Immaginate una bella sala pesi molto attrezzata con tutte le comuni macchine da palestra che si usano comunemente nelle tante sale pesi attrezzate che pullulano sul nostro territorio, poi immaginate una palestra perfettamente sgombra, senza nemmeno una spalliera, oppure una pista di atletica o ancora un campo da calcio, da pallavolo o da basket: sono tutti luoghi terribilmente semplici e molto meno incasinati della sala pesi che vi ho detto di immaginare all’inizio tanto è vero che per immaginare questi campi avete fatto poca fatica mentre per immaginare la sala attrezzata avete indugiato un po’ di più e avete solo vagamente puntualizzato sulle varie macchine perché sono tante e apparentemente abbastanza diverse fra loro anche se tecnicamente funzionano più o meno tutte nello stesso modo.
Adesso immaginate la quantità di informazione motoria che può passare fra i frequentanti la sala attrezzata e la quantità di informazione motoria che può travolgere quelli che frequentano i semplici luoghi elencati dopo.
Ebbene la quantità di informazione motoria presente in quei luoghi è inversamente proporzionale alla complessità degli stessi. Nella sala attrezzata è tendente allo zero, nella più semplice delle palestre non attrezzate o nel più squallido e magari pure mal tenuto campo da calcio può essere elevatissima.
Questo perché nella prima si pensa essenzialmente in termini di condizionamento muscolare mentre negli altri luoghi di sport si pensa soprattutto in termini di informazione neurale e non è nemmeno necessario rendersene conto per farlo perché ciò avviene anche a livello inconscio. Il frequentatore della palestra attrezzata magari modifica pure l’alimentazione in modo quantomeno sconcertante per favorire i migliori adattamenti per un buon condizionamento muscolare, chi ricerca nuovi adattamenti per la pratica sportiva grazie a nuove e continuamente riviste informazioni neurali magari non modifica la propria alimentazione nemmeno di una virgola.
Questione di gusti. Se vogliamo imparare qualcosa, da un punto di vista motorio, non abbiamo molto tempo da perdere nelle sale attrezzate. Se invece ci accontentiamo di gonfiare i muscoli allora probabilmente facciamo bene a frequentare la sala pesi.
Il problema è che gonfiare i muscoli è anche abbastanza semplice. Costa un po’ di fatica perché richiede contrazioni muscolari di una certa intensità ma non richiede un’informazione motoria complessa. I movimenti sono sempre quelli, standardizzati e non c’è proprio da studiare nulla per impararli. Negli altri luoghi i movimenti continuano a cambiare in modo anche imprevedibile ed invece l’impegno muscolare non è che sia molto elevato, tanto è vero che la massa muscolare tende a non incrementare e, se lo fa, ciò accade in modo molto progressivo e ridotto.
Nei luoghi di sport l’informazione neurale comanda in modo sovrano ed è per questo che allo studente che vuole affrontare le scienze motorie io, più che il liceo scientifico, prima consiglierei il liceo artistico. Le leggi della biologia vanno un po’ strette a chi vuole studiare il movimento a 360° e deve spaziare in un sapere che oscilla fra il senso artistico, lo studio del sistema nervoso, la psicologia e sconfinando pure nella filosofia. Diciamolo chiaro e tondo: della menata dei filamenti di miosina non ce ne frega proprio niente nello studio del movimento perché quella è l’ultima delle cose che ci interessa sapere.
Pertanto un consiglio ulteriore per tentare di capirci qualcosa nel movimento, ma anche e soprattutto per scegliere una pratica sportiva, è quello di evitare la miopia da laboratorio e valutare l’attività fisica non da un punto di vista medico scientifico ma da un punto di vista artistico-psicologico con una filosofia che contempli più l’aspetto dell’informazione neurale rispetto al condizionamento muscolare.
L’acquisizione di nuove informazioni motorie ha certamente una marcia in più rispetto all’incremento delle doti condizionali è ciò è dovuto al fatto che mentre le doti condizionali possono retrocedere ad uno stato precedente se non continuamente adeguatamente stimolate le informazioni motorie una volta acquisite lo sono per sempre senza rischi di “retrocessione” a meno che l’atleta non abbia problemi cognitivi di una certa importanza.
Non solo, ma anche da un punto di vista muscolare questo modo di agire è molto più razionale di quello volto principalmente al miglioramento delle doti condizionali perché l’informazione neurale da un preciso messaggio per l’efficientamento di alcuni gruppi muscolari specifici. Tale messaggio è così selettivo che da un punto di vista estetico non si nota quasi nulla di questa specializzazione perché i gruppi muscolari sono rimasti praticamente invariati nelle loro proporzioni. Ovviamente, in un mondo dove questa cosa non viene ben vista perché la modificazione muscolare è agognata da orde di giovani che hanno problemi di ordine psicologico mica da ridere, è facile riscontrare che dell’aumento delle abilità motorie a molti non interessa per niente.
E lì allora è questione di gusti e per questo ritengo che il gusto per il bello possa essere sviluppato meglio in un liceo artistico dove il senso artistico non può certamente essere sottovalutato e stritolato dalle leggi del mercato che non hanno più rispetto per nulla. Alla fine si tratta di aprire gli occhi per non appiattire la propria personalità su quanto proposto dalla società dell’omologazione quanto mai organizzata ed agguerrita contro chi reclama l’individualità ed il buon gusto.