sistema adottabile nelle nostre camminate anzi per chi ha un lungo addestramento con il cammino veloce è proprio il caso di continuare a considerarlo e non sostituirlo. Le leggende sull’inutilità del cammino lento vanno smontate perché non fanno comodo a nessuno se non a chi volendo comprimere sempre più il nostro tempo libero a disposizione afferma “Beh, se hai solo mezz’ora di tempo libero a disposizione è inutile che ti metti a camminare piano, almeno cammina veloce…” Io vi dico che se quello è il problema in quella mezz’ora libera non cammino né piano né veloce, sto semplicemente fermo a pensare come far diventare quanto prima quella mezz’ora un’ora o unì’ora e mezza. Se non c’è il tempo libero per poterla praticare ogni discorso sull’attività fisica ideale crolla. Nessun trucchetto vi fa comprimere in modo vincente in mezz’ora ciò che avrebbe bisogno di un’ora o un’ora e mezza.