MA CHI CI AVVISA DI SMETTERLA CON ‘STI PESI?

E’ una vera e propria epidemia, pesi per tutti gli sport, pesi per mettere su massa muscolare e pure pesi per dimagrire (?!?). Ci manca solo che consiglino anche i pesi per giocare a scacchi e poi siamo a posto.

Andando contro ai miei interessi farei una legge che imponga che con i pesi possano lavorare solo i terapisti della riabilitazione (io sono solo un insegnante di educazione fisica e non un terapista) a meno che non si abbia a che fare con soggetti ultraottantenni. Nel caso di soggetti ultraottantenni e con notevoli deficit di forza (solo con quelli…) forse può avere un senso lavorare con i pesi perché obiettivamente il lavoro con i pesi è quello che produce incrementi più repentini e significativi della forza. Ma poi in quel caso obbligherei il soggetto ad andare avanti con i pesi per tutta la vita perché poi, il giorno che smetti, la muscolatura crolla e perde di efficienza in tempi brevi.

Conosco un ex lanciatore del peso che non è tanto ex perché ogni tanto fa ancora qualche gara ed è pure capace di piazzarci il record italiano delle categorie master nel getto del peso che di pesi ne faceva gran pochi. Ha un fisico che se lo vedi pare un velocista. Un velocista di buona forchetta certo ma non ha il fisico che ti aspetteresti da un lanciatore. Se di pesi ne ha fatti pochi lui, che pratica da una vita la disciplina dove i pesi dovrebbero essere fondamentali, perché dovrebbero farne tanti i calciatori o i velocisti o peggio ancora chi pratica corsa sulle lunghe distanze o addirittura chi proprio sport non ne pratica e non ha nessunissimo bisogno di surpluss di forza nella sua vita quotidiana se non la necessità di stare bene?

Questo lanciatore, che non ha tempo di allenarsi perché è un preparatore affermato ed oberato di lavoro, ha ancora la capacità di fare i record delle categorie amatoriali non perché sia un mostro o abbia una forza esagerata ma per il semplice motivo che sa lanciare bene, è probabilmente il cinquantenne che sa lanciare meglio di tutta Italia e per questo fa meglio di tutti. “Ma se avesse un po’ più di forza farebbe il record del mondo!…”. Ma io penso che questa sia proprio la sua sfida come lo è già stata in gioventù: perché deve andare a rovinarsi il fisico per ottenere prestazioni che teoricamente si possono ottenere anche solo migliorando tecnicamente? Non si può fare della dietrologia ma a chi afferma che se lui avesse curato di più la forza in palestra avrebbe ottenuto risultati ancora migliori di quelli già notevolissimi che ha ottenuto si può tranquillamente controbattere che forse oggi non sarebbe in grado di lanciare solo poco meno di vent’anni fa, magari avrebbe dei dolori articolari e sarebbe a stramaledire le sedute sulla forza fatte per cambiare il suo fisico. Controbatto con della dietrologia anch’io, affermo che se uno capace di affinamento tecnico come lui avesse insistito ancora di più nell’affinamento tecnico avrebbe fatto ancora meglio anche senza stare troppo tempo in palestra. Ciò che è certo è che l’affinamento tecnico non ti costringe a trasformare il fisico e pertanto da un punto di vista fisiologico e della salute dell’atleta è certamente più raccomandabile della trasformazione che si va a cercare con i pesi in palestra e la dimostrazione di questa cosa è proprio questo atleta non più giovane che si diverte ad improvvisare i records delle categorie amatoriali e che se gareggia con i giovani non sfigura per niente, contro giovani che stanno troppo in palestra, che hanno doti di forza decisamente superiori alle sue, ma che purtroppo… non sanno lanciare.

Ora il problema non è del mio amico lanciatore o meglio ancora di quei giovani che non riescono a batterlo bensì di quell’infinità di sportivi che esagerano con i pesi, che accusano ritardi di tipo tecnico imperdonabili (perché la preparazione con i pesi porta via molto tempo ed il tempo devi pur andarlo a cercare da qualche parte e guarda a caso nella maggior parte delle situazioni finisce per essere tempo sottratto proprio all’affinamento tecnico) e che accusano pure dolori da sovraccarico articolare che non dovrebbero attanagliare giovani di breve carriera agonistica. E così abbiamo calciatori che volano a quote altissime ma non sanno colpire di testa, pallavolisti che prendono l’ascensore per andare a schiacciare ma non sanno dove mettere la palla, cestisti che saltano come un saltatore in alto ma hanno percentuali di realizzazione da ragazzini. Quanto ai saltatori che certamente qualche giretto in palestra devono farlo, insistendo con le curiosità tecniche un pirla di nome Dick Fosbury circa 50 anni fa si è messo in testa che oltre che la forza e l’elasticità per saltare molto in alto è importante anche una tecnica idonea e così… si è inventato lo stile Fosbury. Se Fosbury avesse pensato che valeva la pena insistere molto con i pesi probabilmente non avrebbe trovato il tempo per inventare lo stile Fosbury che di fatto ha costretto sul campo “milioni” di saltatori (mettiamoci dentro pure i ragazzini che sono l’espressione più bella dello sport) a tentare di capirci qualcosa in pedana più che sotto ad un bilanciere.

Io mi auguro che in tutto lo sport esistano tanti Fosbury che spostano il punto d’osservazione dalla forza bruta all’aspetto tecnico ma poi mi rendo conto che c’è gente malata di pesi che non fa nemmeno sport. Cosa dobbiamo sperare che intervengano i medici a dichiarare che esagerare con i pesi non fa nemmeno bene alla salute? Una cosa è certa che l’epidemia deve essere contenuta altrimenti si potrebbe sperare che in ogni casa ognuno si attrezzi con i pesi, ci sbatta la testa contro (in senso metaforico ovviamente) e quando ha capito che i pesi hanno un ruolo molto marginale nella preparazione ricominci a considerarli per il loro giusto “peso”. Se tutti possono disporre dei pesi almeno finirà quella menata per cui è obbligatorio frequentare la palestra perché è li che ci sono i pesi e a quel punto saremo sicuri che i gestori di palestre non usano più i pesi come esca per avere in palestra il cliente anche quando non è necessario.