Ma molto breve però perché qui c’è da prendersi le querele e sono argomenti tabù dei quali non se ne può parlare e tantomeno scrivere, o meglio si possono scrivere un sacco di balle che sono quelle che comunemente scrivono tutti i giornali ma non si può scrivere la verità perché la verità da fistidio.
Per farla veramente breve ci tocca partire da Dorando Pietri ma la storia in realtà sarebbe moolto ma moolto più lunga.
Dornado Pietri a Londra alle Olimpiadi del 1908 “si dice” (e tutti questi “si dice” sono necessari per non farsi querelare ma sono qualcosa in più dei “Si dice”…) che sia pieno di stricnina. In questo modo, bontà sua, crede di andare più forte, molto probabilmente senza stricnina quella gara l’avrebbe vinta facilmente ma lui la usa perché gli raccontano che con la stricnina non sente la fatica ed insomma è una vittima del vetero doping di quando il doping faceva più danni che altro e gli atleti riuscivano a vincere “nonostante” il doping e non “grazie” anche al doping. Invece con la stricnina in corpo cade a terra a pochi metri dal traguardo perché sarà anche vero che la stricnina ti rincoglionisce e non ti fa sentire la fatica ma non ti da certamente le energie per finire bene una maratona. Cade a terra e diventa famoso perché in seguito a quella caduta viene fuori un casino assurdo perché viene aiutato ad alzarsi in piedi ed è contro il regolamento ed insomma Dorando Petri è probabilmente il primo atleta della storia a beneficiare in modo indiretto dell’uso del doping perché lui diventa famoso proprio perché è caduto e probabilmente è caduto proprio per l’uso del doping, senza doping vinceva e basta, senza cadere, e restava un pirla qualsiasi per tutto il resto della storia.
Ovviamente di Dorando Petri resta che non bisogna aiutare gli atleti ad alzarsi in caso di caduta e non che è da idioti usare la stricnina per correre meglio una maratona.
Un discreto salto in avanti altrimenti, alla faccia della brevità, facciamo notte, per dire che i primi ad usare il doping come si deve sono i russi, anzi i sovietici per dirla meglio e se racconti questa Putin s’incazza ma invece di incazzarsi dovrebbe esserne orgoglioso perché hanno fatto scuola in tutto il mondo ed i loro metodi non sono più stati superati, si sono diffusi in tutto il mondo e adesso gli unici ad usarli poco sono proprio i russi che sono abbastanza stufi di sentirsi dire che loro sono gli unici demoni in un mondo di santi quando tutto il mondo ha fatto e continua a fare (questa è la vera affermazione calunniosa e da oscuramento del sito…) di molto peggio.
I sovietici si buttano sul doping probabilmente (e questo probabilmente è d’obbligo perché potrebbe essere anche molto prima…) verso inizio degli anni ’60 ed in breve tempo, già ad inizio anni ’70 sono dei veri maestri della materia e fanno scuola in tutto il mondo. Mondo che sonnecchia un po’ perché all’inizio sta a guardare affidandosi agli esperimenti di pochi temerari e poi arriva in massa all’attacco nei primi anni ’80 con una evoluzione delle pratiche tale da far invidia ai sovietici stessi. Praticamente a metà anni 80 (forse l’Africa arriva un paio d’anni dopo ma anche lì il forse è d’obbligo) l’arte di correre più forte grazie ai farmaci è diffusa in tutto il mondo a da lì non siamo più tornati indietro salvo dire che chi ci ha speso un sacco di soldi per andare all’avanscoperta (i sovietici appunto) si è stufato di spendere un sacco di soldi e prendersi pure le parole (e le squalifiche…), mentre chi ha investito su questo in tempi successivi si è limitato a farlo solo per atleti di alto livello andando a sputtanare però in modo un po’ incomprensibile gli amatori che sono quegli atleti che dallo sport non ci traggono il becco di un quattrino e che se qualche volta, per sbaglio, si dopano lo fanno per fare i deficienti ignari del fatto che il doping fai da te è pericolosissimo ma non certo per arricchirsi visto che dal livello prestativo dei campioni sono distanti anni luce e nemmeno con tutto il doping della terra riuscirebbero ad avvicinarsi a questo.
Tutto ciò anche perché non emerga che da questo mio articolo idiota io incito al doping perchè “così fan tutti” perchè “così fan tutti proprio un cavolo” il doping è diffusissimo, sempre più diffuso (ma ormai non si chiama più così si chiama in modo più elegante “assistenza medica” anche per evitare querele…) nello sport di alto livello ma non è diffuso come vogliono farci credere nello sport amatoriale.
Il lettore sprovveduto si chiederà perché, visto che si dopano soprattutto gli atleti di alto livello, baccano positivi quasi sempre solo gli idioti degli amatori. Proprio perché ad alto livello non si chiama “doping” ma si chiama “assistenza medica” e se uno è trattato come si deve non risulterà mai positivo all’antidoping pertanto risultano positivi solo i coglioni che usano i farmaci senza sapere come funzionanano e senza sorveglianza medica.
Poi, ogni tanto, vengono fuori positivi anche alcuni atleti di alto livello che non dovrebbero risultate positivi e quelli sono misteri dell’informazione sui quali non posso proprio dilungarmi perchè ci vorrebbe un’ enciclopedia per far luce su quello ma basti pensare che i campioni positivi all’antidoping sono certamente vittime e non carnefici. Si può aggiungere che quelli che pigliano pene più severe sono quelli che in qualche modo tentano di far capire che non sono gli unici a far uso di farmaci, mentre quelli che prendono pene più contenute sono quelli che ammettono “sinceramente” di essere stati gli unici pazzi sprovveduti ad aver provato a doparsi e non lo faranno mai più per il resto della vita e viva l’antidoping che ha sempre ragione e prende solo i veri colpevoli…
In tema di doping ci sono in giro un paio di bufale semplicemente stomachevoli che stentano ad essere smascherate e sono che gli atleti di adesso si dopano meno di quelli del passato e la seconda appunto è che quelli che risultano positivi ai controlli sono più dopati di quelli che risultano negativi.
Ci sono certamente degli atleti di alto livello che risultano negativi ai controlli e non prendono farmaci, ne conosco anch’io, non è che se non prendi farmaci fanno di tutto per trovarti positivo e metterti fuori gioco, ma ce ne sono anche di quelli che sono sempre risultati negativi e mai verranno beccati positivi, che prendono molti più farmaci di altri atleti che hanno avuto la carriera rovinata dall’antidoping.
In sintesi la storia dell’uomo che corre anche grazie ai farmaci è una storia di ipocrisie. Pare anche una storia un po’ triste e pertanto non si capisce nemmeno se abbia senso scriverla ed allora è bene chiudere con un paio di battute confortanti per non fare troppa pubblicità alla tristezza.
Allora, intanto, per certi versi, si può quasi dire che l’antidoping funziona perché se uno ha la cattivissima idea di fare di testa sua (atteggiamento pericolosissimo per la salute dell’atleta) è molto facile che venga beccato positivo dall’antidoping. Dopo c’è da dire che la marea degli atleti che si dopano sono tutti assistiti da medici che adoperano protocolli standardizzati e non si sognano di fare esperimenti sugli atleti pertanto, “mal comune mezzo gaudio” non ci sono pionieri a fare follie improbabili ma solo atleti che si affidano a medici che hanno una grande esperienza in proposito e, bontà loro, sono davvero convinti (e forse non hanno nemmeno tutti i torti) che gli atleti con i carichi di allenamento terribili che si ciucciano facciano bene ad aiutarsi in qualche modo altrimenti si rovinano la salute con l’allenamento.
Poi c’è da dire che, a dispetto di quanto ci faccia credere l’antidoping per salvare la faccia dei professionisti, l’uso di farmaci non è diffuso in modo devastante fra gli amatori dove solo in alcuni sport la coglioneria regna ancora sovrana. La gran parte degli atleti amatori sanno benissimo che lo sport si pratica per usare meno farmaci e non di più e se ne strafrega se usando un certo prodotto il rendimento aumenta in modo inequivocabile.
L’ultima cosa che a me fa piacere e ad altri da fastidio è che la leggenda che un tempo ci si dopava di più e pertanto record ottenuti 40 anni fa sono imbattibili è una bufala pazzesca perché con tecniche di allenamento adeguate si riescono a migliorare prestazioni ottenute anche con un grande uso di farmaci, almeno questo con riferimento a cose di 40 anni fa. Se poi mi dicono che oggi si sono perfezionati al punto tale che fra 40 anni nessuno riuscirà a migliorare le prestazioni che si ottengono adesso con l’uso dei farmaci quello non lo so perché non ho la sfera di cristallo.
Da tecnico che non considera l’uso dei farmaci come un’opzione ragionevole io mi auguro che il perfezionamento nell’uso dei farmaci non raggiunga mai livelli da essere ritenuto insostituibile. Poi è pure possibile che la stagnazione del progresso delle tecniche di allenamento ci induca a pensare questa cosa ma il compito dei tecnici che ci credono è proprio quello di dimostrare che può esistere anche una storia dell’uomo che corre forte senza aiutarsi con i farmaci e quella potrebbe essere anche una lunga storia da raccontare con dovizia di particolari e senza paura di essere querelati.