SULLA PIGRIZIA CON RIFERIMENTO ALL’ATTIVITA’ MOTORIA

Mi verrebbe da scrivere che la pigrizia con riferimento all’attività fisica non esiste, è praticamente impossibile perché non viviamo bene senza attività fisica, invece mi tocca ammettere che un certo tipo di pigrizia esiste: è quella degli insegnanti di attività motoria che non hanno le palle di capire perché i loro allievi non hanno voglia di muoversi.

Praticamente la pigrizia è solo una grandissima balla per parare il culo agli insegnanti di attività motoria che non sanno fare il loro mestiere perché il primo compito di un esperto del movimento è fare in modo che il movimento possa apparire come una cosa gradevole e non una tortura.

Attenzione che fra questi mi ci metto dentro anch’io, non sono l’unico santo in un mondo di demoni, però per pararmi il culo dico che è una pigrizia “specifica”. Mi spiego: non in tutti i casi io non ho la buona volontà per mettermi lì a capire perché il mio allievo non ha voglia di muoversi, al contrario, nella maggior parte delle situazioni io mi occupo proprio di fare in modo che l’attività fisica che propongo al mio allievo gli possa risultare gradevole. In alcune situazioni specifiche però vado in crisi e lì mi occorrerebbe proprio la calma e la buona volontà per studiare le strategie giuste per mettere a suo agio il mio allievo. Quando la buona volontà manca è molto più facile dire che il mio allievo è pigro ma quella è una balla perché quell’allievo lì magari con un altro insegnante fa cose incredibili. Allora dovrei avere l’umiltà di capire che non sono l’insegnante o l’allenatore giusto per quell’allievo lì. Dunque non è che esista l’insegnante incapace o quello che fa i miracoli ma semplicemente esistono insegnanti che riescono a creare una certa sintonia con alcuni allievi ed altri che ne creano con altri allievi.

Dal discorso iniziale della presunta pigrizia dell’allievo ci siamo mossi abbastanza e, purtroppo, questo è un modo molto rivoluzionario di vedere la cosa perché implica che la vera fatica la deva fare l’insegnante non l’allievo, dove a volte la fatica più grande è proprio quella di ammettere che non si hanno frecce al proprio arco per poter seguire con successo un certo allievo.

Chiaro che se l’insegnante accetta di seguire solo gli allievi con i quali ha un ottimo rapporto perde delle buone occasioni per evolversi, altrettanto chiaro il fatto che se si incancrenisce sull’attività fisica di un soggetto che mostra di essere allergico ad un certo tipo di approccio all’attività motoria allora invece che una buona occasione per evolversi affronta una buona occasione per farsi il sangue marcio.

Ricordo, da ragazzino, come bruciarono le mie speranze di diventare un buon nuotatore. Non ho mai avuto di quelle speranze ma se proprio le avessi avute diciamo che le hanno azzerate in un colpo solo. Mi gettarono a tradimento, in piscina dentro sul lato dove si fanno i tuffi, dove l’acqua è profonda più di tre metri. ricordo che vidi tutto blu ed aspettai pazientemente (pazientemente perché per me quei due secondi sono durati due anni…) che mi venissero a prendere. Poi decisi che per un po’ di anni in piscina non ci avrei più messo piede e così fu. Ci tornai oltre dieci anni dopo per superare l’esame all’Isef e li trovai un grande insegnante che apprese perfettamente tutti i miei blocchi psicologici e li affrontò talmente bene che se non fosse stato per una discreta allergia al cloro sarei potuto diventare anche un nuotatore vero, ma evidentemente era destino che gli sport “di terra” dovessero avere il sopravvento nella mia carriera sportiva.

Non si poteva dire che io fossi un “pigro” in vasca. Si può dire che ho avuto una grande sfiga a trovare un insegnante, da bambino, al quale, a mio parere (è un parere che ho ancora oggi…) avrebbero fatto bene a ritirare la patente.

Dunque cerchiamo pure di smontare la pigrizia e, senza chiedere miracoli agli insegnanti cerchiamo gli insegnanti giusti per gli allievi giusti perché la pigrizia nell’attività motoria non esiste.