Commento a “Ciaggigipì”

“Non mi stupisce per niente che la chiami Ciaggigipì e che la snobbi nel tuo snobismo dilagante che riguarda tutto ciò che è attuale e moderno, dal telefonino ai social a tutto quanto ha un nome in inglese che è la lingua corrente che ha soppiantato l’italiano tanto è vero che certi studi ormai si fanno solo in inglese. Però la realtà é questa che a te piaccia o non piaccia e dobbiamo fare i conti con questa realtà almeno fin tanto che abitiamo questo pianeta. Anche l’intelligenza artificiale ha i suoi pro ed i suoi contro come tutte le cose ed ovviamente va usata con… intelligenza. C’è gente che non vivrebbe assolutamente ai tempi dei Jeans di marca non per colpa di quei Jeans ma per il semplice motivo che quando bisognava telefonare da fuori casa occorreva cercare una cabina telefonica o anche per il semplice motivo che una 500 Abarth faceva poco più dei 110 chilometri all’ora quando adesso fa il doppio. E’ aumentata la velocità, è aumentato lo stress. Sono cambiati i tempi e bisogna produrre perché l’imperativo è indubbiamente questo. Conosci una società diversa?”

– No, ma ho la fortuna di riuscire ancora ad immaginarmela mentre temo che i giovani d’oggi una società diversa da questa non riescano nemmeno ad immaginarsela. Se posso aumentare il brodo sull’inglese aggiungo che quando vedo degli studi in inglese ho subito un moto di diffidenza e parto dal presupposto che l’inglese è la lingua ufficiale della società corrotta, è la lingua del marketing e del business che giustamente vanno studiati in quella lingua lì. Ma ritengo che altre cose più importanti non vadano studiate in inglese proprio perché l’inglese è la lingua delle ricerche finte, pilotate da chi sa già cosa deve venire fuori dallo studio. E così, per esempio sono convinto che se facessero degli studi autentici (purtroppo non in inglese…) sui danni da telefonino ne verrebbero fuori delle belle che i giovani farebbero un po’ più attenzione a non rincoglionirsi troppo di telefonino. Ovviamente il telefonino è anche un mezzo di controllo e serve perfettamente a tenere i giovani buoni buoni. Quei giovani che non hanno tempo per praticare lo sport, non hanno tempo per vivere e vengono pagati con paghe da fame solo perché sono giovani. Sono quelli che dovrebbero comandare il mondo e rigirarlo a loro piacimento ed invece lo subiscono proprio così com’è con tutte le sue contraddizioni e le sue ipocrisie.

Potrà nascere una società più autentica e meno ovattata dalle mille cagate della tecnologia di controllo ma probabilmente non camperò a sufficienza per vederla. A me piace sperare che i giovani si rendano conto che possono vivere in un mondo migliore di questo e comincino a lavorare per questo e non per quello vecchio impostato sui privilegi dei vecchi ricchi.

Lo sport è anche un grande motivo di introspezione e mi piacerebbe proprio che dallo sport praticato, più che da quello visto per televisione, capissero che il loro potenziale è grande e la vita non la leggi sui libri ma te la inventi da te.