ANCORA SU AMBIENTALISTI, ANDARE A PIEDI E… ULTIMA GENERAZIONE

Mi è stato fatto notare che gli ambientalisti sono anche quelli che imbrattano i muri e organizzano i blocchi stradali sotto l’insidiosissima sigla “Ultima generazione” che viene vista un po’ come se fossero le nuove Brigate Rosse.

Non ho proprio nulla contro gli attivisti di “Ultima generazione” se non che non condivido i loro modi di lotta con i quali si rendono un po’ ridicoli e rischiano di ridurre la portata della loro protesta. La loro protesta è sacrosanta, decisamente urgente e deve trovare modi più urbani di quelli di un patetico imbrattamento di monumento (che pur se con vernice lavabile è sempre una mossa abbastanza inutile ed inopportuna) oppure di blocco stradale senza speranza durante il quale si dice sempre che doveva passare un’ambulanza nella quale c’era dentro un ferito grave che è morto.

Da un certo punto di vista il blocco stradale sarebbe proprio utile perché bisogna far capire alla gente che deve scendere dalla macchina e chiedere che possa fare con il mezzo pubblico ciò che è costretta a fare in auto. Purtroppo non si può perché c’è sempre un ferito grave che muore sull’ambulanza e comunque bloccare il traffico anche per leciti motivi è reato. Non si può protestare commettendo reati, non è civile, non è efficace. Nel ’68 i ragazzi incendiavano le auto e si sono prese le bastonate ed è finito tutto. Non dovevano incendiare nessuna auto, dovevano davvero cambiare la scuola e non cambiarla per finta come hanno fatto e soprattutto non dovevano cascare nel tranello della droga che li ha rincoglioniti ed annullati per lunghi decenni.

I giovani sono gli unici che possono avere la forza di tirarci fuori dall’incubo del petrolio ma devono farlo senza violenza e con onestà perché purtroppo sono corruttibili pure loro.

Quando dico “andare a piedi” che ritengo che sia l’unica rivoluzione veramente non violenta e civile, oltre che immediatamente salutare, non intendo dire che devono andare a piedi pure i novantenni che fanno fatica a stare in piedi da soli. Intendo dire che devono andare a piedi più possibile tutte le persone sane che hanno la possibilità di farlo iniziando a chiedere contemporaneamente il potenziamento dei mezzi pubblici su tutto il territorio nazionale perché non si possono triplicare i tempi di spostamento visto che tutto è impostato per farci andare sistematicamente in auto. Il mezzo pubblico deve diventare il sistema più rapido ed efficiente. E’ chiaro che a quel punto l’industria automobilistica deve reinventarsi ed il prezzo del petrolio crolla come e forse più che qualche anno fa. E quelli sono problemi di natura economica che vanno certamente pianificati e previsti ma non si può restarne schiavi in eterno continuando indefessamente a peggiorare la già drammatica situazione ambientale.

Gli ambientalisti possono pure essere quelli che fanno cose strane ed eccentriche ma sono anche persone normali che si sono normalmente accorte che è il caso di cambiare alcune abitudini. Senza la presa di coscienza della classe dirigente troppo invischiata nelle vecchie logiche economiche non si potrà mettere in atto un concreto cambiamento.

L’attività fisica ha decisamente a che fare con tutto ciò perché è quella che viene fortemente penalizzata da un sistema che non vuole evolversi e mette le esigenze dell’automobilista come decisamente prioritarie. L’automobilista prima che un automobilista é un pedone e un essere umano che ha bisogno di vivere in un ambiente sano, per questo ha bisogno di usare meno l’auto e di usare di più i mezzi pubblici oppure andare a piedi o in bicicletta. Anche in monopattino se ha paura di sudare. Ma l’auto lasciamola a chi davvero non può farne a meno, E’ una scelta di civiltà non di nuovo terrorismo da debellare.