Ovviamente gli articoli scritti tanto per far ridere sono quelli che poi stimolano le discussioni più impegnate ed allora è evidente che le mie uscite ironiche e piuttosto scontate sull’intelligenza artificiale richiedano ulteriori puntualizzazioni.
A me pareva che fossero osservazioni più che scontate pure un po’ fuori luogo perchè lo sport e l’attvità fisica in genere non dovrebbero aver a che fare con l’intelligenza artificiale, invece viene fuori che ci hanno a che fare eccome ed invece di farci dello spirito di basso livello devo rassegnarmi al fatto che sarà sempre più importante in tutti i settori, pure nell’attività motoria.
Sono convinto che ci sia gente che vuole investire tempo e danaro sull’intelligenza artificiale. Viene ritenuto un business e pure in grado di controllare almeno parzialmente l’informazione che è il vero business del nostro tempo-
Al momento l’intelligenza artificiale fa solo ridere,, non si può servirsene in modo razionale perchè è troppo inefficiente ed ignorante ed il fatto che i ragazzi la usino a scuola per affrontare alcune questioni mi fa terribilmente paura per la scuola ancor più che per i ragazzi. Una scuola che mette il dubbio nel ragazzo che l’intelligenza artificiale possa essere utile per completare l’apprendimento è una scuola che ha fallito in partenza e che deve porsi seri ed importanti interrogativi e qui temo che c’entrino più gli adulti che di fatto organizzano la scuola degli studenti che la subiscono così com’è strutturata dagli adulti.
Il pericolo che ci appiattiamo sui livelli culturali dell’intellligenza artificiale è un pericolo un po’ fantascientifico, però non è del tutto campato in aria perché alcuni segnali preoccupanti ci sono già. Pare che ci sia già una cultura del web oltre la quale si fa fatica ad andare. Se un qualcosa esiste nel web la si può studiare e ci si può informarsene, se non esiste forse non vale la pena dannarsi l’anima per acquisire informazioni chissà dove, tanto se fatichiamo noi ad avere informazioni faranno fatica anche gli altri. perchè ormai siamo tutti omologati sul web.
Allora è encomiabile il lavoro di chi con pazienza certosina sta lì a buttare dentro informazioni sperando che l’intelligenza artificiale possa servisersene però immaginare che qualche ragazzo la consulti un po’ come noi consutavamo l’Enciclopedia Treccani è un po’ deprimente perché possiamo pure dire che con tutti i limiti che aveva l’enciclopedia Treccani aveva il gran merito di non inventare le cose e su ciò che non sapeva stava semplicemente zitta.
C’è un problema centrale che l’intelligenza artificiale non riesce e non vuole affrontare chè è quello del controllo dell’informazione, nel momento in cui arrivasse a poterlo affrontare sarebbe in grado di danneggiare sè stessa e chi ha investito un sacco di soldi su questo giochino non vuole certmente che si autodistrugga. Dunque prefeisce correre il rischio di vederci tutti un po’ più ignoranti di qiuello che già siamo invece che mettere in disussione sè stessa.
E’ l’eterno discorso del mercato e della società capitalista: noi sappiamo ciò che al mercato fa comodo che sappiamo e ciò che alla società capitalista fa comodo per tenere in piedi se stessa. La cultura fine a se stessa non è funzionale al mantenimento dell’efficienza del mercato ed anzi tende a danneggiarlo perchè mette in luce le ipocrisie e le inefficienze congenite del sistema capitalista.
Dunque può risultare istintivo ridere sulle disgrazie delll’intelligenza artificiale ma poi dobbiamo considerare che queste disgrazie sono pure contagiose e rischiamo di dover ridere di noi con lo stesso stile con il quale ridiamo sull’intelligenza artificiale. Non c’era bisogno dell’intelligenza artificiale per farci capire quano siamo ignoranti ma non possiamo abbandonarci alla romantica compagnia di uno strumento che è destinato a restare inefficiente per ancora molti anni. Tragicomico dirlo ma l’intelligenza artificiale al momento è solo romantica e temo che anche in quel campo possa essere battuta dal più scarso degli umani a meno che il nostro gusto verso il romantico non stia scadendo sul livelli drammatici, peggiori di quello quasi accettabile dell’intelligenza artificiale.