PERCHE’ NON CREDO NELL’ANTIDOPING

Il mio problema non è spiegare perché mi è simpatico Schwazer che ritengo uno dei marciatori più forti di tutti i tempi e che, con riferimento agli anni d’oro, penso che possa essere ricordato anche per una marcia squisita ed esemplare da un punto di vista tecnico.

Il mio problema è spiegare perchè non credo in questo antidoping, penso che siano soldi pubblici buttati via e mi è simpatico Schwazer, anche se lo ritengo un po’ ingenuo, perché ha provato a far capire le malefatte di questo antidoping contraddittorio, mistificante ed assolutamente inutile per tentare di contenere la piaga dell’eccessiva medicalizzazione dello sport, cronicamente in espansione.

Dunque, a mio parere il problema di questo antidoping non è il fatto che abbia beccato positivo ben tre volte l’atleta Schwazer, reo di aver rotto letteralmente le balle a questo istituto e a tutti quelli che lo sostengono, ma di non riuscire a fermare nemmeno il 10% degli atleti di alto livello che si dopano. Mentre con riferimento agli atleti di medio e basso livello la percentuale di successo nella rilevazione dei positivi, pur bassa, è comunque interessante, con riferimento alla fascia degli atleti di alto livello l’efficacia di tale istituto è a dir poco ridicola al punto tale da far dire che l’atleta di alto livello che si fa prendere positivo da questo antidoping è assistito da un medico incompetente perché tutti gli addetti al settore sono in possesso degli strumenti per far apparire l’atleta costantemente negativo ai controlli.

Il fatto che l’atleta Schwazer sia assisitito da medici deficienti oppure che sia vittima di un complotto non me ne frega niente. Il problema è che l’antidoping non funziona e non funziona non con riferimento all’atleta Schwazer ma con riferimento a tutti gli altri.

Dunque se ci sta bene questo antidoping che becca positivo solo Schwazer possiamo dire che è giusto che Schwazer smetta di marciare, unico demone in un mondo di santi, se invece non vogliamo continuare a nasconderci dietro ad un dito dobbiamo umilmente ammettere che questo antidoping ha chiaramente fallito la sua missione che era tentare di contenere l’eccesso di medicalizzazione dello sport.

Qualcuno sostiene che la vera missione dell’antidoping non sia quella di contenere l’inevitabile dilatazione dell’eccesso di medicalizzazione ma semplicemente tutelare l’immagine dello sport di alto livello.

Ecco, allora se dobbiamo spendere soldi pubblici per tutelare l’immagine dello sport di alto livello che sa benissimo tutelarsi da sé grazie agli sponsor io dico che questo tipo di antidoping può benissimo essere chiuso perché alla fine è semplicemente una clamorosa presa in giro di uno sport che qualche problema con i farmaci indubbiamente ce l’ha.

E su questa cosa l’atleta Schwazer non c’entra proprio nulla anche se ha avuto il torto di tentare di far capire alcuni dettagli di questa cosa.