Ancora sull’insegnamento di tipo direttivo

“Si vede che ti occupi di attività motoria perché la disputa che proponi fra “metodo direttivo”, come lo chiami tu, ed un eventuale metodo “non direttivo” (come non lo chiami nemmeno ma sottintendi che sia il vero modo di insegnare…) è una tipica disputa in teoria e metodologia dell’allenamento sportivo (fra l’altro un po’ superata dall’affinamento dei protocolli di farmacologia che hanno spostato il punto di osservazione in  altri ambiti) mentre parlando di scuola la disputa tutto sommato non si pone nemmeno. Una scuola attuale con un sistema di insegnamento di tipo non direttivo non è nemmeno ipotizzabile e forse non ce l’avevano in testa nemmeno i giovani sessantottini, fattostà che non è mai esistita e chissà mai se potrà esistere. Nella scuola esiste sempre un insegnante ed un allievo non è come nello sport dove esistono due soggetti che trattano di sport e che uno sia l’allenatore e l’altro l’atleta a volte può anche essere un fatto quasi marginale…”.

 

Ognuno è libero di tenersi le sue opinioni e può discuterne finché vuole a patto che non pretenda che le sue siano assolutamente giuste mentre quelle altrui siano assolutamente sbagliate.

Ricordo un esame di farmacologia nel quale ad un certo punto ho dovuto stare zitto per prendere trenta. Se per amore della verità avessi continuato a parlare in un attimo avrei potuto passare dal trenta all’essere cacciato via. In quell’esame non ho imparato molto se non che a volte la verità deve essere occultata per non farsi del male.

E’ chiaro che se il metodo direttivo dilaga, impera e non è assolutamente pensabile che possa esistere anche un altro sistema di insegnamento continueranno ad esserci allievi che continuano a studiare cosa vuol sentirsi dire l’insegnante. Ma quella non è onestà intellettuale, è cieca obbedienza ad un sistema che non  può produrre nulla di nuovo. Ovviamente questo è sempre il mio parere, è un parere del tutto personale e non ho nessuna pretesa che sia il verbo. Penso che dal confronto di opinioni diverse possa sempre scaturire un dialogo proficuo.